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giovedì 18 febbraio 2016

Umutima e Tanim #nespressolimitededition: viaggio (lungo) nel cuore di un caffè perfetto

"Merlino, oggi è il 17 Febbraio, la Giornata internazionale del Gatto, lo sai vero?"

...cosa?
...mamma ma seria? ...ma da quando?

"Certo Merlino oggi è la festa del gatto! ...mi spiace un po' lasciarvi tutti soli invece di stare a casa a giocare con voi..."

Ma cosa stai dicendo? Ma lo sai benissimo che ogni giorno è la festa del gatto!

"Ahaha hai ragione bestiaccia... allora io vado eh?"

Purrrrr... purrrrr.... purrrr....

"E così l'inviata speciale coffee-addicted del Gatto Ghiottone è riuscita a finalmente a fare un'incursione al Nespresso Flagship Store di Milano, elegantissimo e raffinato spazio su 4 livelli in piazzetta Liberty.

L'occasione? Un evento-workshop per il lancio di due nuovi Grand Cru Limited Edition, che si è rivelato un vero e proprio viaggio nel cuore del caffè. 

Perchè proprio cuore è il significato delle parole Umutima e Tanim in Kinyarwanda e Nahuatl ovvero le lingue native del Rwanda e del Chiapas, terroirs di origine dei nuovi pure origin firmati Nespresso.

Il viaggio inizia. Mettetevi comodi, perchè ho davvero tante cose da raccontarvi...

UMUTIMA wa Lake Kiwu e TANIM de Chiapas: le origini

Il nostro percorso inizia dalle origini, con un ideale viaggio tra Rwanda e Messico presentato da Massimiliano Marchesi, Coffee Ambassador di Nespresso. 


I due terroir sono profondamente differenti.

Si parla di 1400 metri di altitudine per il Lago Kiwu in Rwanda, dove piccoli produttori coltivano inizialmente in vivaio e successivamente in piccoli appezzamenti una Arabica di qualità superiore, controllando ogni 8-10 giorni il grado di maturazione di ogni singola drupa e racogliendole a mano una ad una. 

La lavorazione post raccolta utilizza tecniche all'avanguardia, per la precisione il cosiddetto "metodo lavato", in cui il caffè viene prima spolpato, facendolo passare in macchine capaci di far “sgusciare fuori” il chicco ancora coperto dalla membrana gelatinosa. I chicchi vengono quindi messi in vasche di acqua in cui rimangono il tempo necessario a rimuovere completamente la mucillagine, subendo una specie di fermentazione che sarà capace di trasformare il gusto del caffè, rendendolo più fresco e esaltandone l’acidità e i profumi. Una volta terminata questa fase il caffè verrà immesso in canalini dove viene proprio lavato, e infine asciugato al sole.
Una volta asciugati, i chicchi di caffè verde si avviano alla tostatura, che nel caso di Umutima è separata, ovvero una metà dei chicchi viene sottoposta ad una tostatura leggera che esalta le note frutatte e agrumate, mentre l'altra metà subisce una tostatura più intensa che aggiunge al Cru una particolare struttura e consistenza.

Passando al Chiapas, abbiamo a che fare invece con una zona vulcanica tropicale in alta quota nel sud del Messico, zona dalla elevata biodiversità che contribuisce all'arricchimento del terreno ed è fondamentale per la qualità del caffè, che presenta note fruttate e di cacao.
Qui il caffè è considerato da sempre un dono della natura e viene coltivato in piccoli appezzamenti con metodi tramandati di generazione in generazione, accanto a piantagioni di arance o di avocado che rallentano la maturazione delle drupe aumentandone il potenziale aromatico.
Dopo l'essicatura naturale al sole e la decorticatura, il caffè verde passa anche in questo caso ad una tostatura separata; una parte dei chicchi viene tostata a lungo a bassa temperatura, da cui le note di pane e nocciola; la parte invece sottoposta ad una tostatura più breve ma intensa conferisce una consistenza vellutata.

I metodi di estrazione

Il viaggio prosegue sotto la guida di Andrea Matarangolo, trainer barista membro della  Speciality Coffee Association of Europe, che ci illustra alcuni metodi estrazione del caffè, partendo dai metodi classici per percolazione in cui, a differenza dei metodi per infusione/macerazione come la French Press in cui l'estrazione è conseguenza del contatto prolungato dell'acqua con la polvere di caffè, l'acqua calda attraversa il caffè e scende rapidamente in un contenitore.
Alcuni metodi di estrazione per percolazione: da sinistra V60 - French Press - Syphon

E qui ho visto cose...

La Moka, la French Press, la Napoletana, il Caffè Filtro... sono sistemi che già conoscevo... ma il Syphon è stata una vera sorpresa.

Si dice: la pasticceria è precisione. 
Ma anche la preparazione del caffè! Ogni metodo ha le sue regole, in termini di dose e granulometria per la macinatura. 
La temperatura dell'acqua è importantissima, e per i metodi filtro dovrebbe essere tra i 92° e 96°.
La dose ideale per tutti i metodi filtro (anche la French Press) è di 60g di caffè macinato per ogni litro di acqua (15g per 300ml). 
E meglio ovviamente utilizzare ogni volta caffè appena macinato, per preservarne tutte le caratteristiche.

La Napoletana

...che in realtà è di origine francese...
E' divisa in due contenitori sovrapposti, con un filtro pieno di caffè nel mezzo: si versa acqua calda in uno dei due contenitori, poi si gira la caffettiera, in modo che l’acqua cada nel contenitore sottostante passando attraverso la polvere di caffè. Meglio non mettere direttamente la caffettiera sul fornello, per evitare di bruciare gli aromi, ma riscaldare l'acqua in un bollitore con termostato regolabile.




Il Caffè Filtro - V60

Il caffè filtro è un metodo di estrazione molto popolare nei paesi nordici, ma anche nelle caffetterie di Londra e di New York.
Per l'occasione abbiamo visto in azione la versione V60, così chiamata per la particolare angolazione dei lati del filtro.

Come funziona?
La polvere di caffè è inserita in un sacchetto-filtro di carta posto all’interno di un contenitore forato, sopra una caraffa; si versa nel sacchetto l’acqua bollente, che scende attraversando la polvere; la caraffa (di solito in pirex) è posta su una base metallica sotto la quale si trova una serpentina elettrica che mantiene caldo il caffè.
Dopo aver pesato e macinato a grana grossa il caffè, la prima cosa da fare è lavare il filtro svuotando la caraffa a processo ultimato.
La seconda fase è il cosiddetto blooming, una fase di preinfusione in cui una quantità di acqua calda pari al doppio del macinato viene versata sul caffè con movimenti circolari e lasciata in infusione per una trentina di secondi; è qui che il caffè inizia a sprigionare i suoi aromi.
Nell'ultima fase si versa l'acqua calda rimanenente, sempre creando delle "turbolenze" con movimenti rotatori della mano.

Alla fine del processo di percolazione si ottiene una bevanda leggera e delicata.

E infine...

Il Syphon 




...che non è l'alambicco di Mago Merlino...

Ma è senza dubbio il metodo più scenografico, un antico metodo di estrazione per un infuso di caffè ricco e corposo: il Syphon sfrutta l’ebollizione dell’acqua e il successivo filtraggio. 
Come funziona?
Si riempie l’ampolla inferiore del Syphon con acqua calda, successivamente nell'ampolla di raccoglimento viene inserita la parte superiore del Syphon, che contiene il filtro metallico.
Si accende poi la fiammella sotto l'ampolla, per portare l'acqua ad ebollizione, nel frattempo si macina il caffè. Appena l'acqua bolle, si aggiunge il caffè macinato nella parte superiore del Syphon chiudendo col tappo, per non disperdere il calore; durante il processo, l’acqua in ebollizione si trasferisce nella parte superiore miscelandosi al caffè. Per favorire questo processo si consiglia di mescolare con lo stirrer. 
Al termine della salita dell’acqua nella parte superiore, far continuare l’infusione fino ad avere un tempo di contatto tra acqua e caffè di 1'30". Spegnere la fiammella e lasciare che l’infuso ritorni nell’ampolla di raccoglimento inferiore attraverso il filtro.


Parlando di Espresso...

E' il sistema che sfrutta al meglio la polvere di caffè. Grazie all’estrazione con una forte pressione (percolazione "forzata"), si estraggono in tempi molto brevi (circa 25") le sostanze solubili responsabili del gusto, e quelle insolubili (oli e colloidi) che danno corpo e imprigionano gli aromi. Il risultato è un liquido concentrato, con un gusto intenso e persistente, ricco di aromi e corpo, ricoperto da una crema nocciola.




...e anche l'espresso perfetto ça va sans dire ha le sue regole, che ogni barista che faccia una scelta di assoluta qualità del caffè deve rispettare, ma su cui ahimè la maggior parte sorvola (vi ricordate una famosa puntata della trasmissione Report?).


- Pulire: il filtro va pulito ed asciugato prima di ogni utilizzo
- Omogeneizzare: una volta riempito il filtro con il caffè macinato (16g per 2 espressi, macinato fine), il contenuto va omogeneizzato battendo con la mano di taglio sul bordo esterno del filtro; questo per evitare di avere una sovraestrazione o una sottoestrazione come risultato finale
- Pressare: la polvere di caffè nel filtro va pressata manualmente su una superficie piana applicando una pressione di 15-20 kg.
- Purge: operazione importantissima in cui si aziona la macchina con il filtro sganciato in modo da far uscire una piccola quantità d'acqua che rimuove dalle doccette i residui del caffè precedente e riporta il gruppo in temperatura.
- Pulire ancora: a fine giornata tutto il sistema va completamente pulito per evitare l'irrancidimento dei residui di oli e colloidi del caffè.

Le Chat Gourmand a casa con la sua Nespresso Pixie è facilitato in queste operazioni, grazie al dosaggio delle capsule calibrato alla perfezione, e all'operazione di purge automatico svolta ad ogni avvio della macchina. 

...e finalmente la Degustazione

Ultima tappa del nostro viaggio nel cuore del caffè è la degustazione delle due nuove Limited Edition guidata da Marco Mandato, coffee expert Nespresso.

Per la degustazione si utilizzano dei bicchieri in vetro, per poter apprezzare appieno anche il colore e la consistenza dell'espresso. E si procede in maniera del tutto simile ad una degustazione di vino.

Si parte dal Rwanda con la Limited Edition UMUTIMA.
Il colore è nocciola dalla crema paglierino.
Già al naso si percepisce la freschezza, l'acidità e il sentore agrumato. Il profumo è morbido, fruttato e floreale.
Al gusto si evidenzia il sapore acidulo, non si sente il retrogusto della tostatura ma un delicato bouquet. La tostatura molto leggera è quasi una pre-lavorazione, che caratterizza Umutima non come il classico caffè "da bar" ma quasi una "spremuta" di chicco di caffè.

TANIM de Chiapas appare alla vista di colore più scuro, con una crema più densa e scura, indice di una tostatura più intensa e di maggiore struttura.
L'aroma è di biscotto e pane tostato. Il gusto è più amaro, ma un amaro "mild" e piacevole con sentore di cereale. 


e dulcis in fundo...

...non è finita qui, c'è un'ultima sorpresa, perchè Simone Bonini da Firenze, fondatore di Gelato Carapina, punto di riferimento nel mondo del gelato artigianale,  ha chiuso in dolcezza questo spettacolare viaggio offrendoci assaggi di due gelati ideati per l'occasione con le due Limited Edition.

La mia preferita tra le due nuove limited edition? La delicata Umutima.

Merlino che dici ti è piaciuto questo viaggio?

...purrr ...purrr ...purrr

Merlino...? Ma... dormi?

...purrr

Va bene, ti lascio riposare, anzi vado a prepararmi un buon caffè. 
 Alla prossima!




















lunedì 1 aprile 2013

Le Chat Gourmand e le tradizioni: "La Pastiera Napoletana"

Buongiorno cari amici!

E Buona Pasqua in ritardo!
Cosa avete mang... ehm fatto di bello?
Come vi dicevo, piano piano a casa le cose stanno forse tornando alla normalità.
Nonna Angela e la zia Jole hanno passato la giornata da noi in santa pace.

"Merlino... ancora le bugie?"
"Beh... ecco... non ho potuto resistere alla tentazione di saltare sul tavolo e cercare di mettere le zampe nel piatto... così per movimentare l'ambiente..."

Il menù del pranzo prevedeva:
- antipasto di salumi misti accompagnato dalla mitica conserva di zucchine e cipolle di Tropea fatta dalla mamma.
- insalata russa di nonna Angela
- lasagne alla bolognese della mamma
- spinacino ripieno di nonna Angela
e infine....
l'immancabile Pastiera Napoletana! 
Preparata dalla mamma secondo la ricetta di Daniela, napoletana DOC, e che ho il piacere di raccontarvi.
La tradizione vuole che la Pastiera venga preparata il Giovedì Santo, perchè è un docle che invecchiando migliora ma attenzione NON conservatela in frigo perchè altrimenti si rovinerebbe subito!

La Pastiera Napoletana di Daniela

Tempo di Preparazione: 1h 30'

Tempo di cottura: 1h 15' a 180°

INGREDIENTI (Per 1 "ruoto" di diametro 28cm):
*per il ripieno*
- 300 gr. grano cotto
- 75 gr. latte
- 1 cucchiaio burro
- 450 gr. ricotta (mista, vaccina e pecora)
- 350 gr. zucchero
- 4 uova intere (variante mia: separare tuorli e albumi)
- 1 bustina vanillina
- 1 fiala Millefiori Madma oppure 2 fiale Fior d'Arancio Paneangeli o San Martino
- 1 cucchiaio cubetti cedro candito

*per la pasta frolla*

- 350 gr. farina
- 125 gr. zucchero
- 75 gr. burro
- 2 uova intere
- una grattugiata d'arancia


PREPARAZIONE:

Preparare la pastiera richiede calma e tempo ma non è difficile, con la ricetta di Daniela poi è impossibile sbagliare.
L'importante è organizzarsi bene e ottimizzare i tempi.

Come insegnano i migliori Chef Pâtissier è fondamentale, prima di iniziare qualsiasi preparazione, pesare la ricetta ovvero preparare tutti gli ingredienti necessari nelle dosi precise.

1. In un pentolino unire il grano cotto al latte e al burro, portare ad ebollizione e mescolare finchè non si forma una crema.
Lasciare raffreddare.

2. Nel frattempo preparare la frolla senza lavorare troppo l'impasto, distenderlo e rivestire la teglia (a bordi alti senza cerniera) precedentemente imburrata e infarinata, ricordandosi di tenere da parte una piccola quantità per formare le strisce di decorazione.
MEOW!! AGGIORNAMENTO 2020!! La dose di pasta frolla della ricetta è perfetta per il ruoto da 28cm ma non sufficiente per ricavarne anche le strisce decorative; per risolvere una volta per tutte il problema, la mamma realizza le strisce utilizzando un rotolo di pasta frolla sottile pronta. 
Lasciare riposare in frigo per 30'. 
MEOW!! ATTENZIONE!! Barbatrucco imparato da chef Maurizio Santin: la frolla si può preparare facilmente nel cutter, avendo l'accortezza di utilizzare il burro freddo da frigo (non morbido come per l'impasto a mano). 
Mettere nel cutter metà della farina, lo zucchero, il burro, le uova e la scorza d'arancia. Azionare il cutter, e quando l'impasto inizia a rapprendersi fermare e aggiungere la restante metà farina, questo per abbattere la temperatura delle lame che si scaldano, terminare l'impasto nel cutter e formare "la palla di pasta" a mano.

3. Mentre la frolla riposa in frigo, prepariamo il ripieno.
La ricetta originale prevede l'utilizzo delle uova senza separare tuorlo e albume, ma la mamma ha sperimentato una variante che rende il ripieno più soffice.
Montare le chiare a neve.
In una bastardella montare poi i tuorli con lo zucchero, unire poi la ricotta, la crema di grano cotto ormai fredda, la vanillina, l'aroma fior d'arancio, il cedro e infine gli albumi montati a neve.

Versare il composto semiliquido nella teglia e decorare la pastiera con la restante pasta frolla.
Cuocere in forno già caldo (180°) finchè la pasta non diventa bionda (1h - 1h15' circa).
Far asciugare per circa 1 ora.
Aggiungere zucchero a velo.

Ed ecco il risultato finale:

Pastiera 2012

O meglio quello che dovrebbe essere il risultato finale, ovvero con le decorazioni a strisce tipo crostata come nella Pastiera 2012.
Quest'anno invece, la mamma sbadata si e' dimenticata di mettere a riposare in frigo la pasta messa da parte per la decorazione, con il risultato di non riuscire più a stenderla a striscioline.
Cosa si è inventata allora? La pastiera "alternative" a pois!
...se non è fashion questa...

Pastiera 2013 - "Alternative"

MEOW!! AGGIORNAMENTO 2020!! La mamma si è procurata su Amazon una serie di "ruoti" in alluminio di diverse dimensioni, per una vera pastiera come da tradizione:
A questo link trovate i ruoti da 16cm e 20cm.
Qui trovate i ruoti da 18cm e 22cm.
Infine questo è il link per il ruoto da 28cm.

E... con il "CALCOLAPASTIERA", avete tutti gli strumenti per realizzare, a partire da questa ricetta, pastiere di varie dimensioni!
Buon divertimento e Buona Pasqua a tutti! 

IL "CALCOLAPASTIERA"
Ripieno
Diametro RuotoVolumeRapportoGranoLatteBurroRicottaUovaZucchero
288507130075104504350
2672510,82508
2460950,72107
2250400,61806
2040860,515052
1832320,41204
1624780,3903
Pasta Frolla
Diametro RuotoVolumeRapportoFarinaZuccheroBurroUova
2885071350125752
2672510,8280100602
2460950,724587,552,51+1 tuorlo
2250400,621075451+1 tuorlo
2040860,517562,537,51
1832320,414050301
1624780,310537,522,51 tuorlo

lunedì 25 marzo 2013

Le Chat Gourmand e il Fornetto Ferrari: "Pizza napoletana" - impasto 1

Ovvero: la MDP incontra il Fornetto Ferrari...

Cari amici...
no non ho dimenticato il blog... il fatto è che dall'ultima volta che ho scritto prima di Natale, qui in famiglia ne sono capitate di tutti i colori e i miei amici a 2 zampe erano seriamente preoccupati.
Ora pare che piano piano le cose si stiano mettendo sulla strada giusta.
Nonna Luciana che era in ospedale è stata dimessa, e la zia Jole ultraottuagenaria che dopo Capodanno si è rotta la rotula probabilmente tornerà a casa dopo Pasqua.
Un cauto ottimismo quindi anche per la mamma, che ha ripreso i suoi esperimenti con le caccavelle da cucina.

E a proposito di caccavelle oggi voglio parlarvi dell'ultima arrivata in casa: Il Fornetto Ferrari Delizia.
Bello. Ma che cos'è?

E' un forno elettrico con pietra refrattaria specifico per la cottura della pizza.
Il vantaggio rispetto al forno tradizionale è che raggiunge temperature molto elevate, paragonabili a quelle dei forni a legna, e permette di sfornare pizze in pochi minuti, proprio come in pizzeria.

...e potevamo mai farci mancare questa meraviglia?

Dopo i primi esperimenti tra un impasto difficile da stendere e uno che faceva i buchi, e dopo una prima fase di tuning sulle modalità di preriscaldamento, la mamma ieri finalmente è arrivata ad una prima combinazione di impasto e cottura che ha portato ad una pizza "presentabile".

E a proposito di pasta, ecco qui che entra in gioco un'altra meravigliosa diavoleria di cui vi parlerò in dettaglio un'altra volta, ovvero la Macchina Del Pane (MDP), validissimo aiuto nelle fasi di impasto e lievitazione.
...eh sì perche' a noi Aristogatti non piace sporcarci le zampe!


Pizza Napoletana (MDP + Fornetto Ferrari) - Versione 1

Tempo di Preparazione Impasto: 10' + tempo fase di impasto MDP (nel mio caso 30') + 2 ore lievitazione

Tempo di Cottura: 5' preriscaldamento del Fornetto alla massima temperatura (3) + 5' circa a pizza

INGREDIENTI (per 2 pizze):
- 135g acqua appena tiepida
- 10g lievito di birra fresco (circa 1/2 cubetto)
- 2 cucchiai olio E.V.O.
- 5g zucchero
- 200g farina Manitoba (o farina specifica per pizze)
- 50g semola rimacinata di grano duro
- 5g sale

PREPARAZIONE IMPASTO:
Mettere tutti gli ingredienti nell'ordine elencato (importante, il sale non deve entrare a contatto diretto con il lievito altrimenti ne compromette l'azione) nel cestello della MDP.
Attivare il programma "Solo Impasto" e far lievitare 2 ore a partire dalla fine dell'ultimo impasto.
MEOW! ATTENZIONE! Il programma ha durata variabile a seconda del tipo di MDP;  io ad esempio ho una Moulinex Home Bread e il programma dura 1h 30' (di cui 5' impasto, 5' riposo, 20' impasto, 1h lievitazione). Detto questo, fate i vostri conti e regolatevi di conseguenza.

Nel frattempo, preparate gli ingredienti che vi serviranno per la farcitura, in particolare:
- la mozzarella che è bene tagliare a pezzetti e mettere in un colapasta per un paio d'ore per far sì che perda buona parte del liquido che altererebbe la cottura della pizza
- la salsa di pomodoro, anch'essa non troppo liquida
- tutti gli altri ingredienti sott'olio ben scolati
Per gli altri ingredienti... beh scatenate la fantasia! Personalmente vado sul classico ovvero pomodoro, mozzarella fiordilatte, acciughe del Mar Cantabrico, capperi e origano dei Monti Iblei.
L'importante è che al momento della stesura e farcitura della pizza abbiate tutto pronto a portata di mano in modo da velocizzare al massimo la procedura.

Terminata la fase di lievitazione... se avete fatto bene i conti dovrebbe essere ora di apparecchiare la tavola.
E' il momento di passare all'azione.

Dividete l'impasto a metà in 2 palline e iniziate ad accendere il Fornetto Ferrari alla massima temperatura.
La fase di preriscaldamento ideale è di circa 5', giusto il tempo di stendere la prima pizza e farcirla.
MEOW! ATTENZIONE! La fase di stesura e formatura è la piu' delicata... e merita un post ad hoc che pubblicherò a tempo debito... perchè al momento la mamma è ancora un po' impacciata e pasticciona ma sta migliorando con la pratica...

Per un buon risultato con questo impasto non stendete la pasta troppo sottile, per non rischiare di farci dei buchi, e ricordatevi di utilizzare sempre le due palettine di legno in dotazione, leggermente infarinate, che servono per trasportare la pizza cruda e depositarla sulla pietra.

Farcite a piacere ricordandovi di aggiungere eventualmente solo a cottura ultimata un filo di olio a crudo (opzionale), infornate e... voilà! Se avete fatto le cose per bene avrete in 5' una pizza fragrante, bollente e con un bellissimo cornicione alveolato proprio come questa...


Buon Appetito!