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giovedì 18 febbraio 2016

Umutima e Tanim #nespressolimitededition: viaggio (lungo) nel cuore di un caffè perfetto

"Merlino, oggi è il 17 Febbraio, la Giornata internazionale del Gatto, lo sai vero?"

...cosa?
...mamma ma seria? ...ma da quando?

"Certo Merlino oggi è la festa del gatto! ...mi spiace un po' lasciarvi tutti soli invece di stare a casa a giocare con voi..."

Ma cosa stai dicendo? Ma lo sai benissimo che ogni giorno è la festa del gatto!

"Ahaha hai ragione bestiaccia... allora io vado eh?"

Purrrrr... purrrrr.... purrrr....

"E così l'inviata speciale coffee-addicted del Gatto Ghiottone è riuscita a finalmente a fare un'incursione al Nespresso Flagship Store di Milano, elegantissimo e raffinato spazio su 4 livelli in piazzetta Liberty.

L'occasione? Un evento-workshop per il lancio di due nuovi Grand Cru Limited Edition, che si è rivelato un vero e proprio viaggio nel cuore del caffè. 

Perchè proprio cuore è il significato delle parole Umutima e Tanim in Kinyarwanda e Nahuatl ovvero le lingue native del Rwanda e del Chiapas, terroirs di origine dei nuovi pure origin firmati Nespresso.

Il viaggio inizia. Mettetevi comodi, perchè ho davvero tante cose da raccontarvi...

UMUTIMA wa Lake Kiwu e TANIM de Chiapas: le origini

Il nostro percorso inizia dalle origini, con un ideale viaggio tra Rwanda e Messico presentato da Massimiliano Marchesi, Coffee Ambassador di Nespresso. 


I due terroir sono profondamente differenti.

Si parla di 1400 metri di altitudine per il Lago Kiwu in Rwanda, dove piccoli produttori coltivano inizialmente in vivaio e successivamente in piccoli appezzamenti una Arabica di qualità superiore, controllando ogni 8-10 giorni il grado di maturazione di ogni singola drupa e racogliendole a mano una ad una. 

La lavorazione post raccolta utilizza tecniche all'avanguardia, per la precisione il cosiddetto "metodo lavato", in cui il caffè viene prima spolpato, facendolo passare in macchine capaci di far “sgusciare fuori” il chicco ancora coperto dalla membrana gelatinosa. I chicchi vengono quindi messi in vasche di acqua in cui rimangono il tempo necessario a rimuovere completamente la mucillagine, subendo una specie di fermentazione che sarà capace di trasformare il gusto del caffè, rendendolo più fresco e esaltandone l’acidità e i profumi. Una volta terminata questa fase il caffè verrà immesso in canalini dove viene proprio lavato, e infine asciugato al sole.
Una volta asciugati, i chicchi di caffè verde si avviano alla tostatura, che nel caso di Umutima è separata, ovvero una metà dei chicchi viene sottoposta ad una tostatura leggera che esalta le note frutatte e agrumate, mentre l'altra metà subisce una tostatura più intensa che aggiunge al Cru una particolare struttura e consistenza.

Passando al Chiapas, abbiamo a che fare invece con una zona vulcanica tropicale in alta quota nel sud del Messico, zona dalla elevata biodiversità che contribuisce all'arricchimento del terreno ed è fondamentale per la qualità del caffè, che presenta note fruttate e di cacao.
Qui il caffè è considerato da sempre un dono della natura e viene coltivato in piccoli appezzamenti con metodi tramandati di generazione in generazione, accanto a piantagioni di arance o di avocado che rallentano la maturazione delle drupe aumentandone il potenziale aromatico.
Dopo l'essicatura naturale al sole e la decorticatura, il caffè verde passa anche in questo caso ad una tostatura separata; una parte dei chicchi viene tostata a lungo a bassa temperatura, da cui le note di pane e nocciola; la parte invece sottoposta ad una tostatura più breve ma intensa conferisce una consistenza vellutata.

I metodi di estrazione

Il viaggio prosegue sotto la guida di Andrea Matarangolo, trainer barista membro della  Speciality Coffee Association of Europe, che ci illustra alcuni metodi estrazione del caffè, partendo dai metodi classici per percolazione in cui, a differenza dei metodi per infusione/macerazione come la French Press in cui l'estrazione è conseguenza del contatto prolungato dell'acqua con la polvere di caffè, l'acqua calda attraversa il caffè e scende rapidamente in un contenitore.
Alcuni metodi di estrazione per percolazione: da sinistra V60 - French Press - Syphon

E qui ho visto cose...

La Moka, la French Press, la Napoletana, il Caffè Filtro... sono sistemi che già conoscevo... ma il Syphon è stata una vera sorpresa.

Si dice: la pasticceria è precisione. 
Ma anche la preparazione del caffè! Ogni metodo ha le sue regole, in termini di dose e granulometria per la macinatura. 
La temperatura dell'acqua è importantissima, e per i metodi filtro dovrebbe essere tra i 92° e 96°.
La dose ideale per tutti i metodi filtro (anche la French Press) è di 60g di caffè macinato per ogni litro di acqua (15g per 300ml). 
E meglio ovviamente utilizzare ogni volta caffè appena macinato, per preservarne tutte le caratteristiche.

La Napoletana

...che in realtà è di origine francese...
E' divisa in due contenitori sovrapposti, con un filtro pieno di caffè nel mezzo: si versa acqua calda in uno dei due contenitori, poi si gira la caffettiera, in modo che l’acqua cada nel contenitore sottostante passando attraverso la polvere di caffè. Meglio non mettere direttamente la caffettiera sul fornello, per evitare di bruciare gli aromi, ma riscaldare l'acqua in un bollitore con termostato regolabile.




Il Caffè Filtro - V60

Il caffè filtro è un metodo di estrazione molto popolare nei paesi nordici, ma anche nelle caffetterie di Londra e di New York.
Per l'occasione abbiamo visto in azione la versione V60, così chiamata per la particolare angolazione dei lati del filtro.

Come funziona?
La polvere di caffè è inserita in un sacchetto-filtro di carta posto all’interno di un contenitore forato, sopra una caraffa; si versa nel sacchetto l’acqua bollente, che scende attraversando la polvere; la caraffa (di solito in pirex) è posta su una base metallica sotto la quale si trova una serpentina elettrica che mantiene caldo il caffè.
Dopo aver pesato e macinato a grana grossa il caffè, la prima cosa da fare è lavare il filtro svuotando la caraffa a processo ultimato.
La seconda fase è il cosiddetto blooming, una fase di preinfusione in cui una quantità di acqua calda pari al doppio del macinato viene versata sul caffè con movimenti circolari e lasciata in infusione per una trentina di secondi; è qui che il caffè inizia a sprigionare i suoi aromi.
Nell'ultima fase si versa l'acqua calda rimanenente, sempre creando delle "turbolenze" con movimenti rotatori della mano.

Alla fine del processo di percolazione si ottiene una bevanda leggera e delicata.

E infine...

Il Syphon 




...che non è l'alambicco di Mago Merlino...

Ma è senza dubbio il metodo più scenografico, un antico metodo di estrazione per un infuso di caffè ricco e corposo: il Syphon sfrutta l’ebollizione dell’acqua e il successivo filtraggio. 
Come funziona?
Si riempie l’ampolla inferiore del Syphon con acqua calda, successivamente nell'ampolla di raccoglimento viene inserita la parte superiore del Syphon, che contiene il filtro metallico.
Si accende poi la fiammella sotto l'ampolla, per portare l'acqua ad ebollizione, nel frattempo si macina il caffè. Appena l'acqua bolle, si aggiunge il caffè macinato nella parte superiore del Syphon chiudendo col tappo, per non disperdere il calore; durante il processo, l’acqua in ebollizione si trasferisce nella parte superiore miscelandosi al caffè. Per favorire questo processo si consiglia di mescolare con lo stirrer. 
Al termine della salita dell’acqua nella parte superiore, far continuare l’infusione fino ad avere un tempo di contatto tra acqua e caffè di 1'30". Spegnere la fiammella e lasciare che l’infuso ritorni nell’ampolla di raccoglimento inferiore attraverso il filtro.


Parlando di Espresso...

E' il sistema che sfrutta al meglio la polvere di caffè. Grazie all’estrazione con una forte pressione (percolazione "forzata"), si estraggono in tempi molto brevi (circa 25") le sostanze solubili responsabili del gusto, e quelle insolubili (oli e colloidi) che danno corpo e imprigionano gli aromi. Il risultato è un liquido concentrato, con un gusto intenso e persistente, ricco di aromi e corpo, ricoperto da una crema nocciola.




...e anche l'espresso perfetto ça va sans dire ha le sue regole, che ogni barista che faccia una scelta di assoluta qualità del caffè deve rispettare, ma su cui ahimè la maggior parte sorvola (vi ricordate una famosa puntata della trasmissione Report?).


- Pulire: il filtro va pulito ed asciugato prima di ogni utilizzo
- Omogeneizzare: una volta riempito il filtro con il caffè macinato (16g per 2 espressi, macinato fine), il contenuto va omogeneizzato battendo con la mano di taglio sul bordo esterno del filtro; questo per evitare di avere una sovraestrazione o una sottoestrazione come risultato finale
- Pressare: la polvere di caffè nel filtro va pressata manualmente su una superficie piana applicando una pressione di 15-20 kg.
- Purge: operazione importantissima in cui si aziona la macchina con il filtro sganciato in modo da far uscire una piccola quantità d'acqua che rimuove dalle doccette i residui del caffè precedente e riporta il gruppo in temperatura.
- Pulire ancora: a fine giornata tutto il sistema va completamente pulito per evitare l'irrancidimento dei residui di oli e colloidi del caffè.

Le Chat Gourmand a casa con la sua Nespresso Pixie è facilitato in queste operazioni, grazie al dosaggio delle capsule calibrato alla perfezione, e all'operazione di purge automatico svolta ad ogni avvio della macchina. 

...e finalmente la Degustazione

Ultima tappa del nostro viaggio nel cuore del caffè è la degustazione delle due nuove Limited Edition guidata da Marco Mandato, coffee expert Nespresso.

Per la degustazione si utilizzano dei bicchieri in vetro, per poter apprezzare appieno anche il colore e la consistenza dell'espresso. E si procede in maniera del tutto simile ad una degustazione di vino.

Si parte dal Rwanda con la Limited Edition UMUTIMA.
Il colore è nocciola dalla crema paglierino.
Già al naso si percepisce la freschezza, l'acidità e il sentore agrumato. Il profumo è morbido, fruttato e floreale.
Al gusto si evidenzia il sapore acidulo, non si sente il retrogusto della tostatura ma un delicato bouquet. La tostatura molto leggera è quasi una pre-lavorazione, che caratterizza Umutima non come il classico caffè "da bar" ma quasi una "spremuta" di chicco di caffè.

TANIM de Chiapas appare alla vista di colore più scuro, con una crema più densa e scura, indice di una tostatura più intensa e di maggiore struttura.
L'aroma è di biscotto e pane tostato. Il gusto è più amaro, ma un amaro "mild" e piacevole con sentore di cereale. 


e dulcis in fundo...

...non è finita qui, c'è un'ultima sorpresa, perchè Simone Bonini da Firenze, fondatore di Gelato Carapina, punto di riferimento nel mondo del gelato artigianale,  ha chiuso in dolcezza questo spettacolare viaggio offrendoci assaggi di due gelati ideati per l'occasione con le due Limited Edition.

La mia preferita tra le due nuove limited edition? La delicata Umutima.

Merlino che dici ti è piaciuto questo viaggio?

...purrr ...purrr ...purrr

Merlino...? Ma... dormi?

...purrr

Va bene, ti lascio riposare, anzi vado a prepararmi un buon caffè. 
 Alla prossima!




















martedì 3 novembre 2015

Expo 2015 - Il giro d'Italia in 5 caffè

Cari amici eccoci al primo appuntamento del dopo-Expo.
La nostalgia è ancora tanta ma la mamma ormai ha ripreso a condurre una vita "normale", ma come promesso mi dedica sempre un po' di tempo per raccontarmi qualche storia dal mondo.

Ancora una volta partiamo dalla fine, ovvero dall'ultima settimana, degli ultimi giorni di Expo sempre ricchi di eventi e di show-cooking.

Per oggi rimaniamo in Italia, con le idee e le ricette dei barman ospiti la scorsa settimana del Padiglione Alitalia-Etihad, per lo show-cooking firmato Lavazza.

Il Giro d'Italia in 5 Caffè, da Nord a Sud con Lavazza

Torino - Bavarèisa Torinese

E' la versione settecentesca del famoso "Bicerin", la bevanda preferita di Camillo Benso Conte di Cavour, Pablo Picasso, Alexandre Dumas (padre), Ernest Hemingway (che lo inserì fra le cento cose del mondo che avrebbe salvato) e Umberto Eco (Il cimitero di Praga).

La base è la cioccolata fondente calda sul fondo del bicchiere, si aggiunge poi l'espresso ed infine come top un velo di crema di latte leggermente shakerata, che deve galleggiare in superficie.

Ingredienti:
1 espresso lungo (50 ml) - il barman consiglia: Lavazza A Modo Mio Passionale
50 ml cioccolata calda
50 ml panna liquida

Padova - Caffè alla Padovana 

In questo caso la base è il classico espresso, guarnito con una crema di latte fredda aromatizzata con sciroppo alla menta e una spolverata di cacao amaro in polvere

Ingredienti
1 espresso - il barman consiglia: Lavazza A Modo Mio Delizioso
20 ml latte
70 ml panna liquida
30 ml sciroppo di menta
cacao

Per preparare la crema di latte, il barman durante lo show cooking ha utilizzato il sifone in cui ha introdotto latte, panna e sciroppo di menta; in mancanza del sifone è possibile ottenere lo stesso risultato montando gli ingredienti con le fruste elettriche in una bastardella.

Napoli - Caffè alla Napoletana

Questa ricetta è un omaggio alle pregiate nocciole di Giffoni; la base è di nuovo in questo caso l'espresso che viene completato da una crema di latte alle nocciole.

Ingredienti
1 espresso - il barman consiglia: Lavazza A ModoMio Dek Cremoso
Per la crema di nocciola:
150 ml panna
100 gr topping alla nocciola

Anche in questo caso il barman ha utilizzato il sifone per preparare la crema di nocciola, ma non è indispensabile.

Reggio Calabria - Caffè alla Calabrese

Una ricetta dal sapore forte e deciso che valorizza la liquirizia, la cui coltura è diffusa nel sud Italia, e in particolare in Calabria viene lavorata nei "conci".

Ingredienti
1 espresso - il barman consiglia l'utilizzo di una miscela 100% arabica
pastiglie di liquirizia
4 cucchiaini di brandy

Pestare nel mortaio la liquirizia fino a  ridurla in polvere, e metterne 1 cucchiaino sul fondo del bicchiere, aggiungere il brandy e l'espresso; decorare con di nuovo un pizzico di liquirizia in polvere.

Lecce - Caffè alla Salentina

Una ricetta fredda e dissetante per smorzare la calura estiva, ammorbidita dal latte di mandorle.

Ingredienti
50 ml caffè (moka o espresso) - il barman consiglia l'utilizzo di una miscela 80% arabica e 20% robusta
300 ml acqua
100 gr sciroppo di latte di mandorla

In un tumbler con ghiaccio aggiungere il caffè zuccherato e il latte di mandorle.

Ecco le 5 ricette!



Il prossimo appuntamento sarà ancora dedicato ad uno show-cooking, che ci porterà ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi con chef  Faisal e la sua cucina fusion.

Alla prossima!

domenica 1 novembre 2015

#ciaoExpo

Ebbene sì, è arrivato anche questo momento.
Expo ha chiuso ufficialmente i battenti ieri a mezzanotte.

Per la mia mamma a due zampe oggi è la giornata della nostalgia, del pensiero che va a tutte le emozioni di questi 6 mesi e più di 40 ingressi, alle cose nuove imparate, alle nuove amicizie nate e al segno che Expo sicuramente ha lasciato e avrà seguito nei comportamenti di tutti i giorni.

Per citare i Modena City Ramblers, che tanto piacciono alla mamma, "...è in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta..."

Da domani si torna alla normalità.

Per modo di dire, perchè da domani la mamma metterà poco a poco nero su bianco i suoi racconti, e io come al solito le darò una zampa quando serve.

Appuntamento a domani con il primo Exporacconto, "Il giro d'Italia in 5 caffè".

#ciaoExpo

mercoledì 7 ottobre 2015

Le Chat Gourmand a Expo 2015 - Nella mia fine è il mio principio

Rieccomi cari amici, passata l'estate, passato il caldo, passate le vacanze in montagna... e passate le lunghe giornate in cui la nostra mamma a due zampe partiva al mattino di buon'ora zaino in spalla sfidando il caldo torrido e ci lasciava tranquilli a casa nel clima-comfort del Pinguino.
Tornava la sera, per cena o spesso e volentieri anche molto più tardi, con la faccia stravolta, ma con negli occhi una luce tutta particolare, come se avesse fatto un giro intorno al mondo, e ci raccontava storie strane di paesi lontani, dove dissalano l'acqua del mare, mangiano il coccodrillo, o raccolgono la nebbia per farne acqua, altri invece in cui studiano dei sistemi per risparmiare energia, o per salvaguardare antiche specie di piante o frutti...
E a me Chat Gourmand raccontava di ricette golosissime, dalla Turchia, dall'Afghanistan, e dall'Eritrea... che cercherà di riprodurre anche a casa ovviamente con il mio zampino...

No amici la mamma non è impazzita tutta d'un colpo, ha semplicemente passato le ferie in Expo!
...adesso però mamma ci spieghi bene cosa hai visto?

"Giusto Merlino, hai ragione.
Che dire, è stato da subito un turbinio di colori, profumi sapori ed emozioni, una cosa che se non sei preparato ti dà alla testa, e nel mio caso direi da dipendenza.
E... sì da circa metà maggio alla fine di Luglio posso dire di aver fatto il "pieno" di Expo, che conosco ormai come le mie tasche. Poi ho staccato un po' la spina, perchè ne avevo bisogno, per far sì che tutto fosse metabolizzato.  

E adesso che ho riordinato le idee posso raccontarvi (a rate, tranquilli... non vi sequestro per 7 ore di coda come al padiglione Giappone) la mia Expo.

Iniziando dal fondo, dalla fine, da cosa rimarrà "dopo".
Ovvero da una conferenza a cui ho partecipato ieri al Politecnico di Milano, e che offre sia agli expottimisti che agli exposcettici diversi spunti di riflessione".

Mettetevi comodi...

Expo: Quale legacy per il futuro di Milano

"La sede: una delle location più prestigiose e storiche della città - il Politecnico di Milano
I relatori: 2 personalità autorevoli quali il commissario unico di Expo Giuseppe Sala e l'assessore all'urbanistica del Comune di Milano Alessandro Balducci, introdotti dal rettore del politecnico Giovanni Azzone e coordinati da un moderatore d'eccezione, il vicedirettore del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi.

Questi gli ingredienti di un incontro che ha fatto il tutto esaurito lunedì 5 Ottobre scorso nell'aula De Donato di piazza Leonardo da Vinci.

A meno di un mese dalla chiusura dell'esposizione universale, è tempo di tirare le somme di un evento sul quale è stato detto tutto e il contrario di tutto. 
I fatti parlano chiaro e ci dicono che Expo è un successo, la dimostrazione che Milano ha tutti i numeri per giocare un ruolo fondamentale per il futuro del Paese, la dimostrazione che l'Italia, quando alla base c'è la consapevolezza di un orgoglio da riscoprire, è capace di dare il meglio di sè e di gestire grandi eventi.
Expo ha alzato la tensione e generato grande entusiasmo, l'importante ora è far sì che la tensione non cali, che tutto questo non sia un punto di arrivo ma un punto di partenza. E dobbiamo essere rapidi, perchè il resto del mondo va più veloce.
Come già diceva anche lo chef Carlo Cracco più di un anno fa in occasione di una conferenza a RistorExpo (vi ricordate? Ne avevamo parlato QUI).

Expo è entusiasmo, ordine, organizzazione, ma è davvero questa l'Italia? ...o finirà tutto con il 31 di Ottobre?
A questo interrogativo risponde Beppe Sala, che dichiara: «Expo funziona, innanzitutto perchè vi si percepisce dovunque l'Italian Style, nell'attenzione ai particolari, al design, alla sistemazione delle luci e delle piante, fino alla maestria degli artigiani evidente nel Padiglione Zero. Funziona perchè in uno spazio di pochi metri quadrati c'è tutto il mondo. E funziona perchè le "operations" funzionano; logistica, sicurezza e pulizia sono ai massimi livelli. E questo la gente lo percepisce, sta in coda e percepisce questo sforzo. E anche lo stare in coda ai padiglioni in questo modo diventa parte dell'esperienza stessa, del dire "Io c'ero". 
Funziona grazie alla comunicazione, alla rete, al passaparola.
A questo punto non possiamo più crogiolarci nel concetto che il nostro Paese è il più bello del mondo perchè la bellezza disorganizzata non è più bellezza.
Dobbiamo fare qualcosa che abbia senso e che funzioni, e comunicarlo bene fidandoci di più del giudizio della gente, con la consapevolezza che si può fare, se alla base c'è una collaborazione collettiva»

Il timore ora è cosa succederà nei prossimi mesi? Rimarrà una cattedrale nel deserto come a Siviglia o ad Hannover?
Ci rassicura a questo proposito l'assessore Balducci«Resteranno sicuramente Palazzo Italia, Cascina Triulza e stiamo considerando la possibilità di mantenere anche Padiglione Zero, dato che per come è stato progettato può durare qualche anno e non richiederebbe interventi immediati.
Ad oggi esiste solo una proposta, non ancora un progetto, di trasferire l'Università Statale, le facoltà che si trovano a Città Studi, insieme al progetto di Assolombarda di realizzare un parco tecnologico. 
Il punto è stabilire un'intesa politica tra i tre soggetti interessati: Comune di Milano, Regione Lombardia e Governo Italiano. 
Inizialmente (si parla di Novembre 2014) si pensava di gestire il post-Expo come un'operazione di pianificazione tradizionale  senza prima costruire l'accordo con gli attori dell'operazione che avrebbero potuto intervenire, con un piano regolatore tradizionale in attesa di un potenziale acquirente che risolvesse il problema della riqualificazione dell'area.
La criticità del mercato immobiliare ha portato poi ad un bando di gara molto complesso, aperto in contemporanea con altre offerte quali Porta Vittoria, Santa Giulia e CityLife, e che di fatto è andato deserto.
Senza contare che il sito di expo non esisteva ancora, era un non-luogo, non ancora nella mappa della popolazione di Milano.
Alla luce del fallimento della gara l'allora assessore all'urbanistica ha chiesto a Politecnico e Università Statale di scendere in campo, ma nel frattempo il tutto è slittato a settembre 2015.
E nel frattempo la situazione è cambiata totalmente, ha definito il sito di Expo come una grande piazza metropolitana (grazie anche all'apertura serale), come la darsena e il parco nord.
Da qui viene l'idea del rettore della Statale di spostare in questa piazza metropolitana il polo universitario, considerando anche che le grandi trasformazioni urbanistiche degli ultimi 20 anni sono legate all'università vedi Bovisa, Barona, Bicocca...
C'è sicuramente un interesse al progetto da parte del governo centrale (Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Martina e il Premier Renzi) e stiamo aspettando da un giorno all'altro che il governo convochi il tavolo su cui ha espresso il proprio consenso in modo da trasferire su un nuovo progetto la spinta e l'energia che Expo ha dato.»

Quello dei numeri è stato un incubo. Dalla decisione di non diffondere subito i dati sugli ingressi, alla scelta di introdurre l'ingersso serale che avrebbe secondo molti svuotato la città, scelte che hanno portato a critiche e delle quali ci parla Beppe Sala:«Ci ho messo la faccia per proteggere il mio team di lavoro e di proposito non ho dato subito i numeri degli ingressi. 
Era tutto previsto, anche le affluenze di questo ultimo periodo. In tutte le esposizioni gli ultimi 2 mesi fanno il 40%-45% degli ingressi.
Lo confesso, quando ho pensato a quali tipologie di biglietti vendere, ho pensato a quando si va a sciare: abbiamo il giornaliero, il biglietto di più giorni, lo stagionale...
Bene, abbiamo venduto più di 60.000 season pass.
L'apertura serale? La "movida" di Expo? In realtà è la movida delle carrozzine e dei passeggini, un sacco di mamme. Pensando all'apertura serale abbiamo pensato che se la gente avesse visto quanto è bello di sera sarebbe tornata di giorno, cosa che è avvenuta.
Vogliamo parlare di numeri? 
Gli hotel hanno fatto +60%.
Le carte di credito nei mesi di luglio-agosto il +30% rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente.
Impressionante il dato degli operatori telefonici, con un +160% sul traffico dati.
Bisogna avere la lucidità di guardare le cose nel lungo termine.

Ad esempio: quanto vale per Milano l'articolo del NY Times di Gennaio che dice: il posto dove andare nel 2015 nel mondo? Milano per l'Expo. Pensateci» 

(lo speciale viaggi del NY Times è stato aggiornato a Luglio, e Milano rimane sempre al top, ndr.)

Expo ha visto un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici, i milanesi hanno "scoperto" il passante ferroviario. Cosa ci dice riguardo alla mobilità? Sta cambiando qualcosa?
«Sicuramente Expo come grande piazza metropolitana ci fa capire che che anche zone periferiche possono diventare una "centralità"» ci spiega l'assessore Balducci «Pensiamo a Porta Nuova, Scalo Farini, Bovisa, Expo, Arese, Malpensa; ci troviamo su una direttrice importante di sviluppo, se questa si configura come direttrice di sviuppo delle università e della tecnologia.»

Rimane un rammarico riguardo al tema dell'acqua? 
«Expo è sicuramente un'occasione per stabilire un centro di eccellenza e di competenza sull'acqua, l'idea c'è ancora» dichiara Sala «Milano è una città perfetta, viviamo grazie all'acqua, se siamo ricchi è perchè gli antichi sono arrivati qui su questo territorio che era un territorio paludoso e hanno avuto la capacità di gestire l'acqua come nessun altro. Realizzando una rete di canali artificiali, navigli...
La partita è ancora aperta.
L'acqua è elemento storico per Milano e può essere elemento del futuro. E in un futuro perchè no una riapertura dei navigli a Milano?»
«E' in corso uno studio per la riapertura navigli» conferma Balducci « E' un investimento importante. Le zone interessate potrebbero essere inizialmente la zona Fulvio Testi o la zona più centrale di Conca dell'Incoronata. 
Anche la situazione delle zone agricole di Milano è cambiata molto negli ultimi 10 anni. 
Inizialmente in realtà erano zone in degrado in attesa di edificazione; adesso sono stati rifatti i contratti agricoli in modo da dare piu tempo per sistemare gli investimenti, includendo le cascine.
Sono stati realizzati dei mercati agricoli.
Inoltre abbiamo 100 ettari non ancora assegnati (ex Ligresti). Per il 50% di questi terreni verrà emesso un bando per giovani agricoltori di prossimità.
E' stato stipulato inoltre un accordo con Esselunga per la vendita di prodotti di agricoltura milanese»

Conclude infine il confronto il messaggio positivo del rettore  Azzone: «Sono ottimista, lavorando con i giovani. Milano ha una serie di elementi che ci fanno scommettere positivamente sul futuro. Può essere il pezzo di Paese che fa risalire il resto, deve fare da traino e collettore di sviluppo per l'Italia.
Milano ha tante anime, la sfida è far si che convergano su un fine comune.»

martedì 23 giugno 2015

Le Chat Gourmand e i biscottini

Buongiorno cari amici, come state?

State pianificando le vacanze?
Ma soprattutto siete riusciti a fare un salto a Expo 2015?

La mia mamma a due zampe è impazzita, ci va almeno una volta alla settimana, prende appunti su tutto, fotografa qualsiasi cosa, raccoglie timbri sul passaporto...
...praticamente ha preso la residenza lì.

E mi ha promesso che a breve vi racconterà tutto sul blog.
...certo che se è sempre in giro, il tempo per il blog dove lo trova?

E infatti chi si è dovuto occupare di sistemare i biscotti del blog? Il sottoscritto ovviamente.

No, non stiamo parlando di una nuova ricetta, ma dei "cookies" e della legge (la Cookie Law appunto) introdotta dal garante della privacy per adeguarsi alla normativa europea in materia di protezione dei dati personali, ed entrata in vigore lo scorso 3 Giugno.

Il Codice in materia di protezione dei dati personali (anche detto Codice della Privacy) prevede, all'articolo 122 comma 1, che "l'archiviazione delle informazioni nell'apparecchio terminale di un contraente o di un utente o l'accesso a informazioni già archiviate sono consentiti unicamente a condizione che il contraente o l'utente abbia espresso il proprio consenso dopo essere stato informato (...)".

In altre parole possiamo dire che l'utilizzo dei cookie all'interno di un sito web deve essere preventivamente accettato dall'utente, il quale deve esprimere il proprio consenso informato.

Ovviamente anche Le Chat Gourmand si è adeguato, con un banner visibile su ogni pagina che riporta un'informativa breve e i 2 link che potete utilizzare per accettare i cookies oppure per accedere all'informativa estesa e alla privacy policy, anch'essa accessibile in ogni caso da tutte le pagine tramite link.

Buona navigazione a tutti!

giovedì 21 maggio 2015

Le Chat Gourmand a Expo 2015 - Prime Impressioni

Piove piove...
...la gatta non si muove...
...
...
...e il gatto?
...il gatto ghiottone che fa?

Ovvio.
Sceglie la giornata più piovosa della settimana per fare un primo sopralluogo a Expo 2015!

"Merlino... raccontala giusta, lo sai che le bugie hanno le zampe corte!"

Maaaooo!
Ma non è colpa mia se i felini non sono ammessi all'interno di Expo!
Dovrei forse travestirmi da cane guida?
Mon Dieu! ...sarebbe oltremodo imbarazzante. Con tutto il rispetto.
Per fortuna ho la mia inviata speciale, di cui mi fido ciecamente, vero mamma? Vero che ci racconti tutto?

"Certo Merlino.
Ebbene sì è proprio il caso di dire che Le Chat Gourmand ha ricevuto il battesimo di Expo, vista l'abbondante pioggia.
L'occasione?
Incontrare di nuovo gli amici del Consorzio Tutela Grappa Trentina in visita a Expo in comitiva e farsi una prima veloce impressione, che di solito è quella che conta.

Io ve lo dico: Expo 2015 è una figata pazzesca.
Poi vedete voi.

Tant'è che appena uscita sono ripassata alla biglietteria per acquistare il Season Pass che mi permetterà 1 ingresso al giorno da qui al 31 Ottobre, e avrò tutto il tempo necessario per vivere l'evento a 360°.

"Nutrire il Pianeta - Energia per la vita"


Un'occasione unica per conoscere e capire come il mondo e in particolare i Paesi più lontani dal nostro concetto di "alimentazione" ed "energia" hanno sviluppato il tema dell'esposizione.
E l'idea, ambiziosa, è di organizzare le mie visite per aree tematiche e raccontarvi tutto qui, con storie, foto, video, consigli e ovviamente qualche ricetta.

Mettiamo subito in chiaro una cosa.

Expo NON E' la Fiera dell'Artigianato nè il Salone del Gusto nè qualsivoglia altra "fiera" a carattere mangereccio.
Se siete quindi alla ricerca di degustazioni gratuite di vino, birra o quant'altro e sperate di mangiare a ufo trastullandovi da un padiglione all'altro... beh state a casa.
Risparmiate i soldi del biglietto e del trasporto, liberate un posto nelle file e risparmiate al resto del mondo i commenti sui social tipo "eh ma a Expo se vuoi mangiare si paga tutto".
Davvero, siamo solo a 20 giorni dall'apertura ma mi escono già dalle orecchie.

5 Consigli "Tanto per non sbagliare"

1. Trasporti: treno e metropolitana tutta la vita. Il parcheggio va prenotato e costa quasi come il biglietto di ingresso.

2. Ingresso: Sarà banale ma... se volete entrare per le 10:00, vedete di arrivare ai cancelli una mezz'ora prima; non sarete in pole position ma nemmeno troppo dietro. I controlli sono come quelli in aeroporto, se arrivate ai cancelli alle 10:00 ne varcherete la soglia se tutto va bene 1 ora e mezza dopo...
L'alternativa è di presentarsi ai cancelli direttamente a mezzogiorno.

3. Code: Resistete alla tentazione di fiondarvi subito a visitare Palazzo Italia. Se alle 11:00 di un anonimo mercoledì di pioggia la fila è un serpentone improponibile e il tempo di attesa è stimato in 1h 30' non oso immaginare cosa sia nei week-end.
Andate a visitare qualcos'altro e ripresentatevi un paio d'ore dopo, alle 13:00 ve la caverete in una ventina di minuti. D'accordo vi giocate la canonica "pausa pranzo", ma dato che l'ultima cosa che vi possa capitare a Expo 2015 è morire di fame, direi che questo è un NON problema.

4. Overload: Il sito di Expo è immenso; se non ci siete ancora stati non ne avete idea. A occhio in una giornata-tipo riuscirete a vedere e apprezzare meno del 10% di quello che offre. 
Fatevene una ragione. Un giorno non basta. Ma neanche due.
E questo ci porta direttamente all'ultimo punto.

5. Season Pass: per chi abita a Milano o meglio ancora come me sull'asse del Sempione è un must have.
E' una card nominale che consente 1 ingresso al giorno dal giorno dell'attivazione fino al 31 Ottobre, e varco dedicato all'ingresso.
Costa 115€ MA se siete in visita a Expo con un biglietto giornaliero e all'uscita vi presentate IL GIORNO STESSO ad una qualsiasi delle biglietterie, lo acquisterete a prezzo scontato (90€).
Che facendo due conti, con il biglietto a data fissa a 34€, si ammortizza in altri 3 ingressi.

Bene, per il momento è tutto.
Vi lascio con l'immagine simbolo dell'Albero della Vita e vi do appuntamento alla prossima puntata, data da destinarsi ma itinerario ben definito e dedicato al Padiglione Zero, Lake Arena e Biodiversity Park.

Stay Tuned!"





giovedì 14 maggio 2015

Le Chat Gourmand al Master del Canederlo e Strozzaprete Trentino

Miao a tutti amici felini e non... come state?
Siete pronti per un viaggio virtuale in quel di Trento?
Avrete già capito che oggi lascio la parola alla mia mamma a 2 zampe, che ci racconterà la sua esperienza in Trentino, ospite dell'Istituto Tutela Grappa Trentina, per una due giorni dedicata alla degustazione di acquavite, al Master del Canederlo e dello Strozzaprete Trentino in abbinamento al Trentodoc, senza trascurare una parentesi culturale al Trento Film Festival.
Mettetevi comodi e lasciatevi trasportare, mentre io vado in cucina a mettere le zampe sugli ingredienti della mia prossima ricetta, che parteciperà ad un contest... ma volete un'anteprima sul tema? 
"Shht Merlino!"
Va bene mamma... vi lascio un po' di suspence...

"Grazie Merlino, 
tu vai pure in cucina ma mi raccomando non spazzolarti tutti gli ingredienti e soprattutto prima pulisciti quelle zampacce...

Quando Alessandro del Consorzio del Nobile di Montepulciano mi ha contattata per propormi di partecipare al Master del Canederlo non ci ho pensato due volte: non ero mai stata a Trento ed era un'occasione imperdibile per conoscere o rivedere altre blogger con la stessa mia passione per la buona tavola.

Al primo impatto Trento è subito un incanto: il centro storico una bomboniera graziosa in cui tutto è a misura d'uomo, e dove la tranquillità e la pulizia regnano sovrane sotto l'occhio vigile del Castello del Buonconsiglio.

Prima tappa del nostro viaggio gastronomico è manco a dirlo la visita ad una distilleria, la distilleria Marzadro".


Distilleria Marzadro - Un alambicco
E' una delle 24 distillerie socie del consorzio, che rappresentano la quasi totalità della produzione Trentina e che aderiscono ad un disciplinare molto rigoroso in termini di qualità della materia prima e rispetto dei tempi di lavorazione, tant'è che le vinacce dopo la vendemmia devono essere lavorate in tempi brevi, entro Natale la distilleria deve essere chiusa e sottoposta a sigillo.
La visita, prima della degustazione finale ci svela tutte le fasi della lavorazione, in primis le alchimie della distillazione, 100 giorni da Settembre a Dicembre in cui gli alambicchi lavorano senza sosta su quintali di vinacce fresche di vendemmia, il tutto secondo il sistema "a bagnomaria" con alambicco discontinuo tipico della tradizione trentina."

Miaaaaaoooo mamma ma non raccontare tutto subito...

"Hai ragione Merlino, lasciamo un po' di suspence... ho imparato tutti i segreti della distillazione ma ve ne parlerò ampiamente in un post dedicato... e magari chissà ci sarà anche una ricetta...

La prima giornata si conclude al cinema, per il Trento Film Festival, la più importante rassegna cinematografica italiana dedicata alla montagna.
Assisitiamo alla proiezione del cortometraggio "SECRET KYRGYZSTAN", che in soli emozionanti 9'  racconta la spedizione in terre lontane di due giovanissimi alpinisti dei "Ragni di Lecco", ma il clou della serata è il lungometraggio "GRIMPEURS", quasi un documentario che nelle parole di chi c'era ed è sopravvissuto racconta una delle pagine più drammatiche della storia dell'alpinismo, la spedizione del '61 sulla parete sud del Pilone Centrale del Monte Bianco.
Da non perdere per gli appassionati del genere, che potranno assistere ad una selezione di proiezioni alla VI edizione del Trento Film Festival a Milano, allo spazio Oberdan, dal 18 al 24 Maggio.

...ma il Master del Canederlo
Ci siamo, la mattina dopo di buon'ora appuntamento a Palazzo Roccabruna, cinquecentesca sede dell'Enoteca provinciale del Trentino, istituita dalla Camera di Commercio di Trento. 
Il palazzo ospita una enoteca storica con una collezione di oltre 600 bottiglie, alcune rarissime, che raccontano la storia della vitivinicoltura provinciale a partire dagli anni Quaranta del Novecento.


Palazzo Roccabruna - L'enoteca storica



Ci trasferiamo nell'ex scuderia, che adesso ospita una cucina professionale. Qui ci attende lo chef stellato Walter Miori, che con la sua simpatia e professionalità ci guiderà nella preparazione dei canederli, degli strozzapreti... e non solo.


Chef Walter Miori e la brigata del Master del Canederlo - Foto di Roberta Castrichella (Robysushi)
La brigata di cucina è ben assortita e piena di buona volontà, ma diciamo la verità, il grosso del lavoro l'ha fatto lo Chef, con noi intente ad ascoltare, osservare, assorbire le emozioni e la passione per la cucina del territorio che Chef Miori ci trasmette, assaggiare, carpire i segreti e le tecniche, tastare le consistenze degli impasti e ovviamente fotografare tutte le fasi della preparazione!



Alla fine ci troviamo seduti a tavola dopo aver preparato un menù completo dall'antipasto al dessert, il tutto sapientemente abbinato ad una selezione di bollicine Trentodoc.

Ed ecco il risultato finale! 
Per il momento vi lascio solo le fotografie, ma vi do appuntamento ad un prossimo post, in cui vi svelerò tutte le ricette!

Il menù del Master del Canederlo

- Tortel de Patate con Mortandela della Val di Non, Speck, Lucanica Trentina e formaggi di malga
Vino in abbinamento: Trentodoc Pisoni Brut Classico Millesimato 2010 - 100% Chardonnay



- Canederli in brodo
Vino in abbinamento: Trentodoc Dorigati Methius Brut Riserva - 60% Chardonnay, 40% Pinot Nero



- Strozzapreti Trentini al burro e salvia 
Vino in abbinamento: Trentodoc Dorigati Methius Brut Riserva - 60% Chardonnay, 40% Pinot Nero



- Mousse alla grappa con crumble di Torta di Fregoloti










sabato 22 novembre 2014

A volte ritornano: Vernaccia di San Gimignano Food Blogger Contest

Ehi amici!
No, non mi sono dimenticato di voi, so che vi starete chiedendo dove diavolo io sia finito in tutto questo tempo.

Ma non è mica colpa mia! ...chiedete un po' alla mamma... 

"Merlino, lo sai che è stato un periodo molto impegnato..."

Vero, la mia mamma a due zampe sta uscendo finalmente da un periodo impegnativo, il corso per allenatore di nuoto, l'esame, il lavoro in piscina e il nuovo lavoro al giornale...

...ah non ne sapevate nulla? eh sì da un paio di mesi la mamma collabora con la redazione della rivista Triathlete!
Si, avete capito bene, proprio la rivista di cui avevamo parlato qui, nel post su Montepulciano e la Fattoria di Palazzo Vecchio!
E ancora una volta diciamo la verità sono stato io a procurarle il contatto giusto grazie al concorso "A Tavola con il Nobile"!

"Sì... Merlino... diciamo così... te la do vinta un'altra volta..."

E comunque, la notizia di oggi vale l'attesa: le Chat Gourmand infatti sarà impegnato in un nuovo food-blogger contest organizzato dal Consorzio della Vernaccia di San Gimignano, e dovrà realizzare un paio di ricette in abbinamento alla Vernaccia e... in tema con un menù natalizio.
In palio 

Il vino è già arrivato, si tratta della Vernaccia di San Gimignano Riserva 2011 "I Mocali" dell'Azienda Agricola Fratelli Vagnoni, e ho già in mente qualche idea di ricetta! 

La scadenza per la presentazione delle ricette si avvicina, quindi domani finalmente dopo tanto tempo mi aspetta una domenica ai fornelli e... con le zampe in pasta!

Stay tuned!

domenica 31 agosto 2014

A Tavola con il Nobile 2014: Le Contrade in Azione 2^ Giornata

«Cari amici, è di nuovo la vostra inviata speciale a Montepulciano che vi scrive.
 Merlino dorme... shh...
ed eccoci di nuovo "A Tavola con il Nobile".

Ci eravamo lasciati ieri con la contrada San Donato, l'ultima visitata la sera di Sabato prima di assistere in Piazza Grande al Proclama del Gonfaloniere e all'evento di apertura del Bravìo delle Botti.

La seconda giornata di degustazioni ci vede "up and running" puntuali alle ore 12:00 nella contrada Gracciano, in gara con il Letto di Tagliatelle Gracchianesi alla Cinta degli Etruschi.
I vini proposti in abbinamento soo:
- Nobile La Braccesca 2011
- Nobile Boscarelli 2011
- Nobile Contucci 2010


Contrada Gracciano - Letto di tagliatelle gracchianesi alla Cinta degli Etruschi
Anche in questo caso molto semplice la presentazione del piatto, ma Gracciano è l'unica contrada che ha avuto l'idea di presentare il testo della ricetta anche in lingua inglese, cosa immagino molto gradita ai colleghi giurati americani.
Due cose mi incuriosiscono leggendo la ricetta: la prima è l'utilizzo per il soffritto di aglio e prezzemolo al posto dei consueti cipolla e sedano, la seconda è la marinatura della carne già macinata nel Vino Nobile.
All'assaggio il piatto è molto gustoso e succulento, l'aglio si sente ma è discreto, e si distingue anche la nota della marinatura nel vino. 
Un buon piatto, semplice e genuino, che fa subito "casa".
Buono l'abbinamento con il Nobile, Le Chat Gourmand consiglia il Nobile Contucci 2010.

Da Gracciano risaliamo alla contrada Le Coste e ci ritroviamo in un'ambientazione tipicamente medievale con tanto di armigero in erba a guardia del campo.
Il piatto in concorso è la Pasta al Forno con Ripieno di Suino Cinto Toscano

I vini in abbinamento:
- Nobile Poliziano 2011
- Nobile Poggio alla Sala 2011
- Nobile Le Bèrne 2011


Contrada Le Coste - Pasta al forno con ripieno di suino cinto toscano

Le sensazioni all'assaggio per me sono sorprendenti, la pasta sottile perfettamente legata al sugo da una "Balsamella" molto leggera, preparata con farina, olio EVO e brodo di carne a differenza della classica besciamella; la morbidezza è equilibrata dai crostini di pane saltati in padella con il rigatino di cinta.


...qui è una bella lotta con la zuppa di Talosa... e quasi rischio di finire il piatto prima di aver completato l'assaggio dei 3 vini!
L'abbinamento con il Nobile è ottimo, e in questo caso Le Chat Gourmand consiglia il Nobile Poggio alla Sala 2011.

Si riprende a scarpinare e siamo quasi alla fine del nostro lavoro, la penultima contrada che ci attende è il Poggiolo, con i suoi Maccheroni Nobili al Rustico di Cinta Senese con Crema di Pecorino Gran Riserva.
I Vini in abbinamento:
- Nobile La Ciarliana 2011
- Nobile Salcheto 2011
- Nobile Montemercurio "Messaggero" 2008


Contrada del Poggiolo - Maccheroni Nobili al rustico di cinta senese con crema di pecorino gran riserva
La tavola è ricca, al centro troneggia uno spicchio di Pecorino Gran Riserva del caseificio Cugusi, quello utilizzato nella ricetta.
La presentazione del piatto è raffinata ed elegante.
La tipicità è ai massimi livelli: il vino Nobile è utilizzato sia nell'impasto dei maccheroni sia nel sugo di cinta, il pecorino utilizzato per la crema proviene dal rinomato caseificio alle porte di Montepulciano, sulla strada che porta a Pienza.
I sapori sono decisi ma equilibrati, e inutile dirlo l'abbinamento con il vino Nobile è perfetto.
Le Chat Gourmand consiglia, come per la zuppa di Talosa, il Salcheto 2011.
La forma di pecorino invita all'assaggio e... ne risulta a giudizio unanime della commissione una menzione speciale per l'abbinamento del Pecorino Gran Riserva Cugusi con il Nobile Montemercurio "Messaggero" 2008, peccato che tale riconoscimento non sia previsto nel regolamento del concorso.

Arriviamo infine all'ultima contrada, Voltaia, che ci accoglie all'interno della splendida cripta sottostante la chiesa del Gesù, e propone i Girasoli di sfoglia alla Cinta Senese.
I vini in abbinamento:
- Nobile Il Faggeto "Pietra del Diavolo" 2011
- Nobile Vecchia Cantina "Poggio Stella" 2011
- Nobile Tenuta Valdipiatta 2011


Contrada Voltaia - Girasoli di sfoglia alla Cinta Senese
Molto graziosa la presentazione del piatto, l'assaggio però anche in questo caso mi coglie un po' di sorpresa, il sale nel sugo ahimè nasconde tutti i sapori; la pasta è perfetta. Mi confronto con gli altri componenti della commissione e non è solo una mia impressione.
Purtroppo in questo caso risulta difficile anche valutare l'abbinamento con il vino Nobile.
Peccato...

Les jeux sont faits... rien ne va plus! Che vinca il migliore!

Conclusa anche la seconda tornata di assaggi non ci resta che attendere la riunione dei presidenti di commissione e il risultato finale, che non tarda ad arrivare al Teatro Poliziano durante la cerimonia di presentazione del Panno De Bravìo.

...and the winner is...






Ebbene sì è la contrada Talosa che con la sua Zuppa di Cinta Senese con Pici si aggiudica il premio "A Tavola con il Nobile" 2014.
Al secondo posto la contrada Poggiolo con i Maccheroni Nobili al rustico di Cinta Senese con crema di pecorino gran riserva.
Al terzo posto, inaspettatamente per lo meno per me, la contrada Collazzi con i Maccheroni con Farina Rustica al "sugo della festa".

La classifica personale di Le Chat Gourmand avrebbe visto al primo posto la zuppa di Talosa, al secondo posto la pasta al forno di Le Coste e al terzo posto i maccheroni nobili del Poggiolo.

...e questo intenso emozionante fine settimana si conclude nel migliore dei modi con una cena in compagnia ospiti della contrada vincitrice.
Un'esperienza memorabile che spero di avere l'occasione di ripetere di nuovo.

Che dire... a Montepulciano ormai ci ho lasciato il cuore, e ora non mi resta che salutarvi; e se siete dalle parti di Montepulciano non perdete questa sera alle 19:00 il Bravìo delle botti, una sfida in cui le 8 contrade si contendono il panno del Bravìo facendo rotolare delle botti del peso di circa 80kg in salita per oltre 1km nel centro storico.»












sabato 30 agosto 2014

A Tavola con il Nobile 2014: Le Contrade in azione 1^ Giornata

Bentornati cari a-mici, come state?
Io benone, come del resto sous-chef Brisée, che sta cercando in tutte le maniere di distrarre la mamma dal suo lavoro passeggiando sulla tastiera e azionando sa solo lei come la combinazione di tasti che manda il computer in ibernazione.
Cosa a cui vedrò di porre rimedio immantinente, perchè ho alcune ricettine interessanti da raccontarvi e vorrei al più presto rimettere le zampe sul PC.

Ok ho capito, mi attivo per coinvolgere Brisée in un round di guardie e ladri (...santa pazienza cosa mi tocca fare...) e nel frattempo passo la linea alla mamma per la seconda parte del racconto iniziato qui.

«Grazie Merlino.
Orbene dove eravamo rimasti? Ah sì, a sabato pomeriggio e al brefing della giuria a Palazzo del Capitano.

Tutti puntuali in divisa, e senza indugi il presidente della giuria Bruno Gambacorta, autore della nota rubrica del Tg2 "Eat Parade" e soprattutto ideatore del concorso, ricapitola le regole, raccomanda la massima imparzalità e annuncia la "formazioni" delle 4 commissioni.
Le Chat Gourmand è nella commissione n. 3, insieme a Laura, fotografa e foodblogger (io, così come sono) e Alina del'ufficio stampa di Confcooperative.
Presidente della commissione è Claudio Vismara, motociclista gourmet della rivista Mototurismo. Non potevo desiderare di meglio.
Completa la "banda" Daiana, che gestisce l'enoteca del Consorzio e per l'occasione ci accompagnerà nelle contrade.
Un veloce brindisi, una foto di gruppo e pronti via! Si parte!


© Photoclub Poliziano
Ma come funziona il lavoro della giuria? Molto semplice: il tutto si svolge in 2 sessioni (cena del sabato e pranzo della domenica), in ogni sessione ciascuna commissione visita 4 delle 8 contrade in gara, e valuta il piatto in concorso sulla base di una serie di parametri:
- TIPICITA'  (da 1 a 10)
- GUSTO (da 1 a 10)
- PRESENTAZIONE (da 1 a 5)
- ABBINAMENTO (da 1 a 5) 
»

Maaaooo... io però avrei introdotto anche il "piatto ripulito" come indice di gradimento!

«Merlino! Per cortesia siamo seri... (Ehm scusatelo...)

Torniamo a noi.
Per valutare al meglio l'abbinamento con il Vino Nobile, il Consorzio fornisce ad ogni contrada 3 etichette diverse.
Le 4 commissioni, l'eterogeneità della composizione della giuria, il fatto stesso di assaggiare uno stesso piatto a cena oppure a pranzo, sono tutti fattori che fanno sì che nulla sia da dare per scontato alla fine della prima giornata, e che la gara rimanga aperta fino all'ultimo momento.

Quindi, tirando le somme: 2 giorni, 16 giurati, 8 contrade, 8 piatti, ciascuno da assaggiare con 3 vini diversi...
...fate voi i conti che io son già ubriaca.

Il tema di quest'anno, lo ricordiamo, era "Primi piatti a base di Cinta Senese DOP in abbinamento con il Vino Nobile", e ogni piatto era corredato di ricetta scritta con indicazione di ingredienti e procedimento.

Già dai primi assaggi (o meglio dai primi bicchieri...) l'affiatamento nel nostro gruppo si è rivelato ottimo, e si è rafforzato strada facendo portando ad un grande accordo di squadra, pur nel rispetto dei gusti soggettivi di ognuno di noi.

Della serie: "Ci siamo trovati..."

Sapori, profumi, impressioni ed emozioni che non dimenticherò facilmente, perchè la qualità dei piatti presentati è stata sorprendente.
E parole e immagini non possono nemmeno lontanamente rendere l'idea. Ma ci voglio provare lo stesso, vi racconto il mio personale percorso gastronomico tra le contrade, ma solo alla fine vi svelerò i vincitori. 

Partiamo dalla contrada Cagnano che ci presenta la Sfogliata dell'Agnolo, con pancetta croccante e pomodorini confit, in abbinamento con:
- Nobile Il Faggeto "Pietra del Diavolo" 2011
- Nobile Vecchia Cantina "Poggio Stella" 2011
- Nobile Tenuta Valdipiatta 2011


Contrada Cagnano - Sfogliata dell'Agnolo



Al primo assaggio i sapori si presentano subito interessanti, la besciamella non è invadente e il pomodorino confit dà una piacevole nota dolce che equilibra la sapidità del sugo di cinta. 
Unica cosa che non mi torna è la pancetta croccante presentata così a fetta intera, che presa da sola risulta un po' slegata dal resto del piatto, mentre assaggiata insieme agli altri ingredienti ne domina il sapore.
L'abbinamento con il Nobile è buono, Le Chat Gourmand consiglia: Il Faggeto "Pietra del Diavolo" 2011.

La seconda contrada che ci attende è Talosa, la serata inizia a rinfrescare parecchio, e scoprire che il piatto in gara è una Zuppa di Cinta Senese con Pici mi mette ancora più di buonumore.
I vini in abbinamento:
- Nobile La Ciarliana 2011
- Nobile Salcheto 2011
- Nobile Montemercurio "Messaggero" 2008


Contrada Talosa - Zuppa di Cinta Senese con Pici


L'aspetto è decisamente invitante, la ricetta interpreta alla perfezione il tema proposto, utilizza diversi tagli di cinta senese, e aggiunge tipicità con l'utilizzo di 2 tipi diversi di fagioli e soprattutto del Vino Nobile in cottura.
L'assaggio conferma la prima impressione, tutti i sapori sono ben riconoscibili ma nello stesso tempo armonici, la consistenza è perfetta, come del resto l'abbinamento con il vino Nobile.
Le Chat Gourmand consiglia: senza dubbio il Nobile Salcheto 2011, prugnolo gentile in purezza, elegante e aromatico.
Non vorrei sbilanciami, siamo solo alla seconda contrada, ma secondo me...

Ci trasferiamo giù nella terza contrada, Collazzi, che presenta i Maccheroni con farina rustica al "Sugo della festa".
I vini in abbinamento sono:
- Nobile Poggio alla Sala 2011
- Nobile Le Bèrne 2011
- Nobile Poliziano 2011





Molto accattivante la presentazione del piatto, una vera e propria rappresentazione con le massaie che dal vivo preparano la pasta e le spuntature per il sugo.


E decisamente interessante la scelta degli ingredienti per i maccheroni (quelle che noi chiamiamo tagliatelle): 3 tipi diversi di farina (grano tenero macinato a pietra, farro e khorasan, che altro non è che il grano Kamut).
Il nome "Sugo della festa" poi inutile dire che sia ironico.
Già perchè quando "si fa la festa" al povero maiale, il sugo viene preparato con le parti più povere, i ritagli e le spuntature; un po' quello che succedeva con il manzo e con i Brüscitti della tradizione di Busto Arsizio, e di cui abbiamo parlato in questo post di qualche tempo fa.
Ma passiamo all'assaggio.


Contrada Collazzi - Maccheroni con Farina Rustica al "Sugo della Festa"
E qui le mie aspettative vengono purtroppo disattese, il piatto non mi convince, la pasta un po' troppo cotta, il sugo poco vivace, piatto...
Non mi faccio persuasa e mi confronto con i miei compagni di squadra, ma il giudizio un po' in tono minore è condiviso.
Anche l'abbinamento con il vino Nobile trovo che non sia azzeccatissimo; sarà per la presenza dei pomodori pelati, sarà per il gusto in generale poco marcato, ma io ci avrei visto meglio un vino più giovane e meno strutturato, come ad esempio un Rosso di Montepulciano DOC.
Le Chat Gourmand, dovendo comunque scegliere, consiglia il Nobile Le Bèrne 2011.

Ultima contrada della serata, ci attende la salita fino a Piazza Grande e la contrada San Donato, in gara con gli Strozzapreti al ragù di cinta senese al profumo di mirtillo.
I vini in abbinamento:
- Nobile Boscarelli 2011
- Nobile La Braccesca 2011
- Nobile Contucci 2010


Contrada San Donato - Strozzapreti al ragù di cinta senese al profumo di mirtillo
Semplice ed essenziale la presentazione del piatto, la ricetta mi incuriosisce per l'utilizzo del finocchietto e della frutta: mela verde e mirtilli.
La pasta è ottima e cotta alla perfezione, il ragù di cinta è saporito. Nel complesso un buon piatto, anche se in effetti il sapore dei mirtilli non è molto evidente.
Buono l'abbinamento con il Nobile, in particolare Le Chat Gourmand consiglia il Nobile Boscarelli 2011.  

...è stata dura ma ce l'abbiamo fatta.
Si torna a Palazzo del Capitano per consegnare le schede di valutazione, ma soprattutto per assistere in Piazza Grande al Proclama del Gonfaloniere e all'evento di apertura del Bravìo delle Botti.

...e domani?
...domani è un altro giorno, e ve lo racconterò nella prossima puntata!»