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martedì 20 ottobre 2015

Le Chat Gourmand a Identità Expo - Le Pàche al pre di Carlo Cracco

Ecco lo sapevo.

Chef Cracco. Ancora lui.
...ma cosa ci troverà di così speciale la mamma...
Cosa diavolo ha che io non ho... Maaaooo!

"Merlino cosa stai brontolando...?"

Mao.
Niente... Mao. Pffftt!

"Merlino... ma non sarai mica geloso! Lo sai che per me esiste uno ed un solo Chef... Le Chat Gourmand... ma non potevo perdere l'occasione di vedere Chef Cracco all'opera dal vivo in uno show cooking!

Dai vieni qui vicino sul divano... che ti racconto come è andata."

Va bene mamma... ma solo se poi mi lasci mettere le zampe nella biscottiera...

Chef Cracco, Identità di Pasta e le Pàche al pre

"Ebbene sì, di nuovo Chef Cracco, il più fotogenico, il più televisivo, il fascino di Masterchef e il diavolo di Hell's Kitchen, ospite la scorsa settimana di Identità Expo con il suo menù stellato, e protagonista dell'appuntamento settimanale "Identità di Pasta", voluto da Expo in collaborazione con il Pastificio Felicetti per valorizzare grazie a showcooking offerti da chef sia celebri che emergenti il prodotto che per eccellenza rappresenta nel mondo la tipicità tricolore."

...poteva mai Le Chat Gourmand lasciarsi sfuggire un'occasione così ghiotta?
eheh... in realtà la mail di prenotazione per la mamma l'ho mandata io...

"Ah davvero Merlino...?
Ma torniamo a noi. Chef Cracco si presenta al pubblico con la sua consueta affabilità e il sorriso sornione che lo contraddistingue.


Prima di presentare la sua ricetta lo Chef ci parla di alcuni suoi progetti.
Progetti in corso, come il "fuori Expo" dell'Ambasciata del Gusto ideato dall'Associazione Maestro Martino all'interno dell' ex Convento dell'Annunciata di Abbiategrasso, con il recupero di un antico chiostro del '400 e di una chiesa sconsacrata. 
E progetti in divenire come il recupero della ex stazione di servizio Agip in Piazzale Accursio a Milano, una struttura degi anni '50, simbolo del boom economico ed esempio di architettura Streamline Moderno con le sue forme arrotondate e che richiamano quelle di una nave. E' proprio di questi giorni la notizia che lo storico edificio è stato rilevato da Garage Italia Customs, azienda di Lapo Elkann che ne farà un luogo di eccellenza e punto di riferimento per il "bello" e il "buono" del made il Italy.

La linea è pronta sul piano cucina, l'acqua bolle, è ora di buttare la pasta!

E che pasta! 
...perchè ridendo e scherzando... (Chef Cracco era particolarmente in vena di battute) quando il piatto riesce bene è merito dello Chef, quando va male è colpa del pastaio!
Il formato scelto per la ricetta sono le Pàche Monograno Matt Felicetti, versione trentina e di dimensione più contenuta del classico Pacchero, circa 3/4 quindi più comoda da mangiare e adatta da presentare in un ristorante.

Gli ingredienti rispecchiano in pieno il tema di Expo, ovvero utilizzo di materie prime semplici ma di qualità, recupero degli avanzi e alimentazione sana con pochi grassi. 
Vediamoli.
- la cipolla, che viene lavorata con un procedimento non complicato ma un po' lungo. Viene cotta in forno intera con la buccia su un letto di sale, a 140° per 3-4 ore, dopodichè viene lasciata a sgocciolare per circa 1 ora in un colino fino ad ottenere una sorta di "melassa" concentrata e dolce. Eliminata poi la buccia, la cipolla viene sfogliata in petali che vengono pressati, stesi su carta forno e di nuovo infornati a 140° fino ad ottenere delle sfoglie croccanti.
- il prezzemolo, che viene bollito in acqua salata, scolato e messo a raffreddare con ghiaccio in modo da mantenerne il colore e infine frullato per ottenerne un succo.
- la lingua bollita, ovvero il gourmet degli avanzi, che sarà sufficiente tagliare a striscioline e scaldare in poca acqua e un filo d'olio appena prima dell'impiattamento finale.
- il "caviale" di lumaca, ovvero le uova di lumaca, perle bianche dal sapore delicato e terroso. Preziose, perchè una lumaca depone le uova una sola volta all'anno.


La pasta viene scolata al dente, mantecata in padella con abbondante succo di prezzemolo, senza aggiungere alcun grasso e impiattata guarnendola con la julienne di lingua, la sfoglia di cipolla croccante, le uova di lumaca e un filo di melassa di cipolla.

L'impiattamento è un momento topico, tanti i piatti da preparare, diverse le componenti da curare, e a dare manforte allo chef oltre alla brigata di cucina entra in azione anche Riccardo Felicetti.

Il pubblico in sala rifà il verso allo Chef.
E lui sta al gioco.

VELOOOCIIII!!!







Un piatto che sicuramente appaga la vista e introduce all'autunno.
E venendo all'assaggio che dire... 
Premessa la mia idiosincrasia per il prezzemolo (o lo ami o lo odi, e io lo odio, ecco l'ho detto. Ne metto pochissimo anche nelle più classiche delle polpette) no, non mi ha entusiasmata.
Indiscutibile la qualità della pasta, la tenerezza della lingua bollita, e l'originalità dei sapori degli ingredienti presi singolarmente, ma che uniti, in particolare le uova di lumaca, risultano un po' coperti dalla clorofilla del prezzemolo.

Esperienza comunque da non perdere per capire come anche partendo da ingredienti semplici ma di alta qualità, e lavorandoli in maniera originale un grande Chef riesca ad ottenere delle vere e proprie creazioni."

mercoledì 19 febbraio 2014

Le Chat Gourmand a RistorExpo 2014: "In cibo veritas" e il Cracco pensiero

Ciao amici!
Eccoci ad un nuovo appuntamento con le nostre scorribande gastronomiche.
Ancora una volta non parliamo di ricette ma di un evento del mondo dell'enogastronomia.

Parliamo di RistorExpo, a LarioFiere (Erba) dal 16 al 19 Febbraio.  

E anche in questo caso Le Chat Gourmand lascia la parola alla mamma (da qualche giorno perseguitata dalla tosse e completamente afona ma con le orecchie e gli occhi ben funzionanti), che grazie agli amici di Art Cafè Cafeteria ha avuto l'occasione di avere un pass gratuito riservato agli operatori e di partecipare all'incontro con uno dei più grandi miti della cucina italiana ovvero... Carlo Cracco!

Grazie Merlino...
Sì ho avuto l'occasione di visitare la fiera RistorExpo, proprio durante la giornata che ha visto come ospite d'onore lo chef Carlo Cracco... che non ha certo bisogno di presentazioni.
L'incontro era dedicato a operatori, appassionati e ai numerosi studenti degli istituti alberghieri della zona.
Folla da concerto rock e tifo da stadio all'ingresso dello chef, che a partire dal tema conduttore della manifestazione (In cibo veritas) viene invitato a fare un punto della situazione del settore della ristorazione in Italia.

«Siamo in un momento positivo per la cucina in generale, non solo per quanto riguarda i cuochi ma anche per quanto riguarda i prodotti e per l'attenzione a ciò che si mangia.»

E questo è testimoniato anche dalla collaborazione di chef Cracco con l'associazione milanese "Maestro Martino", che si propone l'obiettivo di valorizzare la cucina d'autore, soprattutto lombarda.

Chef Cracco poi sottolinea l'importanza di creare un sistema paese per far passare il concetto di "cucina italiana" all'estero.

«Fondamentale valorizzare il territorio e la formazione dei giovani, collaborare uniti, tutti insieme e non ognuno per la propria strada, per fare un salto di qualità come già altri paesi (Spagna, Danimarca, Perù) hanno fatto e diventare un punto di riferimento per la cucina d'autore a livello internazionale, costruire qualcosa che rimanga nel tempo per non rimanere ai margini.»

In questo discorso si inserisce l'imminente appuntamento con Expo 2015, in cui il tema sarà "Nutrire il pianeta", appuntamento che secondo Cracco va sfruttato come trampolino di lancio ma sempre in un'ottica di sviluppo a lungo termine, e non solo con lo scopo di attirare qualche turista in più per l'occasione. 

Di nuovo chef Cracco pone l'attenzione sui giovani:
«E' importante investire sui giovani, dare un senso ai sacrifici e all'impegno che i ragazzi che affollano le scuole alberghiere ci stanno mettendo, investendo su materiali, tecnologie e cucine. Spesso gli studenti delle scuole fanno pratica su attrezzature non proprio nuove, poi frequentano stage o vengono qui in fiera e si accorgono che fuori il mondo è diverso...»

Agli studenti ricorda che dietro un grande chef ci sono anni di studio e duro lavoro:
«Voi siete più fortunati di me. Quando scelsi la scuola alberghiera, confesso, l’ho scelta perchè mi piaceva la scuola: era viola, ed era vicino alle montagne. Non ero mai entrato in una cucina e non sapevo minimamente come funzionasse. 32 anni fa non c’era internet, si usava il passaparola. Voi oggi con i computer potete scoprire il mondo. Io ero andato in Francia a lavorare, per cercare di capire ciò che era la novità. Consiglio a tutti voi di girare, girare tanto: aiuta ad aprire la mente. Vedere e sperimentare le altre cucine, molto differenti dalla nostra vi aiuterà, una volta rientrati in Italia, a capire quanto vale la cucina italiana.»

E a chi pensa che la TV sia un punto di arrivo...
«La televisione è solo un passaggio e non bisogna pensare che dia più professionalità o aiuti. Anzi, quando la gente ti riconosce è ancora più difficile dimostrare quanto si vale. In cucina non c’è bisogno di fare spettacolo, ma solo far star bene chi si siede alla vostra tavola: è questa la cosa più importante per uno chef»

E proprio dalle domande poste dagli studenti alcuni spunti di riflessione:
- Quanto è importante la creatività?
«Per essere un bravo cuoco non è indispensabile essere creativi. Anche "eseguire" alla perfezione un piatto della tradizione non è per niente banale. Fondamentale invece sempre conoscere le preparazioni base, le tradizioni e soprattutto studiare. Ho conosciuto bravissimi chef che sapevano fare piatti molto elaborati ma non sapevano fare una meringa all'italiana...»
- La cucina molecolare?
«E' un aspetto importante della cucina, può piacere o non piacere ma è sicuramente un settore da studiare»
- Quanto è importante avere un buon maestro?
«Avere un buon maestro è fondamentale, per me il maestro è stato Gualtiero Marchesi, ho lavorato per lui nell’ ’86 e già allora nella sua cucina eravamo 2 italiani, 2 francesi...  la lingua “ufficiale” era il tedesco. C’erano cuochi di diverse etnie e avevo capito che quello sarebbe stato il futuro: così è stato.
Altrettanto importante però è fare propri gli insegnamenti e sapersi staccare.»
- La cucina straniera più affascinante?
«Il Perù ad esempio è al momento uno dei paesi emergenti in cucina. Ma interessante anche il caso di Israele, paese con una situazione politica complessa ma dove la cucina è mezzo di aggregazione, perchè la cucina è una delle poche cose che fa andare tutti d'accordo»
- Piatto preferito?
«La pasta!»

...e ovviamente non poteva mancare la domanda sulla prossima apertura del gastro-bistrot "La segheria di Carlo e Camilla"...
«Sarà un locale in stile gastro-bistrot in cui ci sarà musica dal vivo, si potrà anche solo entrare per bere una cosa, e che avrà per il ristorante un prezzo intorno ai 40€.
Per sabato prossimo è prevista l'apertura della zona bar; la prossima settimana aprirà il ristorante»

Alla fine della "lezione" chef Cracco si è dimostrato estremamente disponibile e si è fermato a firmare autografi e dediche ai numerosi fan... tra i quali ovviamente anche la sottoscritta :-)
Una giornata memorabile e un incontro molto istruttivo.