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domenica 31 agosto 2014

A Tavola con il Nobile 2014: Le Contrade in Azione 2^ Giornata

«Cari amici, è di nuovo la vostra inviata speciale a Montepulciano che vi scrive.
 Merlino dorme... shh...
ed eccoci di nuovo "A Tavola con il Nobile".

Ci eravamo lasciati ieri con la contrada San Donato, l'ultima visitata la sera di Sabato prima di assistere in Piazza Grande al Proclama del Gonfaloniere e all'evento di apertura del Bravìo delle Botti.

La seconda giornata di degustazioni ci vede "up and running" puntuali alle ore 12:00 nella contrada Gracciano, in gara con il Letto di Tagliatelle Gracchianesi alla Cinta degli Etruschi.
I vini proposti in abbinamento soo:
- Nobile La Braccesca 2011
- Nobile Boscarelli 2011
- Nobile Contucci 2010


Contrada Gracciano - Letto di tagliatelle gracchianesi alla Cinta degli Etruschi
Anche in questo caso molto semplice la presentazione del piatto, ma Gracciano è l'unica contrada che ha avuto l'idea di presentare il testo della ricetta anche in lingua inglese, cosa immagino molto gradita ai colleghi giurati americani.
Due cose mi incuriosiscono leggendo la ricetta: la prima è l'utilizzo per il soffritto di aglio e prezzemolo al posto dei consueti cipolla e sedano, la seconda è la marinatura della carne già macinata nel Vino Nobile.
All'assaggio il piatto è molto gustoso e succulento, l'aglio si sente ma è discreto, e si distingue anche la nota della marinatura nel vino. 
Un buon piatto, semplice e genuino, che fa subito "casa".
Buono l'abbinamento con il Nobile, Le Chat Gourmand consiglia il Nobile Contucci 2010.

Da Gracciano risaliamo alla contrada Le Coste e ci ritroviamo in un'ambientazione tipicamente medievale con tanto di armigero in erba a guardia del campo.
Il piatto in concorso è la Pasta al Forno con Ripieno di Suino Cinto Toscano

I vini in abbinamento:
- Nobile Poliziano 2011
- Nobile Poggio alla Sala 2011
- Nobile Le Bèrne 2011


Contrada Le Coste - Pasta al forno con ripieno di suino cinto toscano

Le sensazioni all'assaggio per me sono sorprendenti, la pasta sottile perfettamente legata al sugo da una "Balsamella" molto leggera, preparata con farina, olio EVO e brodo di carne a differenza della classica besciamella; la morbidezza è equilibrata dai crostini di pane saltati in padella con il rigatino di cinta.


...qui è una bella lotta con la zuppa di Talosa... e quasi rischio di finire il piatto prima di aver completato l'assaggio dei 3 vini!
L'abbinamento con il Nobile è ottimo, e in questo caso Le Chat Gourmand consiglia il Nobile Poggio alla Sala 2011.

Si riprende a scarpinare e siamo quasi alla fine del nostro lavoro, la penultima contrada che ci attende è il Poggiolo, con i suoi Maccheroni Nobili al Rustico di Cinta Senese con Crema di Pecorino Gran Riserva.
I Vini in abbinamento:
- Nobile La Ciarliana 2011
- Nobile Salcheto 2011
- Nobile Montemercurio "Messaggero" 2008


Contrada del Poggiolo - Maccheroni Nobili al rustico di cinta senese con crema di pecorino gran riserva
La tavola è ricca, al centro troneggia uno spicchio di Pecorino Gran Riserva del caseificio Cugusi, quello utilizzato nella ricetta.
La presentazione del piatto è raffinata ed elegante.
La tipicità è ai massimi livelli: il vino Nobile è utilizzato sia nell'impasto dei maccheroni sia nel sugo di cinta, il pecorino utilizzato per la crema proviene dal rinomato caseificio alle porte di Montepulciano, sulla strada che porta a Pienza.
I sapori sono decisi ma equilibrati, e inutile dirlo l'abbinamento con il vino Nobile è perfetto.
Le Chat Gourmand consiglia, come per la zuppa di Talosa, il Salcheto 2011.
La forma di pecorino invita all'assaggio e... ne risulta a giudizio unanime della commissione una menzione speciale per l'abbinamento del Pecorino Gran Riserva Cugusi con il Nobile Montemercurio "Messaggero" 2008, peccato che tale riconoscimento non sia previsto nel regolamento del concorso.

Arriviamo infine all'ultima contrada, Voltaia, che ci accoglie all'interno della splendida cripta sottostante la chiesa del Gesù, e propone i Girasoli di sfoglia alla Cinta Senese.
I vini in abbinamento:
- Nobile Il Faggeto "Pietra del Diavolo" 2011
- Nobile Vecchia Cantina "Poggio Stella" 2011
- Nobile Tenuta Valdipiatta 2011


Contrada Voltaia - Girasoli di sfoglia alla Cinta Senese
Molto graziosa la presentazione del piatto, l'assaggio però anche in questo caso mi coglie un po' di sorpresa, il sale nel sugo ahimè nasconde tutti i sapori; la pasta è perfetta. Mi confronto con gli altri componenti della commissione e non è solo una mia impressione.
Purtroppo in questo caso risulta difficile anche valutare l'abbinamento con il vino Nobile.
Peccato...

Les jeux sont faits... rien ne va plus! Che vinca il migliore!

Conclusa anche la seconda tornata di assaggi non ci resta che attendere la riunione dei presidenti di commissione e il risultato finale, che non tarda ad arrivare al Teatro Poliziano durante la cerimonia di presentazione del Panno De Bravìo.

...and the winner is...






Ebbene sì è la contrada Talosa che con la sua Zuppa di Cinta Senese con Pici si aggiudica il premio "A Tavola con il Nobile" 2014.
Al secondo posto la contrada Poggiolo con i Maccheroni Nobili al rustico di Cinta Senese con crema di pecorino gran riserva.
Al terzo posto, inaspettatamente per lo meno per me, la contrada Collazzi con i Maccheroni con Farina Rustica al "sugo della festa".

La classifica personale di Le Chat Gourmand avrebbe visto al primo posto la zuppa di Talosa, al secondo posto la pasta al forno di Le Coste e al terzo posto i maccheroni nobili del Poggiolo.

...e questo intenso emozionante fine settimana si conclude nel migliore dei modi con una cena in compagnia ospiti della contrada vincitrice.
Un'esperienza memorabile che spero di avere l'occasione di ripetere di nuovo.

Che dire... a Montepulciano ormai ci ho lasciato il cuore, e ora non mi resta che salutarvi; e se siete dalle parti di Montepulciano non perdete questa sera alle 19:00 il Bravìo delle botti, una sfida in cui le 8 contrade si contendono il panno del Bravìo facendo rotolare delle botti del peso di circa 80kg in salita per oltre 1km nel centro storico.»












sabato 30 agosto 2014

A Tavola con il Nobile 2014: Le Contrade in azione 1^ Giornata

Bentornati cari a-mici, come state?
Io benone, come del resto sous-chef Brisée, che sta cercando in tutte le maniere di distrarre la mamma dal suo lavoro passeggiando sulla tastiera e azionando sa solo lei come la combinazione di tasti che manda il computer in ibernazione.
Cosa a cui vedrò di porre rimedio immantinente, perchè ho alcune ricettine interessanti da raccontarvi e vorrei al più presto rimettere le zampe sul PC.

Ok ho capito, mi attivo per coinvolgere Brisée in un round di guardie e ladri (...santa pazienza cosa mi tocca fare...) e nel frattempo passo la linea alla mamma per la seconda parte del racconto iniziato qui.

«Grazie Merlino.
Orbene dove eravamo rimasti? Ah sì, a sabato pomeriggio e al brefing della giuria a Palazzo del Capitano.

Tutti puntuali in divisa, e senza indugi il presidente della giuria Bruno Gambacorta, autore della nota rubrica del Tg2 "Eat Parade" e soprattutto ideatore del concorso, ricapitola le regole, raccomanda la massima imparzalità e annuncia la "formazioni" delle 4 commissioni.
Le Chat Gourmand è nella commissione n. 3, insieme a Laura, fotografa e foodblogger (io, così come sono) e Alina del'ufficio stampa di Confcooperative.
Presidente della commissione è Claudio Vismara, motociclista gourmet della rivista Mototurismo. Non potevo desiderare di meglio.
Completa la "banda" Daiana, che gestisce l'enoteca del Consorzio e per l'occasione ci accompagnerà nelle contrade.
Un veloce brindisi, una foto di gruppo e pronti via! Si parte!


© Photoclub Poliziano
Ma come funziona il lavoro della giuria? Molto semplice: il tutto si svolge in 2 sessioni (cena del sabato e pranzo della domenica), in ogni sessione ciascuna commissione visita 4 delle 8 contrade in gara, e valuta il piatto in concorso sulla base di una serie di parametri:
- TIPICITA'  (da 1 a 10)
- GUSTO (da 1 a 10)
- PRESENTAZIONE (da 1 a 5)
- ABBINAMENTO (da 1 a 5) 
»

Maaaooo... io però avrei introdotto anche il "piatto ripulito" come indice di gradimento!

«Merlino! Per cortesia siamo seri... (Ehm scusatelo...)

Torniamo a noi.
Per valutare al meglio l'abbinamento con il Vino Nobile, il Consorzio fornisce ad ogni contrada 3 etichette diverse.
Le 4 commissioni, l'eterogeneità della composizione della giuria, il fatto stesso di assaggiare uno stesso piatto a cena oppure a pranzo, sono tutti fattori che fanno sì che nulla sia da dare per scontato alla fine della prima giornata, e che la gara rimanga aperta fino all'ultimo momento.

Quindi, tirando le somme: 2 giorni, 16 giurati, 8 contrade, 8 piatti, ciascuno da assaggiare con 3 vini diversi...
...fate voi i conti che io son già ubriaca.

Il tema di quest'anno, lo ricordiamo, era "Primi piatti a base di Cinta Senese DOP in abbinamento con il Vino Nobile", e ogni piatto era corredato di ricetta scritta con indicazione di ingredienti e procedimento.

Già dai primi assaggi (o meglio dai primi bicchieri...) l'affiatamento nel nostro gruppo si è rivelato ottimo, e si è rafforzato strada facendo portando ad un grande accordo di squadra, pur nel rispetto dei gusti soggettivi di ognuno di noi.

Della serie: "Ci siamo trovati..."

Sapori, profumi, impressioni ed emozioni che non dimenticherò facilmente, perchè la qualità dei piatti presentati è stata sorprendente.
E parole e immagini non possono nemmeno lontanamente rendere l'idea. Ma ci voglio provare lo stesso, vi racconto il mio personale percorso gastronomico tra le contrade, ma solo alla fine vi svelerò i vincitori. 

Partiamo dalla contrada Cagnano che ci presenta la Sfogliata dell'Agnolo, con pancetta croccante e pomodorini confit, in abbinamento con:
- Nobile Il Faggeto "Pietra del Diavolo" 2011
- Nobile Vecchia Cantina "Poggio Stella" 2011
- Nobile Tenuta Valdipiatta 2011


Contrada Cagnano - Sfogliata dell'Agnolo



Al primo assaggio i sapori si presentano subito interessanti, la besciamella non è invadente e il pomodorino confit dà una piacevole nota dolce che equilibra la sapidità del sugo di cinta. 
Unica cosa che non mi torna è la pancetta croccante presentata così a fetta intera, che presa da sola risulta un po' slegata dal resto del piatto, mentre assaggiata insieme agli altri ingredienti ne domina il sapore.
L'abbinamento con il Nobile è buono, Le Chat Gourmand consiglia: Il Faggeto "Pietra del Diavolo" 2011.

La seconda contrada che ci attende è Talosa, la serata inizia a rinfrescare parecchio, e scoprire che il piatto in gara è una Zuppa di Cinta Senese con Pici mi mette ancora più di buonumore.
I vini in abbinamento:
- Nobile La Ciarliana 2011
- Nobile Salcheto 2011
- Nobile Montemercurio "Messaggero" 2008


Contrada Talosa - Zuppa di Cinta Senese con Pici


L'aspetto è decisamente invitante, la ricetta interpreta alla perfezione il tema proposto, utilizza diversi tagli di cinta senese, e aggiunge tipicità con l'utilizzo di 2 tipi diversi di fagioli e soprattutto del Vino Nobile in cottura.
L'assaggio conferma la prima impressione, tutti i sapori sono ben riconoscibili ma nello stesso tempo armonici, la consistenza è perfetta, come del resto l'abbinamento con il vino Nobile.
Le Chat Gourmand consiglia: senza dubbio il Nobile Salcheto 2011, prugnolo gentile in purezza, elegante e aromatico.
Non vorrei sbilanciami, siamo solo alla seconda contrada, ma secondo me...

Ci trasferiamo giù nella terza contrada, Collazzi, che presenta i Maccheroni con farina rustica al "Sugo della festa".
I vini in abbinamento sono:
- Nobile Poggio alla Sala 2011
- Nobile Le Bèrne 2011
- Nobile Poliziano 2011





Molto accattivante la presentazione del piatto, una vera e propria rappresentazione con le massaie che dal vivo preparano la pasta e le spuntature per il sugo.


E decisamente interessante la scelta degli ingredienti per i maccheroni (quelle che noi chiamiamo tagliatelle): 3 tipi diversi di farina (grano tenero macinato a pietra, farro e khorasan, che altro non è che il grano Kamut).
Il nome "Sugo della festa" poi inutile dire che sia ironico.
Già perchè quando "si fa la festa" al povero maiale, il sugo viene preparato con le parti più povere, i ritagli e le spuntature; un po' quello che succedeva con il manzo e con i Brüscitti della tradizione di Busto Arsizio, e di cui abbiamo parlato in questo post di qualche tempo fa.
Ma passiamo all'assaggio.


Contrada Collazzi - Maccheroni con Farina Rustica al "Sugo della Festa"
E qui le mie aspettative vengono purtroppo disattese, il piatto non mi convince, la pasta un po' troppo cotta, il sugo poco vivace, piatto...
Non mi faccio persuasa e mi confronto con i miei compagni di squadra, ma il giudizio un po' in tono minore è condiviso.
Anche l'abbinamento con il vino Nobile trovo che non sia azzeccatissimo; sarà per la presenza dei pomodori pelati, sarà per il gusto in generale poco marcato, ma io ci avrei visto meglio un vino più giovane e meno strutturato, come ad esempio un Rosso di Montepulciano DOC.
Le Chat Gourmand, dovendo comunque scegliere, consiglia il Nobile Le Bèrne 2011.

Ultima contrada della serata, ci attende la salita fino a Piazza Grande e la contrada San Donato, in gara con gli Strozzapreti al ragù di cinta senese al profumo di mirtillo.
I vini in abbinamento:
- Nobile Boscarelli 2011
- Nobile La Braccesca 2011
- Nobile Contucci 2010


Contrada San Donato - Strozzapreti al ragù di cinta senese al profumo di mirtillo
Semplice ed essenziale la presentazione del piatto, la ricetta mi incuriosisce per l'utilizzo del finocchietto e della frutta: mela verde e mirtilli.
La pasta è ottima e cotta alla perfezione, il ragù di cinta è saporito. Nel complesso un buon piatto, anche se in effetti il sapore dei mirtilli non è molto evidente.
Buono l'abbinamento con il Nobile, in particolare Le Chat Gourmand consiglia il Nobile Boscarelli 2011.  

...è stata dura ma ce l'abbiamo fatta.
Si torna a Palazzo del Capitano per consegnare le schede di valutazione, ma soprattutto per assistere in Piazza Grande al Proclama del Gonfaloniere e all'evento di apertura del Bravìo delle Botti.

...e domani?
...domani è un altro giorno, e ve lo racconterò nella prossima puntata!»

martedì 26 agosto 2014

A Tavola con il Nobile 2014 - 1^ Puntata: L'atmosfera del "pre-gara"

Cari amici eccomi di ritorno da Montepulciano e dalla travolgente esperienza, dal duro e impegnativo lavoro nella giuria del concorso gastronomico "A Tavola con il Nobile".

"...ehm... dicevi Merlino?"

Ma sì ecco, diciamo che il Food Blogger Contest dello scorso anno l'ho vinto io...

"Merlino... vuoi dire una buona volta le cose come stanno?"

Sì volevo dire io...ovviamente con l'aiuto della mia mamma umana, ma in effetti portare in giuria un felino in ciccia, pelo e... (no, le pulci non le ho più)  avrebbe potuto rivelarsi una cosa un filo complicata e con tutta probabilità non prevista dal regolamento, ragion per cui Le Chat Gourmand ha preferito rimanere a casa insieme a sous-chef Brisée e delegare tutta la faccenda alla mamma, alla quale lascio campo libero e che vi racconterà tutto per filo per segno.
In un paio di puntate, tranquilli, niente panico.

"Grazie Merlino.
E hai ragione, sono stati davvero 3 giorni molto intensi e ricchi di colori, sapori, incontri ed emozioni che difficilmente potrò dimenticare.
Ma bando alle chiacchiere e passiamo alla cronaca... lunghetta, preparatevi.
Anzi sapete che vi dico? Stappate una bottiglia di Vino Nobile di Montepulciano, mettetevi comodi e lasciatevi trasportare.
Oggi per cominciare vi racconterò cosa è successo nei giorni precedenti l'inizio della competizione.

Iniziamo dalla giornata o meglio dalla serata di Venerdì; dopo la sistemazione all'albergo La Terrazza e la spettacolare accoglienza di Roberto e Vittoria, appuntamento con gli amici del Consorzio del Nobile all'enoteca di Palazzo del Capitano per una cena semplice e informale che mi ha dato l'occasione di familiarizzare con alcuni dei giurati, con la ribollita e... con uno spettacolare Vin Santo Villa Sant'Anna 2005...
La serata non poteva che proseguire con una serie di degustazioni all'aperto, complice l'evento "Cantine in Piazza".

La giornata di sabato inizia all'insegna della pioggia, ma ci vuol altro per scoraggiare il manipolo di giurati che per pranzo ha in programma la visita ad una cantina.
...e che cantina!


Abbiamo il piacere di essere ospiti della famiglia Sbernadori nella Fattoria di Palazzo Vecchio a Valiano.
E' un'azienda che già conoscevo e alla quale sono particolarmente affezionata per diversi motivi.
Ho avuto occasione di conoscere Marco e Luca Sbernadori qualche anno fa (correva l'anno 2008, o forse 2006) ad una degustazione guidata organizzata dal mio amico podista Angelo Costantini nel suo locale la Salumeria del Vino di Milano.
Marco è molto conosciuto tra gli sportivi; ex atleta, ideatore della prima gara di Triathlon in Italia (Ostia 1984), è stato il presidente "storico" della Federazione Italiana Triathlon prima del compianto Emilio di Toro, ed è l'editore di due importanti testate sportive: Correre e Triathlete.

Luca ci accompagna per la visita alla cantina, è una piccola azienda che fa della ricerca dell'eccellenza il suo punto di forza e mette a frutto nel migliore dei modi la posizione favorevole dei poderi, che godono del microclima particolare della regione di Valiano, dove le correnti ventose dal monte Amiata sono mitigate dalla vicinanza del lago.
La tradizione della "vecchia" Vigna del Bosco si lega alle nuove tecnologie e all'utilizzo del GPS per ottimizzare l'esposizione al sole dei filari.





Rientriamo per il pranzo e ci attende una tavola rustica ma nello stesso tempo raffinata; a tavola con noi anche l'enologo Andrea Mazzoni, che di volta in volta ci illustra le caratteristiche dei vini serviti in abbinamento ai piatti.


Apre le danze il Cortona DOC 2012, (sangiovese e syrah), da bere giovane  in abbinamento con un antipasto di formaggi, un pecorino fresco e uno semistagionato.
Il primo piatto, un'insalata di farro al pesto e pomodorini, si sposa alla perfezione con il Rosso di Montepulciano DOC Dogana 2011 (prugnolo gentile, canaiolo nero e mammolo)
E' considerato l'espressione giovane, per così dire "ruspante" del Nobile, colore rosso rubino, tannico ma non importante, secco con sentori di liquirizia e frutti di bosco, non richiede piatti succulenti e per la sua acidità che dà freschezza potrebbe anche essere abbinato a piatti di pesce.
Prevede un invecchiamento minimo di 12 mesi in botti di rovere.
Infine sua maestà il Nobile di Montepulciano DOCG Maestro 2010 (prugnolo gentile, canaiolo nero e mammolo) che accompgna l'arrosto di lonza con patate, cipolline e melanzane.
Nel caso del Nobile le uve vengono raccolte leggermente surmature, la fermentazione avviene a temperature di circa 28° - 30° e l'invecchiamento è minimo di 2 anni in botti di rovere. 
Di colore rosso rubino intenso, al naso appare complesso, agli aromi di frutti di bosco a bacca nera, liquirizia e viola mammola, si aggiungono i terziari di spezie.
Al gusto è morbido ma con tannini importanti, che lo vedono abbinamento ideale per primi piatti corposi (...e nel prossimo post dedicato alle ricette in gara ne vedremo numerosi esempi) oppure alla classica fiorentina di Chianina.

Finito il pranzo, ci trasferiamo tutti a visitare una new entry di Palazzo Vecchio.
Sto parlando di La DOGANA Winery, uno spazio "wine&food" tutto nuovo inaugurato a fine Luglio, che si propone al momento come punto vendita per i vini di Palazzo Vecchio, ma anche come spazio per degustare un calice di vino ammirando scorci meravigliosi sulla Valdichiana, facendo due chiacchiere tra amici e accompagnando il tutto con salumi o formaggi tipici.
Qui ci soffermiamo per chiudere la visita con il vino dell'ospitalità, un calice di Vin Santo DOC 2006 (malvasia, grechetto), e portare nei ricordi gli aromi di miele di acacia e cannella, e il gusto morbido della frutta passita. 



Ma il progetto La DOGANA Winery non finisce qui e a breve strizzerà l'occhio anche agli sportivi. 
Sì perchè quando tutto sarà completato noi podisti, ciclisti e turisti a cavallo avremo a  disposizione una serie di facilities:
- Run Training Point: punto di partenza (attrezzato con docce!) di un percorso Running su sterrato con segnalazioni ogni 500m e postazioni con attrezzi per il potenziamento muscolare
- Bike Point: punto di sosta attrezzato per piccoli interventi meccanici, con griglia per il deposito delle bici.
- Horse Point: punto di sosta per i cavalli, con abbeveratoio

...e tra una chiacchiera e uno sguardo perso nel panorama si è fatta l'ora di rientrare a Montepulciano, indossare la t-shirt ufficiale e presentarsi a Palazzo del Capitano per il briefing della giuria e la formazione delle commissioni.

La tenzone ai fornelli sta per iniziare! 

...ma questa, come si dice, è un'altra storia, e ve la racconterò nella prossima puntata."

mercoledì 16 aprile 2014

Le Chat Gourmand a Vinitaly 2014: viaggio lungo la Penisola tra le emozioni del vino

dalla Valtellina alla Calabria passando per Franciacorta, Langhe e Toscana: dalla nostra inviata a Verona



Cari amici,
lo so questo post si è fatto attendere, ma ho lasciato alla mamma un po' di tempo per mettere ordine nell'overload di profumi, sensazioni, emozioni che la visita a Vinitaly 2014 le ha regalato.
Ed ecco quindi il racconto di una giornata davvero speciale che l'ha portata a fare un vero e proprio viaggio da Nord a Sud nella nostra meravigliosa Italia del vino!

Tutto vero Merlino!
E' ormai passata una settimana ed ora sono pronta a raccontarvi il mio viaggio.
Solo una giornata da poter dedicare a Vinitaly ma è stata ricca, intensa e per buona parte con una guida d'eccezione, la mia amica Paola Longo, cuore pulsante dell'Enoteca Longo di Legnano nonchè consigliere dell'Associazione Nazionale "Donne del Vino".
Siete pronti a seguirmi da Nord a Sud nell'Italia del vino? 
Si parte! Mettetevi comodi, sarà un lungo viaggio...


Prima tappa: il Consorzio Tutela Vini di Valtellina

Perchè iniziare proprio dalla Valtellina? 
Perchè la Valtellina per me è un po' casa, avendo i suoceri Valtellinesi DOC originari di Bormio, e andandoci a volte in vacanza.
E quindi tappa per andare a salutare il cugino Davide in spedizione a Vinitaly 2014 con i suoi compagni dell'Istituto Alberghiero "Zappa" di Bormio, che sotto la guida dello Chef Daniele Pennati dell’Hotel Roseg di Primolo hanno preparato un menù a base di finger food da offrire agli ospiti delle singole cantine presenti.

Molto ricco e variegato il banco assaggi dei vini del Consorzio, di cui conoscevo già diverse etichette, una su tutte lo Sforzato 5 Stelle della Cantina Nino Negri di Chiuro. 

...J'adore...

Ne approfitto quindi per avvicinarmi ad una piccola cantina giovane che ancora non conoscevo, vincitrice del premio Next in Wine 2011.
Scelgo infatti di assaggiare il Valtellina Superiore DOCG della Cantina Dirupi di Ponte in Valtellina. 
Nebbiolo in purezza maturato sulle vigne a terrazzamenti, vendemmia a fine Ottobre, macerazione di 15 giorni, 18 mesi di affinamento in botti grandi di rovere e altri 6 mesi in bottiglia, all'assaggio l'ho trovato molto intenso e tannico, mi ha dato la sensazione e l'immagine dell'altezza e dell'asprezza del territorio; abbinamento ideale ça va sans dire un bel piatto di pizzoccheri fumanti. 

Seconda Tappa: il Progetto Langa Style



Raggiunta Paola al suo stand Longo & Sincini, partiamo alla volta del Piemonte alla scoperta di un progetto giovane e interessante.
Parliamo di Langa Style.
Langa Style è un consorzio nato nel 2007 e formato da 5 giovani produttori, 5 compagni di scuola, 5 vignaioli indipendenti ognuno con la propria cantina e la propria personalità, ma che hanno scelto la strada de "l'unione fa la forza" per presentarsi sul mercato.
E questa senza dubbio è una scelta vincente.

L'accoglienza è calorosa e molto cordiale, ci accomodiamo al tavolo insieme ai produttori e si parte con gli assaggi; un vino per ognuna delle 5 aziende.


Questi i vini assaggiati:
- "Dadà" Langhe DOC Chardonnay 2012 dell'azienda agricola Negretti.
- "Mirus" Langhe Rosso DOC 2010 dell'azienda agricola Mustela.
-  Barbaresco DOCG 2009 dell'azienda agricola La Ganghjia.
- "NonnOrlando" Barbaresco DOCG 2010 dell'azienda agricola Vigin.
- "Bricco Rocca" Barolo DOCG 2009 dell'azienda agricola Olivero Mario.

Per me che non sono professionista del settore ma semplice appassionata di vino, ogni degustazione è come un gioco, cerco di scoprire e individuare i profumi e i sapori, e costruisco la mia personalissima mappa mentale di cosa amo in un vino e cosa no.
Ad esempio non amo particolarmente il gusto troppo aggressivo e astringente, le note di pepe e spezie, oppure la "vaniglia" del passaggio in barrique quando sovrasta l'aroma naturale e caratteristico dell'uva (vi darò un'idea di quello che intendo nel prossimo post dedicato ad una recente degustazione di un paio di giorni fa) 
Mi perdoneranno dunque gli esperti se incapperò in qualche errore tecnico... 

Si parte con lo Chardonnay e subito mi trovo di fronte ad un vino importante.
Il colore paglierino delicato trae in inganno. Il bouquet è molto intenso, fruttato, dolce di pesca, mela e acacia. E anche al palato si conferma molto strutturato e intenso.
Passiamo ai rossi e si prosegue con il Langhe Rosso, uvaggio composto per il 50% da Barbera, per il 25% da Nebbiolo e per il restante 25% da Pinot Nero, dal bel colore rosso rubino, che sprigiona aromi intensi di frutti di bosco, confettura e prugna che si ritrovano anche al gusto. 
Il confronto tra i 2 Barbaresco è una bella lotta. 
Il Barbaresco 2009 presenta aromi di frutti di bosco, marasca, ma anche pepe e note speziate; al gusto è austero e asciutto.
Il Barbaresco 2010 al naso mi ha ricordato ancora la confettura, la marasca ma anche la viola; e al gusto l'ho trovato più morbido e rotondo rispetto al primo.
Chiude il nostro viaggio nelle Langhe sua maestà il Barolo, con il suo colore rosso granato, e di nuovo gli aromi intensi di marasca e viola mammola che caratterizzano il vitigno Nebbiolo.

Che dire... una carrellata di vini importanti da abbinare a piatti altrettanto corposi e impagnativi.
I miei preferiti? Sicuramente il Langhe Chardonnay "Dadà" e il Barbaresco "NonnOrlando"; ma mi riservo di fare una visita alle cantine... e magari assaggiare anche gli altri vini, ad esempio il Dolcetto di Oliveto Mario mi incuriosisce per la fase di affinamento in barrique.


Terza Tappa: il Ristorante delle Donne del Vino e la Franciacorta



E tra un bicchiere e l'altro arriva l'ora di pranzo.
E questa è l'occasione per fare tappa al quartier generale dell'Associazione Nazionale delle Donne del Vino e sempre grazie a Paola avere il piacere e l'onore di conoscerne la Presidente Elena Martusciello.
L'Associazione Nazionale Donne del Vino ha firmato le selezioni della carta vini dei diversi ristoranti all'interno della manifestazione.


Pranzo quindi alla cittadella della gastronomia gestita dall'Associazione, con un menù sfizioso che prevede:

- delle piccole entrées
- pasta asparagi e speck 
- roast-beef
- piccola pasticceria

... e una carta vini praticamente infinita dalla quale, su consiglio di Paola che ben conosce la mia forte dipendenza da bollicine rosé, ho scelto un Franciacorta Brut Rosé millesimato 2009 di Fratelli Berlucchi (Chardonnay e Pinot Nero in parte vinificato in rosato e in parte vinificato in bianco); molto particolare, fruttato ma nello stesso tempo secco al gusto.

Non so come mai ma qualcosa mi dice che per Cantine Aperte 2014 farò un salto in Franciacorta.

Quarta Tappa: il Consorzio del Brunello di Montalcino

Paola ha ancora un po' di tempo prima di scappare per andare a prepararsi per la serata di gala che la attende, ci spostiamo in toscana, Consorzio del Brunello di Montalcino, da uno dei produttori TOP.




Sto parlando di Cupano, unico Brunello di Montalcino insieme a Biondi Santi e Case Basse ad essere annoverato tra i migliori 111 vini d'Italia.
Allo stand ci accolgono Lionel Cousin, produttore vinicolo ma anche produttore cinematografico, e Ornella Tondini.

...et voilà ci offrono una verticale del loro Brunello, con le annate 2009, 2007, 2004 e 2003
Spezie, cuoio e cioccolato si fondono con note di frutti rossi, più morbide e rotonde le annate 2009 e 2004, più asciutti il 2007 e il 2003.
E per finire anche un assaggio di Ombrone Sant'Antimo 2009.
Sono senza parole...

Saluto Paola e rimango a gironzolare tra gli stand del Consorzio per fare una visita a Fossacolle, piccola azienda a conduzione familiare confinante con i poderi di Castello Banfi, dove nel lontano 2005 in occasione di Cantine Aperte avevo visitato la cantina ed acquistato diverse bottiglie del Brunello di Montalcino annata 2000
Ne ho appena aperta una poche settimane fa.
14 anni di vita, di cui 9 passati a riposare nella mia cantinetta, ed è ancora perfetto, colore ancora rosso rubino intenso, importanti gli aromi di frutta matura, morbido e rotondo al gusto.
Decisamente un vino molto longevo e... decisamente un ottimo investimento!

Ultima tappa prima di lasciare Montalcino è l'azienda San Lorenzo, anch'essa azienda giovane (prima vendemmia nel 2003) che attira la mia curiosità perchè si presenta molto orientata ai nuovi mezzi di comunicazione e ai social network; è presente su Facebook, su Twitter e ha un blog.
A Vinitaly 2014 presenta il Brunello "Bramante" 2009 e il Rosso di Montalcino 2011, entrambi freschi, spontanei e nello stesso tempo eleganti. 


Quinta Tappa: il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

Lascio Montalcino ma rimango in Toscana per andare a salutare Thomas, Silvia e gli amici del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, che hanno praticamente "adottato" me ma soprattutto "Le Chat Gourmand"... e non mi lasciano mai tornare a casa a mani vuote.
Grazie al concorso "A Tavola con il Nobile" e all'evento dell'Anteprima 2014 conosco già diverse cantine.
La stanchezza e la giornata di degustazione cominciano a presentare il conto... ma come si fa a dire di no?


E qui la "verticale" di Vino Nobile di Montepulciano diventa "trasversale", perchè assaggio diverse annate di diverse aziende ovvero:
- Croce di Febo 2010 (azienda Bio): bouquet speziato, gusto fresco e acidulo.
- Il Conventino 2010: aromi di frutta rossa matura, gusto più caldo e rotondo
- La Braccesca 2007: che esprime una delle migliori vendemmie degli ultimi anni 
- Carpineto "Poggio S. Enrico" 2004 (l'unico Sangiovese in purezza): che esprime grande forza sia negli aromi di mora e vaniglia, sia nel gusto.

la giornata volge quasi al termine, il tempo è tiranno e quindi decido di avviarmi verso la...

domenica 16 febbraio 2014

Dalla nostra inviata a Montepulciano: l'Happy Hour dell'Anteprima

Le Chat Gourmand per questa volta ha scelto di rimanere a casa e di lasciare spazio a Ville che si merita un po' di vacanza dopo tutto quello che ha passato.
E ci aggiorna velocemente sulla giornata di ieri.
Ville inviata speciale a Montepulciano per l'Anteprima del Nobile 2014, ospite dell'albergo La Terrazza grazie al Consorzio del Vino Nobile e al concorso "A Tavola con il Nobile".
Albergo splendido in pieno centro storico e accoglienza calorosissima da parte del proprietario Roberto... un personaggio.
Il week end vinoso è iniziato ieri sera con l'Happy Hour dell'Anteprima nell'enoteca del Consorzio.
5 i vini in degustazione, 5 Rossi di Montepulciano accompagnati a stuzzichini e assaggi di prodotti locali.
Nell'ordine:
- Rosso di Montepulciano Le Berne, Sangiovese in purezza, 1 solo passaggio di qualche mese in botte.
- Rosso di Montepulciano Fossolupaio Bindella, Sangiovese (85%) e Syrah (15%), vinificazione solo in acciaio.
- Rosso di Montepulciano Salcheto, biologico, Sangiovese (85%), Canaiolo (8%) e Merlot (7%)
Rosso di Montepulciano Villa S. Anna, Sangiovese (80%), Canaiolo/Colorino/Merlot/Cabernet-Sauvignon (20%)
- Rosso di Montepulciano Le Bertille, Sangiovese (80%), Ciliegiolo (10%), Canaiolo (10%)
La serata è proseguita con la cena all'Osteria del Conte, per gustare gli spettacolari Pici alla "Nana" (con ragù bianco di anatra e scaglie di pecorino) della signora Lorena.
Oggi la giornata prevede:
- Visita alla Cantina Contucci
- Anteprima del Nobile alla Fortezza
E per la cena... chissà cosa sceglierà Le Chat Gourmand...?
Stay tuned e... alla prossima!

martedì 9 luglio 2013

A Tavola con il Nobile: "Peposo dell'Impruneta - nella Slow Cooker"

Miao a tutti, e bentornati in cucina.

E' il momento del secondo appuntamento con il concorso "A Tavola con il Nobile", per il quale mi sto dando...

"Merlino!?..."

...ehm... la mamma si sta dando un gran da fare tra pentole e fornelli.

Ma oggi amici miei si parla anche di storia. E che storia!

Il grande protagonista dell'abbinamento di oggi è il Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. "Tre Rose" di Tenimenti Angelini, per il quale la mamma ha scelto un vero e proprio piatto storico della tradizione Toscana.
Per questa idea a onor del vero dobbiamo ringraziare Simone, allievo della mamma nel corso di nuoto serale e "Toscanaccio DOC", che ci ha suggerito di provare il "Peposo dell'Impruneta".

E' un piatto forse poco conosciuto, ma geniale nella sua semplicità; un piatto che parla di storia, e che ci riporta con un salto indietro nel tempo all'epoca del Brunelleschi.
Come dice il nome, il piatto è tipico di Impruneta, paese dalle parti di Firenze noto per la "Terra d'Impruneta", una particolare argilla ricca di galestro, detta anche "Terracotta antigelo"; un particolare tipo di argilla che conferisce alla terracotta particolari caratteristiche di resistenza, e soprattutto la rende inalterabile al freddo.
Per questo motivo Filippo Brunelleschi nel 1419 scelse proprio la terracotta di Impruneta per costruire la cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, per le caratteristiche di solidità e leggerezza che solo questa terracotta sa dare.
E sono state proprio le maestranze addette alla cottura dei mattoni nelle fornaci (i Fornacini) ad inventare questo piatto partendo da ingredienti semplici.
In un angolo della fornace mettevano un tegame di coccio con tagli "poco pregiati", per modo di dire, di manzo (muscolo sì, ma... attenzione sempre di muscolo di Chianina si trattava), aglio, erbe aromatiche, pepe in abbondanza e vino rosso. Il tutto veniva lasciato cuocere per 5 ore molto lentamente.
Last but not least... Il Peposo è anche un piatto dietetico! Completamente privo di grassi (...escluso quelli della carne, ovvio...)

E la cottura lenta che caratterizza questa pietanza è una ghiotta occasione per sperimentare ancora una cottura alternativa ed utilizzare un'altra delle "caccavelle" preferite della mamma: la Slow Cooker.
Per tutto ciò che riguarda il funzionamento di questo elettrodomestico, che altro non è se non una pentola per cotture lente che riproduce la cottura delle cucine economiche di una volta, vi rimando a questo post di un po' di tempo fa.

Per la cottura della carne ho scelto in questo caso di ripettare la tradizione e di utilizzare quindi un buon Chianti.

"Peposo dell'Impruneta - nella Slow Cooker"




Tipo di portata: Secondo piatto
Tempo di preparazione: 15'
Tempo di cottura: 8 ore su LOW (MEDIUM se si possiede una Morphy-Richards)

Vino in Abbinamento: Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. Tre Rose Tenimenti Angelini (2009)

INGREDIENTI (per 4 persone):

Le dosi indicate sono adeguate per una Slow Cooker da 3.5lt.

- 1 kg di muscolo di Chianina 
- 5 spicchi di aglio in camicia
- salvia, alloro, rosmarino
- 1 cucchiaio di pepe nero macinato
- 400ml circa di vino rosso (Chianti)
- sale

PREPARAZIONE:

Tagliare il muscolo in dadi non troppo piccoli e disporlo nel recipiente della Slow Cooker avendo cura di salare la carne e cospargerla con il pepe macinato.
Aggiungere gli spicchi di aglio in camicia, le erbe aromatiche e il vino rosso.
Coprire e cuocere su LOW (MEDIUM ne caso delle Slow Cooker Morphy Richards) per 8-9 ore.

NOTA: Per quanto riguarda la quantità di vino (o di liquidi in generale) per la cottura nella Slow Cooker, dobbiamo tener conto del fatto che nella Slow Cooker l'evaporazione è estremamente ridotta, per cui  nel riadattare una ricetta dalla cottura tradizionale dobbiamo diminuire di 1/4 o addirittura a volte 1/2 le quantità di liquido consigliate nella ricetta tradizionale.
Con un po' di esperienza poi si va "a occhio"; per esempio per gli spezzatini una quantità di liquido che copre i 3/4 della carne è adeguata.

...et voilà. La storia è servita!




Il Peposo può essere servito accompagnato da fette di pane toscano abbrustolito oppure come nel nostro caso da fagioli cannellini cotti (possibilmente nel coccio a fuoco bassissimo) con acqua, aglio, abbondante salvia, salati a fine cottura e conditi con pepe nero e un filo di olio EVO.

Bene amici per oggi è tutto e... alla prossima con il terzo e ultimo abbinamento!
Vi ricordo di tenere d'occhio la pagina Facebook ufficiale del concorso, QUI, per votare la mia ricetta!







sabato 6 luglio 2013

A Tavola con il Nobile: "Risotto con le verze al sugo d'anatra - nella Rice Cooker"

Bentornati cari amici,
il post di oggi è dedicato alla prima delle ricette che ho realizzato (o meglio, che la mia mamma a 2 zampe ha realizzato) per partecipare al contest "A Tavola con il Nobile".

Per la prima prova di abbinamento la mamma ha scelto il Rosso di Montepulciano D.O.C. Tenuta Valdipiatta e un primo piatto dai sapori decisi ma equilibrati, ovvero un risotto con verza e anatra.

E non si è fatta mancare l'occasione di sfoderare una delle sue "caccavelle" preferite per una cottura alternativa: la Rice Cooker, magico aggeggio di cui abbiamo già parlato ampiamente in alcuni post precedenti, in particolare QUI.


"Risotto con le verze al sugo d'anatra - nella Rice Cooker"




Tipo di portata: Primo piatto
Tempo di preparazione: 20'
Tempo di cottura: 40' + qualche minuto di riposo

Vino in Abbinamento: Rosso di Montepulciano D.O.C. Tenuta Valdipiatta (2010)

INGREDIENTI (per 2 persone):

- 20g scalogno
- 20g sedano
- 50g carota
- 25g pancetta 
- 125g petto d'anatra senza pelle
- 50ml vino Rosso di Montepulciano
- 75g verza + 2 foglie larghe per servire
- 2 cups e 1/2 (circa 650ml) brodo di pollo
- 1 cup (circa 250ml) Riso Carnaroli 
- 20g Parmigiano Reggiano grattugiato

PREPARAZIONE con la Rice Cooker:

Le istruzioni che seguono sono riferite ai modelli di Rice Cooker dei tipo "set-and-serve", come questa, che usa la mia mamma a 2 zampe.

Mondare scalogno sedano e carota e tritarli fini. 
Ridurre la pancetta a piccoli pezzettini.
Tagliare a piccoli tocchetti il petto d'anatra. 
Mondare e tagliare la verza a listarelle, eliminando la costa centrale.

Inserire la spina della Rice Cooker e iniziare a scaldarla (funzione WARM).
Mettere nel recipiente estraibile ("pot") una noce di burro e un cucchiaino di olio EVO.
Posizionare l'interruttore sulla funzione COOK, coprire per un paio di minuti.
Aggiungere scalogno, carota, sedano e pancetta e soffriggere per 2', a recipiente coperto.
Aggiungere il petto d'anatra a tocchetti e cuocere per altri 5' a recipiente coperto, mescolando di tanto in tanto.
Sfumare con il vino.
Aggiungere la verza a listarelle e 1/2 cup (circa 125ml) di brodo, aggiustare di sale e pepe e cuocere per 15' a recipiente coperto.
Aggiungere il riso e il brodo rimasto (2 cups - circa 500ml), cuocere per 16'.

Posizionare di nuovo l'interruttore sulla funzione WARM, mantecare con il Parmigiano e poco burro e lasciare riposare un paio di minuti.
Servire su una foglia di verza precedentemente scottata in acqua bollente salata.

NOTA: Ovviamente il risotto può essere preparato con una cottura classica in casseruola, aumentando di conseguenza la quantità di brodo da utilizzare.

Ed ecco, in una foto che non rende giustizia al piatto,  il risultato finale.



Bene cari amici, per oggi è tutto, vi ricordo di tenere d'occhio la pagina Facebook ufficiale del concorso, QUI, per votare la mia ricetta!

Alla prossima!



mercoledì 3 luglio 2013

A Tavola con il Nobile Food Blogger Contest - Le Chat Gourmand in azione!

Cari amici eccoci.
E' giunto il momento di svelare il segreto; vi avevo detto che avevo in mente qualcosa di importante e adesso che i campioni di vino sono arrivati... il dado è tratto!

Le Chat Gourmand ha l'onore di partecipare alla prima edizione di "A Tavola con il Nobile - Food Blogger Contest" organizzato dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano.

In cosa consiste?
Si tratta di realizzare un menù di tre portate cercando l'abbinamento ideale con ciascuno dei 3 vini del consorzio ovvero:

  • - Il Rosso di Montepulciano
  • - Il Vino Nobile di Montepulciano
  • - Il Vinsanto di Montepulciano
Le ricette pubblicate sul blog e partecipanti al concorso appariranno sulla pagina Facebook ufficiale del contest "A Tavola con il Nobile".

Ed è qui che entrate in gioco Voi cari amici, seguendo gli aggiornamenti del mio blog e della pagina FB del concorso e... votando le mie ricette!
Sarete tutti parte di una grande giuria popolare che contribuirà a stabilire il vincitore del concorso attribuendo  i "LIKE" alle ricette che vi piacciono di più!

Ovviamente alla giuria popolare si affiancherà una giuria di esperti che valuterà la qualità delle ricette proposte e soprattutto degli abbinamenti con i vini.

Pronti...? Cuochi... VIA!