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domenica 31 agosto 2014

A Tavola con il Nobile 2014: Le Contrade in Azione 2^ Giornata

«Cari amici, è di nuovo la vostra inviata speciale a Montepulciano che vi scrive.
 Merlino dorme... shh...
ed eccoci di nuovo "A Tavola con il Nobile".

Ci eravamo lasciati ieri con la contrada San Donato, l'ultima visitata la sera di Sabato prima di assistere in Piazza Grande al Proclama del Gonfaloniere e all'evento di apertura del Bravìo delle Botti.

La seconda giornata di degustazioni ci vede "up and running" puntuali alle ore 12:00 nella contrada Gracciano, in gara con il Letto di Tagliatelle Gracchianesi alla Cinta degli Etruschi.
I vini proposti in abbinamento soo:
- Nobile La Braccesca 2011
- Nobile Boscarelli 2011
- Nobile Contucci 2010


Contrada Gracciano - Letto di tagliatelle gracchianesi alla Cinta degli Etruschi
Anche in questo caso molto semplice la presentazione del piatto, ma Gracciano è l'unica contrada che ha avuto l'idea di presentare il testo della ricetta anche in lingua inglese, cosa immagino molto gradita ai colleghi giurati americani.
Due cose mi incuriosiscono leggendo la ricetta: la prima è l'utilizzo per il soffritto di aglio e prezzemolo al posto dei consueti cipolla e sedano, la seconda è la marinatura della carne già macinata nel Vino Nobile.
All'assaggio il piatto è molto gustoso e succulento, l'aglio si sente ma è discreto, e si distingue anche la nota della marinatura nel vino. 
Un buon piatto, semplice e genuino, che fa subito "casa".
Buono l'abbinamento con il Nobile, Le Chat Gourmand consiglia il Nobile Contucci 2010.

Da Gracciano risaliamo alla contrada Le Coste e ci ritroviamo in un'ambientazione tipicamente medievale con tanto di armigero in erba a guardia del campo.
Il piatto in concorso è la Pasta al Forno con Ripieno di Suino Cinto Toscano

I vini in abbinamento:
- Nobile Poliziano 2011
- Nobile Poggio alla Sala 2011
- Nobile Le Bèrne 2011


Contrada Le Coste - Pasta al forno con ripieno di suino cinto toscano

Le sensazioni all'assaggio per me sono sorprendenti, la pasta sottile perfettamente legata al sugo da una "Balsamella" molto leggera, preparata con farina, olio EVO e brodo di carne a differenza della classica besciamella; la morbidezza è equilibrata dai crostini di pane saltati in padella con il rigatino di cinta.


...qui è una bella lotta con la zuppa di Talosa... e quasi rischio di finire il piatto prima di aver completato l'assaggio dei 3 vini!
L'abbinamento con il Nobile è ottimo, e in questo caso Le Chat Gourmand consiglia il Nobile Poggio alla Sala 2011.

Si riprende a scarpinare e siamo quasi alla fine del nostro lavoro, la penultima contrada che ci attende è il Poggiolo, con i suoi Maccheroni Nobili al Rustico di Cinta Senese con Crema di Pecorino Gran Riserva.
I Vini in abbinamento:
- Nobile La Ciarliana 2011
- Nobile Salcheto 2011
- Nobile Montemercurio "Messaggero" 2008


Contrada del Poggiolo - Maccheroni Nobili al rustico di cinta senese con crema di pecorino gran riserva
La tavola è ricca, al centro troneggia uno spicchio di Pecorino Gran Riserva del caseificio Cugusi, quello utilizzato nella ricetta.
La presentazione del piatto è raffinata ed elegante.
La tipicità è ai massimi livelli: il vino Nobile è utilizzato sia nell'impasto dei maccheroni sia nel sugo di cinta, il pecorino utilizzato per la crema proviene dal rinomato caseificio alle porte di Montepulciano, sulla strada che porta a Pienza.
I sapori sono decisi ma equilibrati, e inutile dirlo l'abbinamento con il vino Nobile è perfetto.
Le Chat Gourmand consiglia, come per la zuppa di Talosa, il Salcheto 2011.
La forma di pecorino invita all'assaggio e... ne risulta a giudizio unanime della commissione una menzione speciale per l'abbinamento del Pecorino Gran Riserva Cugusi con il Nobile Montemercurio "Messaggero" 2008, peccato che tale riconoscimento non sia previsto nel regolamento del concorso.

Arriviamo infine all'ultima contrada, Voltaia, che ci accoglie all'interno della splendida cripta sottostante la chiesa del Gesù, e propone i Girasoli di sfoglia alla Cinta Senese.
I vini in abbinamento:
- Nobile Il Faggeto "Pietra del Diavolo" 2011
- Nobile Vecchia Cantina "Poggio Stella" 2011
- Nobile Tenuta Valdipiatta 2011


Contrada Voltaia - Girasoli di sfoglia alla Cinta Senese
Molto graziosa la presentazione del piatto, l'assaggio però anche in questo caso mi coglie un po' di sorpresa, il sale nel sugo ahimè nasconde tutti i sapori; la pasta è perfetta. Mi confronto con gli altri componenti della commissione e non è solo una mia impressione.
Purtroppo in questo caso risulta difficile anche valutare l'abbinamento con il vino Nobile.
Peccato...

Les jeux sont faits... rien ne va plus! Che vinca il migliore!

Conclusa anche la seconda tornata di assaggi non ci resta che attendere la riunione dei presidenti di commissione e il risultato finale, che non tarda ad arrivare al Teatro Poliziano durante la cerimonia di presentazione del Panno De Bravìo.

...and the winner is...






Ebbene sì è la contrada Talosa che con la sua Zuppa di Cinta Senese con Pici si aggiudica il premio "A Tavola con il Nobile" 2014.
Al secondo posto la contrada Poggiolo con i Maccheroni Nobili al rustico di Cinta Senese con crema di pecorino gran riserva.
Al terzo posto, inaspettatamente per lo meno per me, la contrada Collazzi con i Maccheroni con Farina Rustica al "sugo della festa".

La classifica personale di Le Chat Gourmand avrebbe visto al primo posto la zuppa di Talosa, al secondo posto la pasta al forno di Le Coste e al terzo posto i maccheroni nobili del Poggiolo.

...e questo intenso emozionante fine settimana si conclude nel migliore dei modi con una cena in compagnia ospiti della contrada vincitrice.
Un'esperienza memorabile che spero di avere l'occasione di ripetere di nuovo.

Che dire... a Montepulciano ormai ci ho lasciato il cuore, e ora non mi resta che salutarvi; e se siete dalle parti di Montepulciano non perdete questa sera alle 19:00 il Bravìo delle botti, una sfida in cui le 8 contrade si contendono il panno del Bravìo facendo rotolare delle botti del peso di circa 80kg in salita per oltre 1km nel centro storico.»












sabato 30 agosto 2014

A Tavola con il Nobile 2014: Le Contrade in azione 1^ Giornata

Bentornati cari a-mici, come state?
Io benone, come del resto sous-chef Brisée, che sta cercando in tutte le maniere di distrarre la mamma dal suo lavoro passeggiando sulla tastiera e azionando sa solo lei come la combinazione di tasti che manda il computer in ibernazione.
Cosa a cui vedrò di porre rimedio immantinente, perchè ho alcune ricettine interessanti da raccontarvi e vorrei al più presto rimettere le zampe sul PC.

Ok ho capito, mi attivo per coinvolgere Brisée in un round di guardie e ladri (...santa pazienza cosa mi tocca fare...) e nel frattempo passo la linea alla mamma per la seconda parte del racconto iniziato qui.

«Grazie Merlino.
Orbene dove eravamo rimasti? Ah sì, a sabato pomeriggio e al brefing della giuria a Palazzo del Capitano.

Tutti puntuali in divisa, e senza indugi il presidente della giuria Bruno Gambacorta, autore della nota rubrica del Tg2 "Eat Parade" e soprattutto ideatore del concorso, ricapitola le regole, raccomanda la massima imparzalità e annuncia la "formazioni" delle 4 commissioni.
Le Chat Gourmand è nella commissione n. 3, insieme a Laura, fotografa e foodblogger (io, così come sono) e Alina del'ufficio stampa di Confcooperative.
Presidente della commissione è Claudio Vismara, motociclista gourmet della rivista Mototurismo. Non potevo desiderare di meglio.
Completa la "banda" Daiana, che gestisce l'enoteca del Consorzio e per l'occasione ci accompagnerà nelle contrade.
Un veloce brindisi, una foto di gruppo e pronti via! Si parte!


© Photoclub Poliziano
Ma come funziona il lavoro della giuria? Molto semplice: il tutto si svolge in 2 sessioni (cena del sabato e pranzo della domenica), in ogni sessione ciascuna commissione visita 4 delle 8 contrade in gara, e valuta il piatto in concorso sulla base di una serie di parametri:
- TIPICITA'  (da 1 a 10)
- GUSTO (da 1 a 10)
- PRESENTAZIONE (da 1 a 5)
- ABBINAMENTO (da 1 a 5) 
»

Maaaooo... io però avrei introdotto anche il "piatto ripulito" come indice di gradimento!

«Merlino! Per cortesia siamo seri... (Ehm scusatelo...)

Torniamo a noi.
Per valutare al meglio l'abbinamento con il Vino Nobile, il Consorzio fornisce ad ogni contrada 3 etichette diverse.
Le 4 commissioni, l'eterogeneità della composizione della giuria, il fatto stesso di assaggiare uno stesso piatto a cena oppure a pranzo, sono tutti fattori che fanno sì che nulla sia da dare per scontato alla fine della prima giornata, e che la gara rimanga aperta fino all'ultimo momento.

Quindi, tirando le somme: 2 giorni, 16 giurati, 8 contrade, 8 piatti, ciascuno da assaggiare con 3 vini diversi...
...fate voi i conti che io son già ubriaca.

Il tema di quest'anno, lo ricordiamo, era "Primi piatti a base di Cinta Senese DOP in abbinamento con il Vino Nobile", e ogni piatto era corredato di ricetta scritta con indicazione di ingredienti e procedimento.

Già dai primi assaggi (o meglio dai primi bicchieri...) l'affiatamento nel nostro gruppo si è rivelato ottimo, e si è rafforzato strada facendo portando ad un grande accordo di squadra, pur nel rispetto dei gusti soggettivi di ognuno di noi.

Della serie: "Ci siamo trovati..."

Sapori, profumi, impressioni ed emozioni che non dimenticherò facilmente, perchè la qualità dei piatti presentati è stata sorprendente.
E parole e immagini non possono nemmeno lontanamente rendere l'idea. Ma ci voglio provare lo stesso, vi racconto il mio personale percorso gastronomico tra le contrade, ma solo alla fine vi svelerò i vincitori. 

Partiamo dalla contrada Cagnano che ci presenta la Sfogliata dell'Agnolo, con pancetta croccante e pomodorini confit, in abbinamento con:
- Nobile Il Faggeto "Pietra del Diavolo" 2011
- Nobile Vecchia Cantina "Poggio Stella" 2011
- Nobile Tenuta Valdipiatta 2011


Contrada Cagnano - Sfogliata dell'Agnolo



Al primo assaggio i sapori si presentano subito interessanti, la besciamella non è invadente e il pomodorino confit dà una piacevole nota dolce che equilibra la sapidità del sugo di cinta. 
Unica cosa che non mi torna è la pancetta croccante presentata così a fetta intera, che presa da sola risulta un po' slegata dal resto del piatto, mentre assaggiata insieme agli altri ingredienti ne domina il sapore.
L'abbinamento con il Nobile è buono, Le Chat Gourmand consiglia: Il Faggeto "Pietra del Diavolo" 2011.

La seconda contrada che ci attende è Talosa, la serata inizia a rinfrescare parecchio, e scoprire che il piatto in gara è una Zuppa di Cinta Senese con Pici mi mette ancora più di buonumore.
I vini in abbinamento:
- Nobile La Ciarliana 2011
- Nobile Salcheto 2011
- Nobile Montemercurio "Messaggero" 2008


Contrada Talosa - Zuppa di Cinta Senese con Pici


L'aspetto è decisamente invitante, la ricetta interpreta alla perfezione il tema proposto, utilizza diversi tagli di cinta senese, e aggiunge tipicità con l'utilizzo di 2 tipi diversi di fagioli e soprattutto del Vino Nobile in cottura.
L'assaggio conferma la prima impressione, tutti i sapori sono ben riconoscibili ma nello stesso tempo armonici, la consistenza è perfetta, come del resto l'abbinamento con il vino Nobile.
Le Chat Gourmand consiglia: senza dubbio il Nobile Salcheto 2011, prugnolo gentile in purezza, elegante e aromatico.
Non vorrei sbilanciami, siamo solo alla seconda contrada, ma secondo me...

Ci trasferiamo giù nella terza contrada, Collazzi, che presenta i Maccheroni con farina rustica al "Sugo della festa".
I vini in abbinamento sono:
- Nobile Poggio alla Sala 2011
- Nobile Le Bèrne 2011
- Nobile Poliziano 2011





Molto accattivante la presentazione del piatto, una vera e propria rappresentazione con le massaie che dal vivo preparano la pasta e le spuntature per il sugo.


E decisamente interessante la scelta degli ingredienti per i maccheroni (quelle che noi chiamiamo tagliatelle): 3 tipi diversi di farina (grano tenero macinato a pietra, farro e khorasan, che altro non è che il grano Kamut).
Il nome "Sugo della festa" poi inutile dire che sia ironico.
Già perchè quando "si fa la festa" al povero maiale, il sugo viene preparato con le parti più povere, i ritagli e le spuntature; un po' quello che succedeva con il manzo e con i Brüscitti della tradizione di Busto Arsizio, e di cui abbiamo parlato in questo post di qualche tempo fa.
Ma passiamo all'assaggio.


Contrada Collazzi - Maccheroni con Farina Rustica al "Sugo della Festa"
E qui le mie aspettative vengono purtroppo disattese, il piatto non mi convince, la pasta un po' troppo cotta, il sugo poco vivace, piatto...
Non mi faccio persuasa e mi confronto con i miei compagni di squadra, ma il giudizio un po' in tono minore è condiviso.
Anche l'abbinamento con il vino Nobile trovo che non sia azzeccatissimo; sarà per la presenza dei pomodori pelati, sarà per il gusto in generale poco marcato, ma io ci avrei visto meglio un vino più giovane e meno strutturato, come ad esempio un Rosso di Montepulciano DOC.
Le Chat Gourmand, dovendo comunque scegliere, consiglia il Nobile Le Bèrne 2011.

Ultima contrada della serata, ci attende la salita fino a Piazza Grande e la contrada San Donato, in gara con gli Strozzapreti al ragù di cinta senese al profumo di mirtillo.
I vini in abbinamento:
- Nobile Boscarelli 2011
- Nobile La Braccesca 2011
- Nobile Contucci 2010


Contrada San Donato - Strozzapreti al ragù di cinta senese al profumo di mirtillo
Semplice ed essenziale la presentazione del piatto, la ricetta mi incuriosisce per l'utilizzo del finocchietto e della frutta: mela verde e mirtilli.
La pasta è ottima e cotta alla perfezione, il ragù di cinta è saporito. Nel complesso un buon piatto, anche se in effetti il sapore dei mirtilli non è molto evidente.
Buono l'abbinamento con il Nobile, in particolare Le Chat Gourmand consiglia il Nobile Boscarelli 2011.  

...è stata dura ma ce l'abbiamo fatta.
Si torna a Palazzo del Capitano per consegnare le schede di valutazione, ma soprattutto per assistere in Piazza Grande al Proclama del Gonfaloniere e all'evento di apertura del Bravìo delle Botti.

...e domani?
...domani è un altro giorno, e ve lo racconterò nella prossima puntata!»

giovedì 8 maggio 2014

Le Chat Gourmand e i vini di Valtellina: UrbaniWine

Brisée regina del focolare
Cari amici eccomi di nuovo a voi in tutta la mia felinità per parlarvi di nuovo di Valtellina.

Valtellina è montagna, natura, terme, pizzoccheri, sci e ovviamente...

Vino!

E poteva mai Le Chat Gourmand farsi mancare la visita ad una nuova cantina che si trova proprio a Premadio a pochi metri dalla casa dei nonni?

E scoprire poi che il titolare nonchè enologo, mente e braccio di tutto il progetto è anche parente del mio papà a 2 zampe?

Certo che no, e oggi vi voglio raccontare la storia di... UrbaniWine!

Ma andiamo con ordine.
Tutto è iniziato con una passeggiata dei miei amici umani nei dintorni della casa dei nonni, la mamma ha imparato da me, ha l'occhio felino, e ha subito notato una piccola insegna rossa che indicava un wine bar.

...attimi a decidere di tornare più tardi per l'ora dell'aperitivo.
E a questo punto lascio la parola alla mamma...



"Grazie Merlino...
Sì è stata decisamente una piacevole scoperta, entriamo nel wine bar e ci troviamo in un piccolo ambiente raccolto e arredato con gusto.
Ci accoglie Emanuele, giovane enologo, che ha già collaborato con Nino Negri e Conti Sertori Salis, attualmente collabora con Rivetti & Lauro e ovviamente ha una sua azienda agricola e un vulcano di progetti per il futuro.
Fatte le presentazioni e un percorso selettivo all'interno della dinastia Gasperi arriviamo alla conclusione che mio marito Stefano ed Emanuele sono lontani parenti.
Non chiedetemi altro perchè dopo neanche 5' mi ero già persa...

Scendiamo quindi a visitare la cantina dove riposano le barriques, è tutto nuovo, in funzione da un paio d'anni e tutto in divenire.
Perchè questa è la storia di una piccola azienda che però guarda lontano.

UrbaniWine Rosso 2009

Passiamo all'assaggio, decidiamo di partire stappando una bottiglia di UrbaniWine Rosso 2009 e seguiamo Emanuele nel racconto.
Il processo di lavorazione è analogo a quello utilizzato per la produzione dello Sfursat, ma UrbaniWine Rosso è definito Vino da Tavola, vediamo perchè.
Tutto parte da una piccola vigna a Teglio (SO), nella zona Valgella; il vitigno è il Nebbiolo, assoluto protagonista di tutti i vini di Valtellina.
L'uva viene raccolta in cassette e viene lasciata appassire al sole fino alle prime gelate, ovvero in genere 3-4 settimane. Dopodichè l'uva viene lavorata nella cantina di Valdidentro, al di fuori della zona geografica di raccolta, motivo per cui non può avere nemmeno la denominazione IGT.
La fermentazione avviene in acciaio a temperatura di 18 - 20 °C per un periodo di 15 - 20 giorni.  
L'affinamento prosegue in barrique di rovere francese ed americano per 28-30 mesi prima dell'imbottigliamento, non vengono effettuati nè travasi nè filtraggi.
Sei mesi di bottiglia ne completano l'affinamento.
Il colore è rosso granato limpido.
Il bouquet è elegante, speziato e intenso. 
Al palato è complesso, le spezie si amalgamano con il gusto fruttato dell'uva, risulta morbido e fresco nonostante l'importante tenore alcoolico (15%).

Lècia Rosso

La chiacchierata si fa lunga, e l'aperitivo diventa a tutti gli effetti una cena con un sontuoso tagliere di salumi e formaggi.
E continuiamo a parlare di vino, precisamente del Lècia Rosso, perchè delle uve raccolte per il Rosso vengono selezionate le migliori, che appassiscono al sole anche per 6-8 settimane, dopodichè si passa alla fermentazione sempre in acciaio a temperatura di 18 - 20 °C per un periodo di 20 - 25 giorni.  
L'affinamento prosegue in barrique di rovere francese ed americano per 28-40 mesi prima dell'imbottigliamento in formato Magnum.
A questo punto la particolarità riguarda l'affinamento in bottiglia; le bottiglie vengono infatti portate in altura, a 2000m presso la cantina del "Bait de Lècia", e lì riposano per almeno 1 anno.
Non posso darvi note di degustazione perchè ahimè non l'ho assaggiato, ma vi basti sapere che per 2 anni consecutivi (2013 e 2014) Lècia Rosso, ripettivamente con le annate 2008 e 2009, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento "Quattro Rose Camune" della guida Viniplus Lombardia dell'Associazione Italiana Sommelier.

La prima serata (e la prima bottiglia) volge al termine ma le cose da raccontare e da scoprire sono molte; decidiamo quindi di ritornare una seconda volta.

La scelta cade questa volta sul Bianco UrbaniWine 75 annata 2009, ottenuto da uve Sauvignon Blanc del Trentino, quindi vitigno non autoctono, creato e realizzato per ricordare gli studi di Enologia all'Istituto Agrario di San Michele all'Adige e che quindi non verrà più prodotto.
E' un bianco importante e strutturato, vinificato in acciaio e affinato per 14 mesi in barriques.

E il racconto continua con i progetti in divenire per il futuro, la gestione di una vigna più grande a Tirano, l'allevamento di bovini di razza Highland, che può resistere all'aperto anche nelle stagioni più fredde, e last but not least l'idea di portare durante i mesi estivi al "Bait de Lècia" un concetto di ristorazione che riporti alle origini, a "come si mangiava una volta", quando erano le stagioni e la terra a stabilire che cosa mettere in tavola, e il vino si beveva in condivisione dal "ciapel" (ciotola in legno).
Un'idea questa decisamente alternativa e che trasmette un messaggio molto forte legato ad un rapporto intenso e genuino con la natura e il territorio. 

E in questo contesto si inserisce anche un altro progetto in cui Emanuele è coinvolto.
Sto parlando del progetto Vini Estremi, che raccoglie una selezione di vini "eroici", coltivati in zone difficili, impervie oppure aride e spazzate dal vento.
Come ad esempio appunto il Tell Vigna Murenken dell'Azienda Agricola Berenika, prodotto da uve Pignola (in prevalenza), Rossola e Chiavennasca.

Purtroppo la settimana di relax in montagna (come la bottiglia di vino) finisce sempre troppo presto, ma sicuramente tornerò quest'estate. 

Arrivederci quindi a Bait de Lècia!"

martedì 25 febbraio 2014

Anteprima del Nobile di Montepulciano 2014: un riassunto

Ciao amici!
no, tranquilli non mi sono dimenticato di aggiornarvi sull'Anteprima del Nobile 2014...
Ero solo un po' sul chi va là per Ville, che appena tornata dalla trasferta toscana sembrava di nuovo peggiorare.
La mamma era di nuovo molto preoccupata ma ha avuto la pazienza di aspettare una notte prima di correre in clinica, e ha fatto bene perchè dopo una giornata di assestamento a casa, Ville ha iniziato pian piano a reagire e a dare segni di miglioramento.
Ora gironzola spesso per casa, cammina sempre di più, esce spesso con noi sul balcone, e soprattutto le è tornato l'appetito e apprezza anche la sua pappa dietetica...
Che dire, io e Brisée incrociamo le zampette, augurandoci che i progressi continuino, seppure tra alti e bassi.
Intanto io oggi di buon mattino ho svegliato la mamma, per farmi raccontare tutto quello che è successo all'Anteprima del Nobile...
Siete pronti per un viaggio nel paradiso del vino?

Innanzitutto due parole sull'albergo scelto dagli amici del Consorzio per il nostro soggiorno, ovvero l'Albergo La Terrazza di Montepulciano, grazioso approdo in pieno centro storico in cui Roberto e la moglie Vittoria ti accolgono come se fossi uno di famiglia. Sembra veramente di essere a casa...

Cantine Contucci
La giornata dell'Anteprima inizia con una visita alle Cantine Contucci.
La famiglia Contucci coltiva viti dal 1700, ed è stata una delle famiglie "fondatrici" del Vino Nobile di Montepulciano.
Affascinante la visita alla cantina storica, dove si alternano tini in acciaio e cemento per la vinificazione e botti di rovere per l'invecchiamento

La mattinata prosegue con una passeggiata per il corso principale, dove si affacciano una dietro l'altra tipiche botteghe di ramai, rivendite di prodotti tipici e ovviamente enoteche e cantine.

Cantine Ercolani
Molto particolare la Cantina Ercolani, una vera e propria "Città Sotterranea", un labirinto di corridoi, cunicoli e antiche celle, dove botti di rovere si alternano a fontane e pozzi fino ad arrivare al locale della barricaia.
Alla fine della visita è possibile ovviamente degustare ed acquistare i prodotti dell'azienda agricola di famiglia; non solo vino ma anche olio, salumi e formaggi.
Particolarità della famiglia Ercolani è la passione per i tartufi, che vengono raccolti direttamente nel territorio di proprietà dell'azienda.

...e quale miglior occasione della pausa pranzo al Ristorante Corte Medicea per apprezzare i vini e le specialità al tartufo di casa Ercolani?
Ottima l'insalata al tartufo fresco come antipasto e buona la tagliata al rosmarino, il tutto accompagnato da un (indovina...?) ottimo Nobile di Montepulciano del 2009.


E veniamo finalmente all'evento clou della giornata, ovvero l'Anteprima del Nobile 2014!
Location della manifestazione la Fortezza Medicea, affascinante ma forse con spazi interni un po' ristretti per ospitare le oltre 40 aziende produttrici e le circa 3000 persone che si sono avvicendate durante le giornate.
Nelle 2 sale la folla era tanta ed era quasi difficile avvicinarsi ai banchi di degustazione.

Questi i protagonisti dell'anteprima:
- l'annata 2011 (4 stelle su un massimo di 5), pronta ad entrare sul mercato dopo il periodo di invecchiamento e affinamento di almeno 2 anni previsto dal disciplinare.
- la riserva 2010, anch'essa annata a 4 stelle.
- alcuni campioni da botte della vendemmia 2013 (che a fine anteprima è stata dichiarata di nuovo annata a 4 stelle), questi ultimi decisamente dedicati ai professionisti del settore, i soli in grado di farsi un'idea di come sarà il prodotto finale a partire da un campione così acerbo.

Il 2011 è stata un'annata climaticamente particolare, con diversi sbalzi termici e temperature molto elevate in particolare nell'ultima decade di Agosto, cosa che ha creato problemi nella fase vegetativa, arrivando ad ustionare foglie e grappoli dei vigneti esposti a sud.
La cura e la perizia dei viticultori e degli enologi nel seguire le fasi di maturazione e scegliere il momento opportuno per la raccolta ha portato comunque un risultato finale di alta qualità per quanto riguarda struttura, colore e aromi complessi.

Nell'imbarazzo della scelta tra un assaggio e l'altro, l'attenzione di Le Chat Gourmand si è soffermata sulla Casa Vinicola Triacca, antica cantina Valtellinese nota per la storica Fattoria La Gatta e il suo Sforzato "San Domenico", e che dagli anni '90 si è arricchita con il Nobile "Santavenere" prodotto nella omonima fattoria.

L'Anteprima del Nobile è stata soprattutto l'occasione per conoscere finalmente di persona gli amici del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, che hanno ideato il concorso "A Tavola con il Nobile".
E... come vincitore del 1° Premio Giuria Popolare Le Chat Gourmand...

...Merlino... raccontala giusta...

...sì beh... ecco... la mamma è stata invitata a salire sul palco per una breve intervista! Che emozione...
La giornata si conclude con la premiazione del Concorso Belle Vetrine, l'inaugurazione della scultura "Amore Mio" e la consegna di un riconoscimento al Socio Fondatore del Consorzio.

Degna conclusione di questo splendido fine settimana è stata la piacevolissima serata a cena con gli amici del Consorzio alla Trattoria La Pentolaccia, piccolo locale tipico ma molto accogliente, dove ho potuto apprezzare degli ottimi pici al fagiano.

Che dire... appuntamento quindi alla prossima edizione di A Tavola con il Nobile, la tradizionale tenzone gastronomica tra le contrade di Montepulciano, che avrà luogo il 23 e 24 Agosto prossimi.
Nell'attesa... si potrebbe fare un pensierino su VinItaly, perchè no?


domenica 16 febbraio 2014

Dalla nostra inviata a Montepulciano: l'Happy Hour dell'Anteprima

Le Chat Gourmand per questa volta ha scelto di rimanere a casa e di lasciare spazio a Ville che si merita un po' di vacanza dopo tutto quello che ha passato.
E ci aggiorna velocemente sulla giornata di ieri.
Ville inviata speciale a Montepulciano per l'Anteprima del Nobile 2014, ospite dell'albergo La Terrazza grazie al Consorzio del Vino Nobile e al concorso "A Tavola con il Nobile".
Albergo splendido in pieno centro storico e accoglienza calorosissima da parte del proprietario Roberto... un personaggio.
Il week end vinoso è iniziato ieri sera con l'Happy Hour dell'Anteprima nell'enoteca del Consorzio.
5 i vini in degustazione, 5 Rossi di Montepulciano accompagnati a stuzzichini e assaggi di prodotti locali.
Nell'ordine:
- Rosso di Montepulciano Le Berne, Sangiovese in purezza, 1 solo passaggio di qualche mese in botte.
- Rosso di Montepulciano Fossolupaio Bindella, Sangiovese (85%) e Syrah (15%), vinificazione solo in acciaio.
- Rosso di Montepulciano Salcheto, biologico, Sangiovese (85%), Canaiolo (8%) e Merlot (7%)
Rosso di Montepulciano Villa S. Anna, Sangiovese (80%), Canaiolo/Colorino/Merlot/Cabernet-Sauvignon (20%)
- Rosso di Montepulciano Le Bertille, Sangiovese (80%), Ciliegiolo (10%), Canaiolo (10%)
La serata è proseguita con la cena all'Osteria del Conte, per gustare gli spettacolari Pici alla "Nana" (con ragù bianco di anatra e scaglie di pecorino) della signora Lorena.
Oggi la giornata prevede:
- Visita alla Cantina Contucci
- Anteprima del Nobile alla Fortezza
E per la cena... chissà cosa sceglierà Le Chat Gourmand...?
Stay tuned e... alla prossima!

sabato 18 gennaio 2014

Le Chat Gourmand presenta: Morg@na-Tour e l'enogastronomia Fiorentina

Ebbene sì cari amici.

Le Chat Gourmand è fermo ai Box.
Pit Stop.

Qui la maledizione di Montezuma aleggia, e avrà ahimè lunghe ripercussioni.
Potete ben immaginare che tra un riso all'inglese, una platessa al vapore e una tristerrima patata bollita in cucina c'è poco da stare allegri.

Le Chat Gourmand e sous-chef Brisée sono in riposo forzato, è giunto di nuovo il momento di lasciare la parola alla mamma, convalescente, per farci raccontare qualcosa sull'enogastronomia Fiorentina.

Mettetevi comodi... purrrrr...

"Grazie Merlino... 
che dire... spero di tornare in forma il più presto possibile, nell'attesa mi consolo ricordando le chicche enogastronomiche degustate a Firenze.
Merlino mi perdonerai si vi abbiamo lasciati a casa in autogestione, ma per così pochi giorni (dal 5 all'8 Dicembre) voi felini vi stressate troppo, tra viaggio e cambio di ambiente.

Firenze, dicevamo... città d'arte, di cultura, gli Uffizi, il Bargello, Santa Maria del Fiore, il Brunelleschi, Michelangelo...
...si ma... quando si mangia?

Viaggiare è una delle mie passioni, mi piace organizzare e pensare gli itinerari nei minimi particolari, aborro i viaggi organizzati ed eliminerei le comitive dalla faccia della Terra.
...mica per niente in famiglia mi chiamano capogita Morg@na-Tour...
Il filo conduttore dei viaggi Morg@na-Tour è la filosofia Routard, ovvero ricerca della qualità e delle tipicità locali ma con un occhio attento al budget.

E cosa c'è di più tipico, caratteristico ed economico dei Mercati? Autentici punti di introduzione alla gastronomia locale. 
A Firenze ce ne sono due permanenti: il Mercato Centrale di San Lorenzo, il più grande, e il Mercato Sant'Ambrogio

Morg@na-Tour ha testato quest'ultimo, a nord-est di Santa Croce, in una struttura coperta ottocentesca.
In particolare la scelta è ricaduta sulla Trattoria da Rocco, un concentrato di vita e di specialità tipiche, cucinate con semplicità, economiche e soprattutto accompagnate dal calore dei titolari.
Ci si trovano i grandi classici: la Pappa al pomodoro, la Rosticciana, la Trippa e... il Lampredotto.
Il tutto annaffiato da un buon Chianti nel caratteristico fiasco.
La Rosticciana
Io ho scelto Pappa al pomodoro e Rosticciana (costine di maiale arrosto), mentre il marito si è cimentato in un impegnativo Lampredotto con salsa verde. 
Il Lampredotto è lo street-food fiorentino per eccellenza, servito dai baracchini dei trippai in un panino inzuppato per metà nel sugo di cottura. E' uno dei 4 stomaci del bovino, la parte più magra e compatta, cotta in un brodo con odori e pomodoro.

All'uscita dal mercato, d'obbligo la sosta per un caffè al Caffè Cibrèo.


La Pappa al pomodoro
A due passi dal Bargello, in via Ghibellina, troviamo l'Osteria del Gatto e la Volpe, ci siamo entrati per caso a pranzo, attratti dalla varietà del menù esposto.
Il locale è frequentato a pranzo anche da molti fiorentini, segno che la cucina è ottima. E le aspettative non sono state disattese. 
Servizio veloce e cordiale, molto gradita la sorpresa di veder arrivare al tavolo al posto del pane una fragrante focaccia calda e sottile appena sfornata.
Ottimo il crostino toscano, la classica pappa al pomodoro e consiglio gli straccetti di pollo "del Gatto e la Volpe".

Non all'altezza delle aspettative invece, per lo meno per quanto riguarda la qualità della cucina rapportata al prezzo, l'Enoteca Caffè Coquinarius, locale in stile shabby chic in una tranquilla vietta a due passi dal Duomo.
Molto interessante la carta vini, con le etichette prodotte dagli stessi titolari oltre ad altri piccoli produttori.
Per quanto riguarda la cucina... contrariamente alle numerose recensioni entusiaste che leggo un po' dovunque, non so, sarò capitata in una serata poco fortunata, comunque ho trovato il crostino toscano molto asciutto, e anche i ravioli erano indietro di cottura e soprattutto mi hanno dato l'impressione di prodotto industriale, non preparato fresco in casa. Sui dolci non posso pronunciarmi, non avendone assaggiati.
Che dire... provatelo, e fatemi sapere.

Firenze offre non solo musei e chiese ma anche possibilità di fare meravigliose e lunghe passeggiate.
Un'idea per chi ha buoni garretti può essere quella di partire da Piazza della Signoria, attraversare l'Arno da Ponte Vecchio, attraversare il quartiere San Niccolò, salire a Piazzale Michelangelo, visitare la chiesa di san Miniato al Monte, proseguire poi lungo la ciclopedonale di via Galileo Galilei fino a raggiungere sulla destra la via di San Leonardo, che in discesa attraversando Arcetri ci porta al Forte Belvedere. Da qui, imboccando al bivio a sinistra la ripida discesa di Costa San Giorgio, arriviamo dritti in Piazza dei Rossi, una graziosa silenziosissima piazzetta a 2 passi dal caos di Ponte Vecchio.

E qui troviamo un ottimo indirizzo per una meritata pausa enogastronomica, ovvero l'enoteca Le Volpi e l'Uva.
La Schiacciata farcita con
Soppressa di Cinta Senese
Qui ci si va soprattutto per il vino, ottimo, e gli ottimi abbinamenti con gli assaggi e gli stuzzichini proposti dai titolari, enologi esperti; ma anche per l'atmosfera che si respira attorno al bancone o nel dehors ai tavoli fatti con casse di vino e champagne.
In prima battuta, per onorare degnamente la pausa pranzo, mi sono lasciata tentare da una spettacolare schiacciata farcita con soppressa di cinta senese, abbinata ad un classico Chianti.
Per il secondo assaggio ho scelto dei crostini misti alle verdure, ai quali l'oste ha consigliato di abbinare un Soloterra del 2012; è un IGT Costa Toscana biologico prodotto da Mulini di Segalari a Castagneto Carducci a partire da uve Merlot e Syrah raccolte a mano, e maturato in giare di terracotta. 

Siamo giunti quasi alla fine del nostro tour enogastronomico della città di Firenze, e concludo segnalandovi I Due Fratellini, in una traversa di via dei Calzaiuoli, antica bancarella che propone vino (Chianti, Brunello, Nobile...) e panini da consumare in piedi, appoggiando il bicchiere su piccole mensole di legno posizionate ai lati della vetrina e caratterizzate da numeri romani incisi per contrassegnare il posto per il bicchiere. Una vera istituzione tra i tipici vinai fiorentini.
Prezzi politici: 2,50€ per un bicchiere di Nobile, 2,50€ per un semelle (panino toscano salato) farcito ad esempio con caprino e finocchiona, oppure salame di cinghiale e burro, oppure ancora porchetta toscana, e la lista del menù è lunghissima.
Da non perdere per uno spuntino veloce e caratteristico tra un museo e l'altro.

Last but not least... un consiglio su dove alloggiare senza spendere un capitale.
Il quartier generale di Morg@na-Tour nelle diverse visite a Firenze è ed è sempre stato l'Hotel Maxim, in via dei Calzaiuoli. Ottimo rapporto qualità prezzo, a 10' a piedi dalla Stazione di Santa Maria Novella, 1' dal Duomo e 2' da Piazza della Signoria.
Ah dimenticavo, ovviamente l'auto per visitare Firenze NON serve, con un hotel in posizione così strategica siete vicini a tutto.

Bene, spero di avervi incuriositi e ingolositi almeno un po'...
Il prossimo appuntamento con Morg@na-Tour sarà dedicato all'enogastronomia Austriaca e all'atmosfera del Natale Salisburgo e del Capodanno a Vienna."

sabato 3 agosto 2013

A Tavola con il Nobile: ...and the winner is...

"Grazie, grazie stragrazie!"
direbbe Marylin Monroe...

Ebbene sì abbiamo vinto!
Grazie a tutti Voi amici che avete votato le mie ricette, il food blog "Le Chat Gourmand" si aggiudica il PRIMO PREMIO GIURIA POPOLARE della prima edizione del contest "A Tavola con il Nobile" con un totale di 69 voti raccolti sulla pagina Facebook ufficiale del concorso.

Il PRIMO PREMIO GIURIA TECNICA va invece al food blog "Profumi in Cucina".
La giuria tecnica era composta da Leonardo Romanelli (giornalista e critico gastronomico), Andrea Gori (sommelier, blogger, giornalista) e dal Consorzio del Vino Nobile
La giuria tecnica ha votato giudicando i piatti proposti sulla base di 5 parametri (creatività; attenzione e ricerca degli ingredienti; combinazione degli ingredienti nella ricetta; presentazione del piatto; abbinamento al vino).

Il premio consiste in una selezione di vini e un week end per 2 persone a Montepulciano per partecipare all'evento enogastronomico "A Tavola con il Nobile".
Si tratta di una tenzone gastronomica, protagoniste le 8 contrade del Bravìo delle Botti, storica manifestazione di Montepulciano
I vincitori del food blogger contest, e quindi anche la mia mamma a 2 zampe, dovrebbe far parte della giuria, ma l'evento si svolge nel periodo in cui saremo in Germania per cui... rimanderemo a Settembre la vacanza in Toscana, in occasione di un altro evento importantissimo per i miei amici umani... i 10 anni di matrimonio!

Ora per qualche giorno le Chat Gourmand da bravo felino si riposerà un po' prima di partire per le vacanze in Franconia ed aggiornarvi sulla gastronomia locale.

A presto!

martedì 9 luglio 2013

A Tavola con il Nobile: "Peposo dell'Impruneta - nella Slow Cooker"

Miao a tutti, e bentornati in cucina.

E' il momento del secondo appuntamento con il concorso "A Tavola con il Nobile", per il quale mi sto dando...

"Merlino!?..."

...ehm... la mamma si sta dando un gran da fare tra pentole e fornelli.

Ma oggi amici miei si parla anche di storia. E che storia!

Il grande protagonista dell'abbinamento di oggi è il Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. "Tre Rose" di Tenimenti Angelini, per il quale la mamma ha scelto un vero e proprio piatto storico della tradizione Toscana.
Per questa idea a onor del vero dobbiamo ringraziare Simone, allievo della mamma nel corso di nuoto serale e "Toscanaccio DOC", che ci ha suggerito di provare il "Peposo dell'Impruneta".

E' un piatto forse poco conosciuto, ma geniale nella sua semplicità; un piatto che parla di storia, e che ci riporta con un salto indietro nel tempo all'epoca del Brunelleschi.
Come dice il nome, il piatto è tipico di Impruneta, paese dalle parti di Firenze noto per la "Terra d'Impruneta", una particolare argilla ricca di galestro, detta anche "Terracotta antigelo"; un particolare tipo di argilla che conferisce alla terracotta particolari caratteristiche di resistenza, e soprattutto la rende inalterabile al freddo.
Per questo motivo Filippo Brunelleschi nel 1419 scelse proprio la terracotta di Impruneta per costruire la cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, per le caratteristiche di solidità e leggerezza che solo questa terracotta sa dare.
E sono state proprio le maestranze addette alla cottura dei mattoni nelle fornaci (i Fornacini) ad inventare questo piatto partendo da ingredienti semplici.
In un angolo della fornace mettevano un tegame di coccio con tagli "poco pregiati", per modo di dire, di manzo (muscolo sì, ma... attenzione sempre di muscolo di Chianina si trattava), aglio, erbe aromatiche, pepe in abbondanza e vino rosso. Il tutto veniva lasciato cuocere per 5 ore molto lentamente.
Last but not least... Il Peposo è anche un piatto dietetico! Completamente privo di grassi (...escluso quelli della carne, ovvio...)

E la cottura lenta che caratterizza questa pietanza è una ghiotta occasione per sperimentare ancora una cottura alternativa ed utilizzare un'altra delle "caccavelle" preferite della mamma: la Slow Cooker.
Per tutto ciò che riguarda il funzionamento di questo elettrodomestico, che altro non è se non una pentola per cotture lente che riproduce la cottura delle cucine economiche di una volta, vi rimando a questo post di un po' di tempo fa.

Per la cottura della carne ho scelto in questo caso di ripettare la tradizione e di utilizzare quindi un buon Chianti.

"Peposo dell'Impruneta - nella Slow Cooker"




Tipo di portata: Secondo piatto
Tempo di preparazione: 15'
Tempo di cottura: 8 ore su LOW (MEDIUM se si possiede una Morphy-Richards)

Vino in Abbinamento: Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. Tre Rose Tenimenti Angelini (2009)

INGREDIENTI (per 4 persone):

Le dosi indicate sono adeguate per una Slow Cooker da 3.5lt.

- 1 kg di muscolo di Chianina 
- 5 spicchi di aglio in camicia
- salvia, alloro, rosmarino
- 1 cucchiaio di pepe nero macinato
- 400ml circa di vino rosso (Chianti)
- sale

PREPARAZIONE:

Tagliare il muscolo in dadi non troppo piccoli e disporlo nel recipiente della Slow Cooker avendo cura di salare la carne e cospargerla con il pepe macinato.
Aggiungere gli spicchi di aglio in camicia, le erbe aromatiche e il vino rosso.
Coprire e cuocere su LOW (MEDIUM ne caso delle Slow Cooker Morphy Richards) per 8-9 ore.

NOTA: Per quanto riguarda la quantità di vino (o di liquidi in generale) per la cottura nella Slow Cooker, dobbiamo tener conto del fatto che nella Slow Cooker l'evaporazione è estremamente ridotta, per cui  nel riadattare una ricetta dalla cottura tradizionale dobbiamo diminuire di 1/4 o addirittura a volte 1/2 le quantità di liquido consigliate nella ricetta tradizionale.
Con un po' di esperienza poi si va "a occhio"; per esempio per gli spezzatini una quantità di liquido che copre i 3/4 della carne è adeguata.

...et voilà. La storia è servita!




Il Peposo può essere servito accompagnato da fette di pane toscano abbrustolito oppure come nel nostro caso da fagioli cannellini cotti (possibilmente nel coccio a fuoco bassissimo) con acqua, aglio, abbondante salvia, salati a fine cottura e conditi con pepe nero e un filo di olio EVO.

Bene amici per oggi è tutto e... alla prossima con il terzo e ultimo abbinamento!
Vi ricordo di tenere d'occhio la pagina Facebook ufficiale del concorso, QUI, per votare la mia ricetta!







sabato 6 luglio 2013

A Tavola con il Nobile: "Risotto con le verze al sugo d'anatra - nella Rice Cooker"

Bentornati cari amici,
il post di oggi è dedicato alla prima delle ricette che ho realizzato (o meglio, che la mia mamma a 2 zampe ha realizzato) per partecipare al contest "A Tavola con il Nobile".

Per la prima prova di abbinamento la mamma ha scelto il Rosso di Montepulciano D.O.C. Tenuta Valdipiatta e un primo piatto dai sapori decisi ma equilibrati, ovvero un risotto con verza e anatra.

E non si è fatta mancare l'occasione di sfoderare una delle sue "caccavelle" preferite per una cottura alternativa: la Rice Cooker, magico aggeggio di cui abbiamo già parlato ampiamente in alcuni post precedenti, in particolare QUI.


"Risotto con le verze al sugo d'anatra - nella Rice Cooker"




Tipo di portata: Primo piatto
Tempo di preparazione: 20'
Tempo di cottura: 40' + qualche minuto di riposo

Vino in Abbinamento: Rosso di Montepulciano D.O.C. Tenuta Valdipiatta (2010)

INGREDIENTI (per 2 persone):

- 20g scalogno
- 20g sedano
- 50g carota
- 25g pancetta 
- 125g petto d'anatra senza pelle
- 50ml vino Rosso di Montepulciano
- 75g verza + 2 foglie larghe per servire
- 2 cups e 1/2 (circa 650ml) brodo di pollo
- 1 cup (circa 250ml) Riso Carnaroli 
- 20g Parmigiano Reggiano grattugiato

PREPARAZIONE con la Rice Cooker:

Le istruzioni che seguono sono riferite ai modelli di Rice Cooker dei tipo "set-and-serve", come questa, che usa la mia mamma a 2 zampe.

Mondare scalogno sedano e carota e tritarli fini. 
Ridurre la pancetta a piccoli pezzettini.
Tagliare a piccoli tocchetti il petto d'anatra. 
Mondare e tagliare la verza a listarelle, eliminando la costa centrale.

Inserire la spina della Rice Cooker e iniziare a scaldarla (funzione WARM).
Mettere nel recipiente estraibile ("pot") una noce di burro e un cucchiaino di olio EVO.
Posizionare l'interruttore sulla funzione COOK, coprire per un paio di minuti.
Aggiungere scalogno, carota, sedano e pancetta e soffriggere per 2', a recipiente coperto.
Aggiungere il petto d'anatra a tocchetti e cuocere per altri 5' a recipiente coperto, mescolando di tanto in tanto.
Sfumare con il vino.
Aggiungere la verza a listarelle e 1/2 cup (circa 125ml) di brodo, aggiustare di sale e pepe e cuocere per 15' a recipiente coperto.
Aggiungere il riso e il brodo rimasto (2 cups - circa 500ml), cuocere per 16'.

Posizionare di nuovo l'interruttore sulla funzione WARM, mantecare con il Parmigiano e poco burro e lasciare riposare un paio di minuti.
Servire su una foglia di verza precedentemente scottata in acqua bollente salata.

NOTA: Ovviamente il risotto può essere preparato con una cottura classica in casseruola, aumentando di conseguenza la quantità di brodo da utilizzare.

Ed ecco, in una foto che non rende giustizia al piatto,  il risultato finale.



Bene cari amici, per oggi è tutto, vi ricordo di tenere d'occhio la pagina Facebook ufficiale del concorso, QUI, per votare la mia ricetta!

Alla prossima!



mercoledì 3 luglio 2013

A Tavola con il Nobile Food Blogger Contest - Le Chat Gourmand in azione!

Cari amici eccoci.
E' giunto il momento di svelare il segreto; vi avevo detto che avevo in mente qualcosa di importante e adesso che i campioni di vino sono arrivati... il dado è tratto!

Le Chat Gourmand ha l'onore di partecipare alla prima edizione di "A Tavola con il Nobile - Food Blogger Contest" organizzato dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano.

In cosa consiste?
Si tratta di realizzare un menù di tre portate cercando l'abbinamento ideale con ciascuno dei 3 vini del consorzio ovvero:

  • - Il Rosso di Montepulciano
  • - Il Vino Nobile di Montepulciano
  • - Il Vinsanto di Montepulciano
Le ricette pubblicate sul blog e partecipanti al concorso appariranno sulla pagina Facebook ufficiale del contest "A Tavola con il Nobile".

Ed è qui che entrate in gioco Voi cari amici, seguendo gli aggiornamenti del mio blog e della pagina FB del concorso e... votando le mie ricette!
Sarete tutti parte di una grande giuria popolare che contribuirà a stabilire il vincitore del concorso attribuendo  i "LIKE" alle ricette che vi piacciono di più!

Ovviamente alla giuria popolare si affiancherà una giuria di esperti che valuterà la qualità delle ricette proposte e soprattutto degli abbinamenti con i vini.

Pronti...? Cuochi... VIA!