Eccomi di nuovo amici, come state?
Vi state ancora riprendendo dagli stravizi del primo round delle feste?
Oggi parto con una curiosità.
Vi è mai capitato di avere una ricetta che vi frulla in testa da una vita e non sapete perché?
Quella ricetta che fin da cuccioli vi ispirava così tanto...
Bene, per la mia mamma a due zampe questa ricetta che evocava fascino mistero e fantasia c'è: l'anatra all'arancia.
Non vi so spiegare il perché, dovrei chiederlo a lei, pensate una volta mi ha raccontato che a scuola un giorno aveva raccontato alla maestra che il suo piatto preferito era "l'anatra all'arancia".
Immaginatevi un po' lo stupore di nonna Angela (...mai cucinata l'anatra in vita sua...) quando al colloquio ha ricevuto i complimenti dalla maestra per aver preparato un piatto così ricercato e gustoso.
Ma tant'è.
Eccola quindi la ricetta, che ho preparato per il pranzo di Natale...
"...Merlino..."
...che la mamma ha preparato con il mio aiuto... e con l'aiuto della mia caccavella preferita.
"Anatra all'arancia con cipolle caramellate" - nella Slow Cooker
Tipo di Portata: Secondo Piatto
Tempo di preparazione: 20'
Tempo di cottura: 5-6 ore su LOW (MEDIUM per le Slow Cooker Morphy-Richards)- 2-3 ore su HIGH
INGREDIENTI (per 6 porzioni):
- 6 cosce intere di anatra (io ho scelto l'anatra di Barbarie, o anatra muta, di Canevari & Zucca)
- 2 grosse cipolle, sbucciate e tagliate a fette sottili
- 4 spicchi d'aglio, schiacciati, pelati e affettati (opzionale, se piace... io non l'ho messo)
- 2 cucchiai di zucchero
- ½ cup (125 ml) marmellata di arance
- ¼ cup (60 ml) succo d'arancia
- 1 cup (250 ml) brodo di pollo
- 2 cucchiai di timo fresco tritato (1 cucchiaio timo essicato)
- 2 arance
PREPARAZIONE:
Nota: Per la cottura delle 6 cosce ho utilizzato entrambe le mie slow cooker, ovvero la "grande" da 6,5 lt. (4,5 lt. reali)e la "piccolina" da 3,5 lt. (2,5 lt. reali) in cui ho sistemato rispettivamente 4 e 2 cosce suddividendo in 2/3 e 1/3 le cipolle e il brodo per la cottura.
Accendere la SC su LOW mentre si preparano gli ingredienti.
Scaldare un filo d'olio in una padella inaderente, e quando è ben calda mettervi le cosce, con la pelle in basso, e farle rosolare fino a doratura, girarle una volta e rosolare per 2' - 3' dall'altro lato.
Salare, pepare e trasferirle nella SC pre-riscaldata.
Eliminare la maggior parte del grasso dalla padella, tenendone 3 cucchiai. Aggiungere le cipolle e fare cuocere coperte a fuoco basso per 12-15 minuti, fino a quando le cipolle saranno appassite. Mescolare regolarmente ed eventualmente aggiungere un goccio d'acqua per evitare che le cipolle brucino.
Aggiungere lo zucchero e nonappena sarà sciolto versare le cipolle nella SC.
Mescolare la marmellata, il succo d'arancia, il brodo di pollo e il timo.
Versare sopra l'anatra e coprire con il coperchio. Cuocere su LOW (MEDIUM per le Slow Cooker Morphy-Richards) per 5-6 ore o su HIGH per 2-3 ore, senza sollevare il coperchio.
Servire l'anatra guarnita con zest di arancia e spicchi di arancia pelati a vivo.
Tanto per cambiare, la mamma si è dimenticata di scattare subito le foto... per fortuna che ci ho pensato io a nascondere una coscia e ad allestire un piatto di emergenza... perdonate l'impiattamento da mappazzone...
martedì 29 dicembre 2015
mercoledì 18 novembre 2015
Le Chat Gourmand e la Rice Cooker: "Risotto Berberé"
T'ena yehabeley.
Tipo di portata: Primo piatto
Le istruzioni che seguono sono riferite ai modelli di Rice Cooker del tipo "set-and-serve", come questa, che usa la mia mamma a 2 zampe.
Inserite la spina della Rice Cooker (funzione "warm") e preparate il soffritto mettendo nel recipiente una noce di burro, un cucchiaio di olio EVO e lo scalogno, la carota e il sedano tritati finemente.
Passate alla funzione "cook", coprite e fate appassire le verdure per qualche minuto.
Aggiungete i peperoni tagliati a cubetti, e fate rosolare ancora qualche minuto.
Aggiungete il riso, fate tostare e sfumate con il vino bianco; aggiungete il brodo bollente, coprite e lasciate cuocere.
Nel frattempo tagliate il pollo a cubetti e infarinateli; in una padella inaderente fate scaldare 1 cucchiaino di olio EVO, quando è ben caldo rosolatevi il pollo, salate e aggiungete un pizzico di Berberé (io ne ho messo circa di 1/4 di cucchiaino o anche meno... e vi assicuro che è più che sufficiente).
Sfumate con del vino bianco, abbassate la fiamma e coprite, per formare un sughetto.
Un paio di minuti prima del tempo di cottura del riso passate alla funzione "warm" e unite il pollo con il suo intingolo; mantecate con 1 cucchiaio di burro di arachidi e lasciate riposare per qualche minuto.
Ed ecco il risultato. Decisamente saporito appetitoso e... "spicy"!
Buonappetito!
Possa tu essere in buona salute.
Con questo saluto, un saluto che è anche un augurio in tigrino, lingua parlata in alcune zone dell'Etiopia ed Eritrea, apro il post di oggi con ancora negli occhi le immagini degli attentati di Parigi.
Le Chat Gourmand di politica internazionale non se ne intende, ma è convinto che una buona ciotola di pappa... ehm... che la buona cucina metta d'accordo tutti e sia una delle più belle (e buone) forme di integrazione che possano esistere.
Ho scelto questo saluto per accompagnarvi in queste terre lontane ma storicamente vicine all'Italia, e alle quali ho voluto dedicare una ricetta, una sorta di "gemellaggio" Italia-Etiopia, che coniughi il "kilometro zero" ai sapori del mondo unendo uno dei piatti più tipici della cucina italiana, il risotto, con la spezia che caratterizza i piatti tipici Etiopi ed Eritrei: il Berberé appunto.
E' un mix di spezie piccante utilizzato negli stufati di carne o pollo come lo Zighinì in Eritrea o il Doro Wat in Etiopia.
E' un mix di spezie piccante utilizzato negli stufati di carne o pollo come lo Zighinì in Eritrea o il Doro Wat in Etiopia.
Come sempre nostra alleata nella preparazione sarà la Rice Cooker.
"Risotto Berberé" - nella Rice Cooker
Tipo di portata: Primo piatto
Tempo di preparazione: 20'
Tempo di cottura: 20' circa (Tempo di cottura del riso + breve riposo dopo la mantecatura)
INGREDIENTI (per 2 Porzioni):
- 1 cup (250 ml circa) riso Carnaroli (questa volta ho scelto il kilometro zero del Consorzio DAM)
- 2 cups e 1/4 brodo di pollo
- 20 g scalogno
- 20 g carota
- 20 g sedano
- 50 g peperone verde
- 50 g peperone giallo
- 100 g petto di pollo
- burro
- olio EVO
- 1 cucchiaio di burro di arachidi per mantecare
- Berberé q.b. (io ho usato questo di Seasoned Pioneers, che è davvero piccante 


, andateci cauti ed assaggiate, siete sempre in tempo ad aggiungere)
PREPARAZIONE:
Inserite la spina della Rice Cooker (funzione "warm") e preparate il soffritto mettendo nel recipiente una noce di burro, un cucchiaio di olio EVO e lo scalogno, la carota e il sedano tritati finemente.
Passate alla funzione "cook", coprite e fate appassire le verdure per qualche minuto.
Aggiungete i peperoni tagliati a cubetti, e fate rosolare ancora qualche minuto.
Aggiungete il riso, fate tostare e sfumate con il vino bianco; aggiungete il brodo bollente, coprite e lasciate cuocere.
Nel frattempo tagliate il pollo a cubetti e infarinateli; in una padella inaderente fate scaldare 1 cucchiaino di olio EVO, quando è ben caldo rosolatevi il pollo, salate e aggiungete un pizzico di Berberé (io ne ho messo circa di 1/4 di cucchiaino o anche meno... e vi assicuro che è più che sufficiente).
Sfumate con del vino bianco, abbassate la fiamma e coprite, per formare un sughetto.
Un paio di minuti prima del tempo di cottura del riso passate alla funzione "warm" e unite il pollo con il suo intingolo; mantecate con 1 cucchiaio di burro di arachidi e lasciate riposare per qualche minuto.
Ed ecco il risultato. Decisamente saporito appetitoso e... "spicy"!
Buonappetito!
martedì 3 novembre 2015
Expo 2015 - Il giro d'Italia in 5 caffè
La nostalgia è ancora tanta ma la mamma ormai ha ripreso a condurre una vita "normale", ma come promesso mi dedica sempre un po' di tempo per raccontarmi qualche storia dal mondo.
Ancora una volta partiamo dalla fine, ovvero dall'ultima settimana, degli ultimi giorni di Expo sempre ricchi di eventi e di show-cooking.
Per oggi rimaniamo in Italia, con le idee e le ricette dei barman ospiti la scorsa settimana del Padiglione Alitalia-Etihad, per lo show-cooking firmato Lavazza.
Il Giro d'Italia in 5 Caffè, da Nord a Sud con Lavazza
Torino - Bavarèisa Torinese
E' la versione settecentesca del famoso "Bicerin", la bevanda preferita di Camillo Benso Conte di Cavour, Pablo Picasso, Alexandre Dumas (padre), Ernest Hemingway (che lo inserì fra le cento cose del mondo che avrebbe salvato) e Umberto Eco (Il cimitero di Praga).La base è la cioccolata fondente calda sul fondo del bicchiere, si aggiunge poi l'espresso ed infine come top un velo di crema di latte leggermente shakerata, che deve galleggiare in superficie.
Ingredienti:
1 espresso lungo (50 ml) - il barman consiglia: Lavazza A Modo Mio Passionale
50 ml cioccolata calda
50 ml panna liquida
Padova - Caffè alla Padovana
In questo caso la base è il classico espresso, guarnito con una crema di latte fredda aromatizzata con sciroppo alla menta e una spolverata di cacao amaro in polvereIngredienti
1 espresso - il barman consiglia: Lavazza A Modo Mio Delizioso
20 ml latte
70 ml panna liquida
30 ml sciroppo di menta
cacao
Per preparare la crema di latte, il barman durante lo show cooking ha utilizzato il sifone in cui ha introdotto latte, panna e sciroppo di menta; in mancanza del sifone è possibile ottenere lo stesso risultato montando gli ingredienti con le fruste elettriche in una bastardella.
Napoli - Caffè alla Napoletana
Questa ricetta è un omaggio alle pregiate nocciole di Giffoni; la base è di nuovo in questo caso l'espresso che viene completato da una crema di latte alle nocciole.Ingredienti
1 espresso - il barman consiglia: Lavazza A ModoMio Dek Cremoso
Per la crema di nocciola:
150 ml panna
100 gr topping alla nocciola
Anche in questo caso il barman ha utilizzato il sifone per preparare la crema di nocciola, ma non è indispensabile.
Reggio Calabria - Caffè alla Calabrese
Una ricetta dal sapore forte e deciso che valorizza la liquirizia, la cui coltura è diffusa nel sud Italia, e in particolare in Calabria viene lavorata nei "conci".Ingredienti
1 espresso - il barman consiglia l'utilizzo di una miscela 100% arabica
pastiglie di liquirizia
4 cucchiaini di brandy
Pestare nel mortaio la liquirizia fino a ridurla in polvere, e metterne 1 cucchiaino sul fondo del bicchiere, aggiungere il brandy e l'espresso; decorare con di nuovo un pizzico di liquirizia in polvere.
Lecce - Caffè alla Salentina
Una ricetta fredda e dissetante per smorzare la calura estiva, ammorbidita dal latte di mandorle.Ingredienti
50 ml caffè (moka o espresso) - il barman consiglia l'utilizzo di una miscela 80% arabica e 20% robusta
300 ml acqua
100 gr sciroppo di latte di mandorla
In un tumbler con ghiaccio aggiungere il caffè zuccherato e il latte di mandorle.
Ecco le 5 ricette!
Il prossimo appuntamento sarà ancora dedicato ad uno show-cooking, che ci porterà ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi con chef Faisal e la sua cucina fusion.
Alla prossima!
domenica 1 novembre 2015
#ciaoExpo
Ebbene sì, è arrivato anche questo momento.
Expo ha chiuso ufficialmente i battenti ieri a mezzanotte.
Per la mia mamma a due zampe oggi è la giornata della nostalgia, del pensiero che va a tutte le emozioni di questi 6 mesi e più di 40 ingressi, alle cose nuove imparate, alle nuove amicizie nate e al segno che Expo sicuramente ha lasciato e avrà seguito nei comportamenti di tutti i giorni.
Per citare i Modena City Ramblers, che tanto piacciono alla mamma, "...è in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta..."
Da domani si torna alla normalità.
Per modo di dire, perchè da domani la mamma metterà poco a poco nero su bianco i suoi racconti, e io come al solito le darò una zampa quando serve.
Appuntamento a domani con il primo Exporacconto, "Il giro d'Italia in 5 caffè".
#ciaoExpo
Expo ha chiuso ufficialmente i battenti ieri a mezzanotte.
Per la mia mamma a due zampe oggi è la giornata della nostalgia, del pensiero che va a tutte le emozioni di questi 6 mesi e più di 40 ingressi, alle cose nuove imparate, alle nuove amicizie nate e al segno che Expo sicuramente ha lasciato e avrà seguito nei comportamenti di tutti i giorni.
Per citare i Modena City Ramblers, che tanto piacciono alla mamma, "...è in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta..."
Da domani si torna alla normalità.
Per modo di dire, perchè da domani la mamma metterà poco a poco nero su bianco i suoi racconti, e io come al solito le darò una zampa quando serve.
Appuntamento a domani con il primo Exporacconto, "Il giro d'Italia in 5 caffè".
#ciaoExpo
martedì 20 ottobre 2015
Le Chat Gourmand a Identità Expo - Le Pàche al pre di Carlo Cracco
Ecco lo sapevo.
Chef Cracco. Ancora lui.
...ma cosa ci troverà di così speciale la mamma...
Cosa diavolo ha che io non ho... Maaaooo!
"Merlino cosa stai brontolando...?"
Mao.
Niente... Mao. Pffftt!
"Merlino... ma non sarai mica geloso! Lo sai che per me esiste uno ed un solo Chef... Le Chat Gourmand... ma non potevo perdere l'occasione di vedere Chef Cracco all'opera dal vivo in uno show cooking!
Dai vieni qui vicino sul divano... che ti racconto come è andata."
Va bene mamma... ma solo se poi mi lasci mettere le zampe nella biscottiera...
Chef Cracco, Identità di Pasta e le Pàche al pre
"Ebbene sì, di nuovo Chef Cracco, il più fotogenico, il più televisivo, il fascino di Masterchef e il diavolo di Hell's Kitchen, ospite la scorsa settimana di Identità Expo con il suo menù stellato, e protagonista dell'appuntamento settimanale "Identità di Pasta", voluto da Expo in collaborazione con il Pastificio Felicetti per valorizzare grazie a showcooking offerti da chef sia celebri che emergenti il prodotto che per eccellenza rappresenta nel mondo la tipicità tricolore."
...poteva mai Le Chat Gourmand lasciarsi sfuggire un'occasione così ghiotta?
eheh... in realtà la mail di prenotazione per la mamma l'ho mandata io...
"Ah davvero Merlino...?
Ma torniamo a noi. Chef Cracco si presenta al pubblico con la sua consueta affabilità e il sorriso sornione che lo contraddistingue.
Prima di presentare la sua ricetta lo Chef ci parla di alcuni suoi progetti.
Progetti in corso, come il "fuori Expo" dell'Ambasciata del Gusto ideato dall'Associazione Maestro Martino all'interno dell' ex Convento dell'Annunciata di Abbiategrasso, con il recupero di un antico chiostro del '400 e di una chiesa sconsacrata.
E progetti in divenire come il recupero della ex stazione di servizio Agip in Piazzale Accursio a Milano, una struttura degi anni '50, simbolo del boom economico ed esempio di architettura Streamline Moderno con le sue forme arrotondate e che richiamano quelle di una nave. E' proprio di questi giorni la notizia che lo storico edificio è stato rilevato da Garage Italia Customs, azienda di Lapo Elkann che ne farà un luogo di eccellenza e punto di riferimento per il "bello" e il "buono" del made il Italy.
La linea è pronta sul piano cucina, l'acqua bolle, è ora di buttare la pasta!
E che pasta!
...perchè ridendo e scherzando... (Chef Cracco era particolarmente in vena di battute) quando il piatto riesce bene è merito dello Chef, quando va male è colpa del pastaio!
Il formato scelto per la ricetta sono le Pàche Monograno Matt Felicetti, versione trentina e di dimensione più contenuta del classico Pacchero, circa 3/4 quindi più comoda da mangiare e adatta da presentare in un ristorante.
Gli ingredienti rispecchiano in pieno il tema di Expo, ovvero utilizzo di materie prime semplici ma di qualità, recupero degli avanzi e alimentazione sana con pochi grassi.
Vediamoli.
- la cipolla, che viene lavorata con un procedimento non complicato ma un po' lungo. Viene cotta in forno intera con la buccia su un letto di sale, a 140° per 3-4 ore, dopodichè viene lasciata a sgocciolare per circa 1 ora in un colino fino ad ottenere una sorta di "melassa" concentrata e dolce. Eliminata poi la buccia, la cipolla viene sfogliata in petali che vengono pressati, stesi su carta forno e di nuovo infornati a 140° fino ad ottenere delle sfoglie croccanti.
- il prezzemolo, che viene bollito in acqua salata, scolato e messo a raffreddare con ghiaccio in modo da mantenerne il colore e infine frullato per ottenerne un succo.
- la lingua bollita, ovvero il gourmet degli avanzi, che sarà sufficiente tagliare a striscioline e scaldare in poca acqua e un filo d'olio appena prima dell'impiattamento finale.
- il "caviale" di lumaca, ovvero le uova di lumaca, perle bianche dal sapore delicato e terroso. Preziose, perchè una lumaca depone le uova una sola volta all'anno.
La pasta viene scolata al dente, mantecata in padella con abbondante succo di prezzemolo, senza aggiungere alcun grasso e impiattata guarnendola con la julienne di lingua, la sfoglia di cipolla croccante, le uova di lumaca e un filo di melassa di cipolla.
L'impiattamento è un momento topico, tanti i piatti da preparare, diverse le componenti da curare, e a dare manforte allo chef oltre alla brigata di cucina entra in azione anche Riccardo Felicetti.
Il pubblico in sala rifà il verso allo Chef.
E lui sta al gioco.
VELOOOCIIII!!!
Un piatto che sicuramente appaga la vista e introduce all'autunno.
E venendo all'assaggio che dire...
Premessa la mia idiosincrasia per il prezzemolo (o lo ami o lo odi, e io lo odio, ecco l'ho detto. Ne metto pochissimo anche nelle più classiche delle polpette) no, non mi ha entusiasmata.
Indiscutibile la qualità della pasta, la tenerezza della lingua bollita, e l'originalità dei sapori degli ingredienti presi singolarmente, ma che uniti, in particolare le uova di lumaca, risultano un po' coperti dalla clorofilla del prezzemolo.
Esperienza comunque da non perdere per capire come anche partendo da ingredienti semplici ma di alta qualità, e lavorandoli in maniera originale un grande Chef riesca ad ottenere delle vere e proprie creazioni."
Chef Cracco. Ancora lui.
...ma cosa ci troverà di così speciale la mamma...
Cosa diavolo ha che io non ho... Maaaooo!
"Merlino cosa stai brontolando...?"
Mao.
Niente... Mao. Pffftt!
"Merlino... ma non sarai mica geloso! Lo sai che per me esiste uno ed un solo Chef... Le Chat Gourmand... ma non potevo perdere l'occasione di vedere Chef Cracco all'opera dal vivo in uno show cooking!
Dai vieni qui vicino sul divano... che ti racconto come è andata."
Va bene mamma... ma solo se poi mi lasci mettere le zampe nella biscottiera...
Chef Cracco, Identità di Pasta e le Pàche al pre
"Ebbene sì, di nuovo Chef Cracco, il più fotogenico, il più televisivo, il fascino di Masterchef e il diavolo di Hell's Kitchen, ospite la scorsa settimana di Identità Expo con il suo menù stellato, e protagonista dell'appuntamento settimanale "Identità di Pasta", voluto da Expo in collaborazione con il Pastificio Felicetti per valorizzare grazie a showcooking offerti da chef sia celebri che emergenti il prodotto che per eccellenza rappresenta nel mondo la tipicità tricolore."
...poteva mai Le Chat Gourmand lasciarsi sfuggire un'occasione così ghiotta?
eheh... in realtà la mail di prenotazione per la mamma l'ho mandata io...
"Ah davvero Merlino...?
Ma torniamo a noi. Chef Cracco si presenta al pubblico con la sua consueta affabilità e il sorriso sornione che lo contraddistingue.
Prima di presentare la sua ricetta lo Chef ci parla di alcuni suoi progetti.
Progetti in corso, come il "fuori Expo" dell'Ambasciata del Gusto ideato dall'Associazione Maestro Martino all'interno dell' ex Convento dell'Annunciata di Abbiategrasso, con il recupero di un antico chiostro del '400 e di una chiesa sconsacrata.
E progetti in divenire come il recupero della ex stazione di servizio Agip in Piazzale Accursio a Milano, una struttura degi anni '50, simbolo del boom economico ed esempio di architettura Streamline Moderno con le sue forme arrotondate e che richiamano quelle di una nave. E' proprio di questi giorni la notizia che lo storico edificio è stato rilevato da Garage Italia Customs, azienda di Lapo Elkann che ne farà un luogo di eccellenza e punto di riferimento per il "bello" e il "buono" del made il Italy.
La linea è pronta sul piano cucina, l'acqua bolle, è ora di buttare la pasta!
E che pasta!
...perchè ridendo e scherzando... (Chef Cracco era particolarmente in vena di battute) quando il piatto riesce bene è merito dello Chef, quando va male è colpa del pastaio!
Il formato scelto per la ricetta sono le Pàche Monograno Matt Felicetti, versione trentina e di dimensione più contenuta del classico Pacchero, circa 3/4 quindi più comoda da mangiare e adatta da presentare in un ristorante.
Gli ingredienti rispecchiano in pieno il tema di Expo, ovvero utilizzo di materie prime semplici ma di qualità, recupero degli avanzi e alimentazione sana con pochi grassi.
Vediamoli.
- la cipolla, che viene lavorata con un procedimento non complicato ma un po' lungo. Viene cotta in forno intera con la buccia su un letto di sale, a 140° per 3-4 ore, dopodichè viene lasciata a sgocciolare per circa 1 ora in un colino fino ad ottenere una sorta di "melassa" concentrata e dolce. Eliminata poi la buccia, la cipolla viene sfogliata in petali che vengono pressati, stesi su carta forno e di nuovo infornati a 140° fino ad ottenere delle sfoglie croccanti.
- il prezzemolo, che viene bollito in acqua salata, scolato e messo a raffreddare con ghiaccio in modo da mantenerne il colore e infine frullato per ottenerne un succo.
- la lingua bollita, ovvero il gourmet degli avanzi, che sarà sufficiente tagliare a striscioline e scaldare in poca acqua e un filo d'olio appena prima dell'impiattamento finale.
- il "caviale" di lumaca, ovvero le uova di lumaca, perle bianche dal sapore delicato e terroso. Preziose, perchè una lumaca depone le uova una sola volta all'anno.
L'impiattamento è un momento topico, tanti i piatti da preparare, diverse le componenti da curare, e a dare manforte allo chef oltre alla brigata di cucina entra in azione anche Riccardo Felicetti.
Il pubblico in sala rifà il verso allo Chef.
E lui sta al gioco.
VELOOOCIIII!!!
E venendo all'assaggio che dire...
Premessa la mia idiosincrasia per il prezzemolo (o lo ami o lo odi, e io lo odio, ecco l'ho detto. Ne metto pochissimo anche nelle più classiche delle polpette) no, non mi ha entusiasmata.
Indiscutibile la qualità della pasta, la tenerezza della lingua bollita, e l'originalità dei sapori degli ingredienti presi singolarmente, ma che uniti, in particolare le uova di lumaca, risultano un po' coperti dalla clorofilla del prezzemolo.
Esperienza comunque da non perdere per capire come anche partendo da ingredienti semplici ma di alta qualità, e lavorandoli in maniera originale un grande Chef riesca ad ottenere delle vere e proprie creazioni."
mercoledì 7 ottobre 2015
Le Chat Gourmand a Expo 2015 - Nella mia fine è il mio principio
Rieccomi cari amici, passata l'estate, passato il caldo, passate le vacanze in montagna... e passate le lunghe giornate in cui la nostra mamma a due zampe partiva al mattino di buon'ora zaino in spalla sfidando il caldo torrido e ci lasciava tranquilli a casa nel clima-comfort del Pinguino.
Tornava la sera, per cena o spesso e volentieri anche molto più tardi, con la faccia stravolta, ma con negli occhi una luce tutta particolare, come se avesse fatto un giro intorno al mondo, e ci raccontava storie strane di paesi lontani, dove dissalano l'acqua del mare, mangiano il coccodrillo, o raccolgono la nebbia per farne acqua, altri invece in cui studiano dei sistemi per risparmiare energia, o per salvaguardare antiche specie di piante o frutti...
E a me Chat Gourmand raccontava di ricette golosissime, dalla Turchia, dall'Afghanistan, e dall'Eritrea... che cercherà di riprodurre anche a casa ovviamente con il mio zampino...
No amici la mamma non è impazzita tutta d'un colpo, ha semplicemente passato le ferie in Expo!
...adesso però mamma ci spieghi bene cosa hai visto?
"Giusto Merlino, hai ragione.
Che dire, è stato da subito un turbinio di colori, profumi sapori ed emozioni, una cosa che se non sei preparato ti dà alla testa, e nel mio caso direi da dipendenza.
E... sì da circa metà maggio alla fine di Luglio posso dire di aver fatto il "pieno" di Expo, che conosco ormai come le mie tasche. Poi ho staccato un po' la spina, perchè ne avevo bisogno, per far sì che tutto fosse metabolizzato.
E adesso che ho riordinato le idee posso raccontarvi (a rate, tranquilli... non vi sequestro per 7 ore di coda come al padiglione Giappone) la mia Expo.
Iniziando dal fondo, dalla fine, da cosa rimarrà "dopo".
Ovvero da una conferenza a cui ho partecipato ieri al Politecnico di Milano, e che offre sia agli expottimisti che agli exposcettici diversi spunti di riflessione".
Mettetevi comodi...
Expo: Quale legacy per il futuro di Milano
"La sede: una delle location più prestigiose e storiche della città - il Politecnico di Milano
I relatori: 2 personalità autorevoli quali il commissario unico di Expo Giuseppe Sala e l'assessore all'urbanistica del Comune di Milano Alessandro Balducci, introdotti dal rettore del politecnico Giovanni Azzone e coordinati da un moderatore d'eccezione, il vicedirettore del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi.
Questi gli ingredienti di un incontro che ha fatto il tutto esaurito lunedì 5 Ottobre scorso nell'aula De Donato di piazza Leonardo da Vinci.
A meno di un mese dalla chiusura dell'esposizione universale, è tempo di tirare le somme di un evento sul quale è stato detto tutto e il contrario di tutto.
I fatti parlano chiaro e ci dicono che Expo è un successo, la dimostrazione che Milano ha tutti i numeri per giocare un ruolo fondamentale per il futuro del Paese, la dimostrazione che l'Italia, quando alla base c'è la consapevolezza di un orgoglio da riscoprire, è capace di dare il meglio di sè e di gestire grandi eventi.
Expo ha alzato la tensione e generato grande entusiasmo, l'importante ora è far sì che la tensione non cali, che tutto questo non sia un punto di arrivo ma un punto di partenza. E dobbiamo essere rapidi, perchè il resto del mondo va più veloce.
Come già diceva anche lo chef Carlo Cracco più di un anno fa in occasione di una conferenza a RistorExpo (vi ricordate? Ne avevamo parlato QUI).
Expo è entusiasmo, ordine, organizzazione, ma è davvero questa l'Italia? ...o finirà tutto con il 31 di Ottobre?
A questo interrogativo risponde Beppe Sala, che dichiara: «Expo funziona, innanzitutto perchè vi si percepisce dovunque l'Italian Style, nell'attenzione ai particolari, al design, alla sistemazione delle luci e delle piante, fino alla maestria degli artigiani evidente nel Padiglione Zero. Funziona perchè in uno spazio di pochi metri quadrati c'è tutto il mondo. E funziona perchè le "operations" funzionano; logistica, sicurezza e pulizia sono ai massimi livelli. E questo la gente lo percepisce, sta in coda e percepisce questo sforzo. E anche lo stare in coda ai padiglioni in questo modo diventa parte dell'esperienza stessa, del dire "Io c'ero".
Funziona grazie alla comunicazione, alla rete, al passaparola.
A questo punto non possiamo più crogiolarci nel concetto che il nostro Paese è il più bello del mondo perchè la bellezza disorganizzata non è più bellezza.
Dobbiamo fare qualcosa che abbia senso e che funzioni, e comunicarlo bene fidandoci di più del giudizio della gente, con la consapevolezza che si può fare, se alla base c'è una collaborazione collettiva»
Il timore ora è cosa succederà nei prossimi mesi? Rimarrà una cattedrale nel deserto come a Siviglia o ad Hannover?
Ci rassicura a questo proposito l'assessore Balducci: «Resteranno sicuramente Palazzo Italia, Cascina Triulza e stiamo considerando la possibilità di mantenere anche Padiglione Zero, dato che per come è stato progettato può durare qualche anno e non richiederebbe interventi immediati.
Ad oggi esiste solo una proposta, non ancora un progetto, di trasferire l'Università Statale, le facoltà che si trovano a Città Studi, insieme al progetto di Assolombarda di realizzare un parco tecnologico.
Il punto è stabilire un'intesa politica tra i tre soggetti interessati: Comune di Milano, Regione Lombardia e Governo Italiano.
Inizialmente (si parla di Novembre 2014) si pensava di gestire il post-Expo come un'operazione di pianificazione tradizionale senza prima costruire l'accordo con gli attori dell'operazione che avrebbero potuto intervenire, con un piano regolatore tradizionale in attesa di un potenziale acquirente che risolvesse il problema della riqualificazione dell'area.
La criticità del mercato immobiliare ha portato poi ad un bando di gara molto complesso, aperto in contemporanea con altre offerte quali Porta Vittoria, Santa Giulia e CityLife, e che di fatto è andato deserto.
Senza contare che il sito di expo non esisteva ancora, era un non-luogo, non ancora nella mappa della popolazione di Milano.
Alla luce del fallimento della gara l'allora assessore all'urbanistica ha chiesto a Politecnico e Università Statale di scendere in campo, ma nel frattempo il tutto è slittato a settembre 2015.
E nel frattempo la situazione è cambiata totalmente, ha definito il sito di Expo come una grande piazza metropolitana (grazie anche all'apertura serale), come la darsena e il parco nord.
Da qui viene l'idea del rettore della Statale di spostare in questa piazza metropolitana il polo universitario, considerando anche che le grandi trasformazioni urbanistiche degli ultimi 20 anni sono legate all'università vedi Bovisa, Barona, Bicocca...
C'è sicuramente un interesse al progetto da parte del governo centrale (Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Martina e il Premier Renzi) e stiamo aspettando da un giorno all'altro che il governo convochi il tavolo su cui ha espresso il proprio consenso in modo da trasferire su un nuovo progetto la spinta e l'energia che Expo ha dato.»
Quello dei numeri è stato un incubo. Dalla decisione di non diffondere subito i dati sugli ingressi, alla scelta di introdurre l'ingersso serale che avrebbe secondo molti svuotato la città, scelte che hanno portato a critiche e delle quali ci parla Beppe Sala:«Ci ho messo la faccia per proteggere il mio team di lavoro e di proposito non ho dato subito i numeri degli ingressi.
Era tutto previsto, anche le affluenze di questo ultimo periodo. In tutte le esposizioni gli ultimi 2 mesi fanno il 40%-45% degli ingressi.
Lo confesso, quando ho pensato a quali tipologie di biglietti vendere, ho pensato a quando si va a sciare: abbiamo il giornaliero, il biglietto di più giorni, lo stagionale...
Bene, abbiamo venduto più di 60.000 season pass.
L'apertura serale? La "movida" di Expo? In realtà è la movida delle carrozzine e dei passeggini, un sacco di mamme. Pensando all'apertura serale abbiamo pensato che se la gente avesse visto quanto è bello di sera sarebbe tornata di giorno, cosa che è avvenuta.
Vogliamo parlare di numeri?
Gli hotel hanno fatto +60%.
Le carte di credito nei mesi di luglio-agosto il +30% rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente.
Impressionante il dato degli operatori telefonici, con un +160% sul traffico dati.
Bisogna avere la lucidità di guardare le cose nel lungo termine.
Ad esempio: quanto vale per Milano l'articolo del NY Times di Gennaio che dice: il posto dove andare nel 2015 nel mondo? Milano per l'Expo. Pensateci»
(lo speciale viaggi del NY Times è stato aggiornato a Luglio, e Milano rimane sempre al top, ndr.)
Expo ha visto un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici, i milanesi hanno "scoperto" il passante ferroviario. Cosa ci dice riguardo alla mobilità? Sta cambiando qualcosa?
«Sicuramente Expo come grande piazza metropolitana ci fa capire che che anche zone periferiche possono diventare una "centralità"» ci spiega l'assessore Balducci «Pensiamo a Porta Nuova, Scalo Farini, Bovisa, Expo, Arese, Malpensa; ci troviamo su una direttrice importante di sviluppo, se questa si configura come direttrice di sviuppo delle università e della tecnologia.»
Rimane un rammarico riguardo al tema dell'acqua?
«Expo è sicuramente un'occasione per stabilire un centro di eccellenza e di competenza sull'acqua, l'idea c'è ancora» dichiara Sala «Milano è una città perfetta, viviamo grazie all'acqua, se siamo ricchi è perchè gli antichi sono arrivati qui su questo territorio che era un territorio paludoso e hanno avuto la capacità di gestire l'acqua come nessun altro. Realizzando una rete di canali artificiali, navigli...
La partita è ancora aperta.
L'acqua è elemento storico per Milano e può essere elemento del futuro. E in un futuro perchè no una riapertura dei navigli a Milano?»
«E' in corso uno studio per la riapertura navigli» conferma Balducci « E' un investimento importante. Le zone interessate potrebbero essere inizialmente la zona Fulvio Testi o la zona più centrale di Conca dell'Incoronata.
Anche la situazione delle zone agricole di Milano è cambiata molto negli ultimi 10 anni.
Inizialmente in realtà erano zone in degrado in attesa di edificazione; adesso sono stati rifatti i contratti agricoli in modo da dare piu tempo per sistemare gli investimenti, includendo le cascine.
Sono stati realizzati dei mercati agricoli.
Inoltre abbiamo 100 ettari non ancora assegnati (ex Ligresti). Per il 50% di questi terreni verrà emesso un bando per giovani agricoltori di prossimità.
E' stato stipulato inoltre un accordo con Esselunga per la vendita di prodotti di agricoltura milanese»
Conclude infine il confronto il messaggio positivo del rettore Azzone: «Sono ottimista, lavorando con i giovani. Milano ha una serie di elementi che ci fanno scommettere positivamente sul futuro. Può essere il pezzo di Paese che fa risalire il resto, deve fare da traino e collettore di sviluppo per l'Italia.
Milano ha tante anime, la sfida è far si che convergano su un fine comune.»
Tornava la sera, per cena o spesso e volentieri anche molto più tardi, con la faccia stravolta, ma con negli occhi una luce tutta particolare, come se avesse fatto un giro intorno al mondo, e ci raccontava storie strane di paesi lontani, dove dissalano l'acqua del mare, mangiano il coccodrillo, o raccolgono la nebbia per farne acqua, altri invece in cui studiano dei sistemi per risparmiare energia, o per salvaguardare antiche specie di piante o frutti...
E a me Chat Gourmand raccontava di ricette golosissime, dalla Turchia, dall'Afghanistan, e dall'Eritrea... che cercherà di riprodurre anche a casa ovviamente con il mio zampino...
No amici la mamma non è impazzita tutta d'un colpo, ha semplicemente passato le ferie in Expo!
...adesso però mamma ci spieghi bene cosa hai visto?
"Giusto Merlino, hai ragione.
Che dire, è stato da subito un turbinio di colori, profumi sapori ed emozioni, una cosa che se non sei preparato ti dà alla testa, e nel mio caso direi da dipendenza.
E... sì da circa metà maggio alla fine di Luglio posso dire di aver fatto il "pieno" di Expo, che conosco ormai come le mie tasche. Poi ho staccato un po' la spina, perchè ne avevo bisogno, per far sì che tutto fosse metabolizzato.
E adesso che ho riordinato le idee posso raccontarvi (a rate, tranquilli... non vi sequestro per 7 ore di coda come al padiglione Giappone) la mia Expo.
Iniziando dal fondo, dalla fine, da cosa rimarrà "dopo".
Ovvero da una conferenza a cui ho partecipato ieri al Politecnico di Milano, e che offre sia agli expottimisti che agli exposcettici diversi spunti di riflessione".
Mettetevi comodi...
Expo: Quale legacy per il futuro di Milano
"La sede: una delle location più prestigiose e storiche della città - il Politecnico di Milano
I relatori: 2 personalità autorevoli quali il commissario unico di Expo Giuseppe Sala e l'assessore all'urbanistica del Comune di Milano Alessandro Balducci, introdotti dal rettore del politecnico Giovanni Azzone e coordinati da un moderatore d'eccezione, il vicedirettore del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi.
Questi gli ingredienti di un incontro che ha fatto il tutto esaurito lunedì 5 Ottobre scorso nell'aula De Donato di piazza Leonardo da Vinci.
A meno di un mese dalla chiusura dell'esposizione universale, è tempo di tirare le somme di un evento sul quale è stato detto tutto e il contrario di tutto.
I fatti parlano chiaro e ci dicono che Expo è un successo, la dimostrazione che Milano ha tutti i numeri per giocare un ruolo fondamentale per il futuro del Paese, la dimostrazione che l'Italia, quando alla base c'è la consapevolezza di un orgoglio da riscoprire, è capace di dare il meglio di sè e di gestire grandi eventi.
Expo ha alzato la tensione e generato grande entusiasmo, l'importante ora è far sì che la tensione non cali, che tutto questo non sia un punto di arrivo ma un punto di partenza. E dobbiamo essere rapidi, perchè il resto del mondo va più veloce.
Come già diceva anche lo chef Carlo Cracco più di un anno fa in occasione di una conferenza a RistorExpo (vi ricordate? Ne avevamo parlato QUI).
Expo è entusiasmo, ordine, organizzazione, ma è davvero questa l'Italia? ...o finirà tutto con il 31 di Ottobre?
A questo interrogativo risponde Beppe Sala, che dichiara: «Expo funziona, innanzitutto perchè vi si percepisce dovunque l'Italian Style, nell'attenzione ai particolari, al design, alla sistemazione delle luci e delle piante, fino alla maestria degli artigiani evidente nel Padiglione Zero. Funziona perchè in uno spazio di pochi metri quadrati c'è tutto il mondo. E funziona perchè le "operations" funzionano; logistica, sicurezza e pulizia sono ai massimi livelli. E questo la gente lo percepisce, sta in coda e percepisce questo sforzo. E anche lo stare in coda ai padiglioni in questo modo diventa parte dell'esperienza stessa, del dire "Io c'ero".
Funziona grazie alla comunicazione, alla rete, al passaparola.
A questo punto non possiamo più crogiolarci nel concetto che il nostro Paese è il più bello del mondo perchè la bellezza disorganizzata non è più bellezza.
Dobbiamo fare qualcosa che abbia senso e che funzioni, e comunicarlo bene fidandoci di più del giudizio della gente, con la consapevolezza che si può fare, se alla base c'è una collaborazione collettiva»
Il timore ora è cosa succederà nei prossimi mesi? Rimarrà una cattedrale nel deserto come a Siviglia o ad Hannover?
Ci rassicura a questo proposito l'assessore Balducci: «Resteranno sicuramente Palazzo Italia, Cascina Triulza e stiamo considerando la possibilità di mantenere anche Padiglione Zero, dato che per come è stato progettato può durare qualche anno e non richiederebbe interventi immediati.
Ad oggi esiste solo una proposta, non ancora un progetto, di trasferire l'Università Statale, le facoltà che si trovano a Città Studi, insieme al progetto di Assolombarda di realizzare un parco tecnologico.
Il punto è stabilire un'intesa politica tra i tre soggetti interessati: Comune di Milano, Regione Lombardia e Governo Italiano.
Inizialmente (si parla di Novembre 2014) si pensava di gestire il post-Expo come un'operazione di pianificazione tradizionale senza prima costruire l'accordo con gli attori dell'operazione che avrebbero potuto intervenire, con un piano regolatore tradizionale in attesa di un potenziale acquirente che risolvesse il problema della riqualificazione dell'area.
La criticità del mercato immobiliare ha portato poi ad un bando di gara molto complesso, aperto in contemporanea con altre offerte quali Porta Vittoria, Santa Giulia e CityLife, e che di fatto è andato deserto.
Senza contare che il sito di expo non esisteva ancora, era un non-luogo, non ancora nella mappa della popolazione di Milano.
Alla luce del fallimento della gara l'allora assessore all'urbanistica ha chiesto a Politecnico e Università Statale di scendere in campo, ma nel frattempo il tutto è slittato a settembre 2015.
E nel frattempo la situazione è cambiata totalmente, ha definito il sito di Expo come una grande piazza metropolitana (grazie anche all'apertura serale), come la darsena e il parco nord.
Da qui viene l'idea del rettore della Statale di spostare in questa piazza metropolitana il polo universitario, considerando anche che le grandi trasformazioni urbanistiche degli ultimi 20 anni sono legate all'università vedi Bovisa, Barona, Bicocca...
C'è sicuramente un interesse al progetto da parte del governo centrale (Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Martina e il Premier Renzi) e stiamo aspettando da un giorno all'altro che il governo convochi il tavolo su cui ha espresso il proprio consenso in modo da trasferire su un nuovo progetto la spinta e l'energia che Expo ha dato.»
Quello dei numeri è stato un incubo. Dalla decisione di non diffondere subito i dati sugli ingressi, alla scelta di introdurre l'ingersso serale che avrebbe secondo molti svuotato la città, scelte che hanno portato a critiche e delle quali ci parla Beppe Sala:«Ci ho messo la faccia per proteggere il mio team di lavoro e di proposito non ho dato subito i numeri degli ingressi.
Era tutto previsto, anche le affluenze di questo ultimo periodo. In tutte le esposizioni gli ultimi 2 mesi fanno il 40%-45% degli ingressi.
Lo confesso, quando ho pensato a quali tipologie di biglietti vendere, ho pensato a quando si va a sciare: abbiamo il giornaliero, il biglietto di più giorni, lo stagionale...
Bene, abbiamo venduto più di 60.000 season pass.
L'apertura serale? La "movida" di Expo? In realtà è la movida delle carrozzine e dei passeggini, un sacco di mamme. Pensando all'apertura serale abbiamo pensato che se la gente avesse visto quanto è bello di sera sarebbe tornata di giorno, cosa che è avvenuta.
Vogliamo parlare di numeri?
Gli hotel hanno fatto +60%.
Le carte di credito nei mesi di luglio-agosto il +30% rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente.
Impressionante il dato degli operatori telefonici, con un +160% sul traffico dati.
Bisogna avere la lucidità di guardare le cose nel lungo termine.
Ad esempio: quanto vale per Milano l'articolo del NY Times di Gennaio che dice: il posto dove andare nel 2015 nel mondo? Milano per l'Expo. Pensateci»
(lo speciale viaggi del NY Times è stato aggiornato a Luglio, e Milano rimane sempre al top, ndr.)
Expo ha visto un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici, i milanesi hanno "scoperto" il passante ferroviario. Cosa ci dice riguardo alla mobilità? Sta cambiando qualcosa?
«Sicuramente Expo come grande piazza metropolitana ci fa capire che che anche zone periferiche possono diventare una "centralità"» ci spiega l'assessore Balducci «Pensiamo a Porta Nuova, Scalo Farini, Bovisa, Expo, Arese, Malpensa; ci troviamo su una direttrice importante di sviluppo, se questa si configura come direttrice di sviuppo delle università e della tecnologia.»
Rimane un rammarico riguardo al tema dell'acqua?
«Expo è sicuramente un'occasione per stabilire un centro di eccellenza e di competenza sull'acqua, l'idea c'è ancora» dichiara Sala «Milano è una città perfetta, viviamo grazie all'acqua, se siamo ricchi è perchè gli antichi sono arrivati qui su questo territorio che era un territorio paludoso e hanno avuto la capacità di gestire l'acqua come nessun altro. Realizzando una rete di canali artificiali, navigli...
La partita è ancora aperta.
L'acqua è elemento storico per Milano e può essere elemento del futuro. E in un futuro perchè no una riapertura dei navigli a Milano?»
«E' in corso uno studio per la riapertura navigli» conferma Balducci « E' un investimento importante. Le zone interessate potrebbero essere inizialmente la zona Fulvio Testi o la zona più centrale di Conca dell'Incoronata.
Anche la situazione delle zone agricole di Milano è cambiata molto negli ultimi 10 anni.
Inizialmente in realtà erano zone in degrado in attesa di edificazione; adesso sono stati rifatti i contratti agricoli in modo da dare piu tempo per sistemare gli investimenti, includendo le cascine.
Sono stati realizzati dei mercati agricoli.
Inoltre abbiamo 100 ettari non ancora assegnati (ex Ligresti). Per il 50% di questi terreni verrà emesso un bando per giovani agricoltori di prossimità.
E' stato stipulato inoltre un accordo con Esselunga per la vendita di prodotti di agricoltura milanese»
Conclude infine il confronto il messaggio positivo del rettore Azzone: «Sono ottimista, lavorando con i giovani. Milano ha una serie di elementi che ci fanno scommettere positivamente sul futuro. Può essere il pezzo di Paese che fa risalire il resto, deve fare da traino e collettore di sviluppo per l'Italia.
Milano ha tante anime, la sfida è far si che convergano su un fine comune.»
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sabato 18 luglio 2015
Le Chat Gourmand e il Microonde: "Finta Quiche di Zucchine"
Che caldo ragazzi...
Va bene, è estate, deve fare caldo, ma provate un po' voi ad avere la pelliccia...
Guardate come soffre la mia sous-chef..
"Merlino e Brisée... non fate la commedia, abbiamo il Pinguino acceso e ci sono 27°, piuttosto, che ricetta ci proponi oggi?"
Va bene mamma... ho pensato ad una ricettina vegetariana facile facile per utilizzare le zucchine che ci ha portato la nonna, una quiche, o meglio un "finta" quiche, sì perchè manca il guscio di pasta.
"Merlino non vorrai farmi accendere il forno spero..."
Tranquilli, utilizziamo il microonde (di cui avevamo parlato QUI, dove potete trovare suggerimenti per adattare i tempi di cottura a seconda della potenza del forno e del numero di porzioni).
"Finta Quiche di Zucchine" - nel Microonde
Tipo di Portata: Secondo Piatto
Tempo di Preparazione: 15'
Tempo di cottura: 25'
Vino in abbinamento: Sauvignon del Collio - Prosecco di Valdobbiadene
INGREDIENTI (per una pirofila bassa Ø 27cm):
- 600g zucchine
- 4 uova
- 50g formaggio tipo emmenthal, fontina, casera... insomma aprite il frigo e vedete quello che c'è
- 1/2 cipolla oppure 1 cipollotto
- 50ml latte
- sale, pepe, erbe aromatiche q.b.
PREPARAZIONE:
Tagliare le zucchine a rondelle con una mandolina (io l'ho regolata su 4mm) e condirle con 2 cucchiai di olio EVO, sale, pepe e le erbe aromatiche che preferite (timo, origano, menta erbe provenzali...).
Tritare finemente la cipolla.
Distribuire il tutto in una teglia per microonde (Ø 27cm).
Cuocere scoperto per 10' a 700W, mescolando a metà cottura.
Nel frattempo sbattere le uova, salare, pepare e aggiungere il formaggio e il latte.
Versare il composto di uova sulle zucchine dopo averle livellate.
Cuocere scoperto per 10' a 700W (controllate comunque che anche il centro della quiche sia rappreso) + 5' di Grill.
Et voilà
E' ottima tiepida, e si conseva molto bene anche per il giorno dopo, ideale quindi per un pic-nic fuori porta.
Va bene, è estate, deve fare caldo, ma provate un po' voi ad avere la pelliccia...
Guardate come soffre la mia sous-chef..
"Merlino e Brisée... non fate la commedia, abbiamo il Pinguino acceso e ci sono 27°, piuttosto, che ricetta ci proponi oggi?"
Va bene mamma... ho pensato ad una ricettina vegetariana facile facile per utilizzare le zucchine che ci ha portato la nonna, una quiche, o meglio un "finta" quiche, sì perchè manca il guscio di pasta.
"Merlino non vorrai farmi accendere il forno spero..."
Tranquilli, utilizziamo il microonde (di cui avevamo parlato QUI, dove potete trovare suggerimenti per adattare i tempi di cottura a seconda della potenza del forno e del numero di porzioni).
"Finta Quiche di Zucchine" - nel Microonde
Tipo di Portata: Secondo Piatto
Tempo di Preparazione: 15'
Tempo di cottura: 25'
Vino in abbinamento: Sauvignon del Collio - Prosecco di Valdobbiadene
INGREDIENTI (per una pirofila bassa Ø 27cm):
- 600g zucchine
- 4 uova
- 50g formaggio tipo emmenthal, fontina, casera... insomma aprite il frigo e vedete quello che c'è
- 1/2 cipolla oppure 1 cipollotto
- 50ml latte
- sale, pepe, erbe aromatiche q.b.
PREPARAZIONE:
Tagliare le zucchine a rondelle con una mandolina (io l'ho regolata su 4mm) e condirle con 2 cucchiai di olio EVO, sale, pepe e le erbe aromatiche che preferite (timo, origano, menta erbe provenzali...).
Tritare finemente la cipolla.
Distribuire il tutto in una teglia per microonde (Ø 27cm).
Cuocere scoperto per 10' a 700W, mescolando a metà cottura.
Nel frattempo sbattere le uova, salare, pepare e aggiungere il formaggio e il latte.
Versare il composto di uova sulle zucchine dopo averle livellate.
Cuocere scoperto per 10' a 700W (controllate comunque che anche il centro della quiche sia rappreso) + 5' di Grill.
Et voilà
E' ottima tiepida, e si conseva molto bene anche per il giorno dopo, ideale quindi per un pic-nic fuori porta.
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