giovedì 11 luglio 2013

A Tavola con il Nobile: "Cantucci di mais con noci, pistacchi e mirtilli rossi"

Cari amici felini... e non...
siamo giunti al terzo ed ultimo appuntamento con il contest "A Tavola con il Nobile".

"Dulcis in fundo".

Eh sì perchè oggi parliamo di uno dei vini da dessert per eccellenza: il Vin Santo di Montepulciano.
E per la precisione abbiamo a che fare con il Vin Santo di Montepulciano D.O.C. "Poggio alla Sala" di Famiglia Gattavecchi, annata 1997.

"Cantucci e Vin Santo" è il più classico degli abbinamenti, che si riferisce ai Biscotti di Prato con mandorle e uova, dalla caratteristica forma "obliqua".

Per il concorso però la mamma ha pensato ad una ricetta diversa, dei biscotti secchi che del "Cantuccio" richiamano la forma e la procedura di preparazione, ovvero: cottura del filone di impasto in forno, taglio dei biscotti in obliquo e successivo ulteriore passaggio in forno per "biscottare".

L'idea è partita da una ricetta di Martha Stewart, riveduta e corretta nelle dosi e soprattutto negli ingredienti, eliminando l'originale zest di limone e sostituendola con una buona quantità di gherigli di noce.

Ed ecco quindi la ricetta!

"Cantucci di mais con noci, pistacchi e mirtilli rossi"

Tipo di Portata: Dessert
Tempo di preparazione: 30'
Tempo di cottura: 30'-35' + 15' per riposo e taglio + 15' per biscottare

Vino in Abbinamento: Vin Santo di Montepulciano D.O.C. "Poggio alla Sala" (1997)

INGREDIENTI (dosi per circa 2 dozzine di biscotti):

NOTA: La ricetta originale riporta le dosi in misure anglosassoni, che mantengo per comodità affiancandole alle dosi in sistema metrico per gli ingredienti "modificati".
Tempi e temperatura di cottura si riferiscono all'utilizzo di un forno statico a gas.

- 1 cup 1/4 (circa 180g) Farina 00
- 1 cup 1/4 (circa 220g) Farina gialla di mais "Fioretto"
- 6 tablespoon (circa 90g) Burro pomata
- 1/2 cucchiaino di lievito per dolci
- 1/2 cucchiaino di Fleur de Sel
- 1 cup Zucchero (circa 220g, ma la quantità di zucchero può anche essere leggermente ridotta)
- 2 uova
- 60g pistacchi
- 60g gherigli di noce
- 60g mirtilli rossi essicati

PREPARAZIONE:

Iniziare a preriscaldare il forno a 180°, disponendo il supporto per la teglia sul livello centrale.
Mescolare in una zuppiera le 2 farine, il lievito e il sale.
Mettere il burro pomata in una bastardella e montare con le fruste a immersione a velocità media. 
Aggiungere a poco a poco lo zucchero e continuare a montare fino ad ottenere un composto chiaro e soffice.
Aggiungere le uova una alla volta e montare amalgamando bene il tutto.
Ridurre la velocità del mixer e aggiungere la miscela di farina, continuando a miscelare, eventualmente passando dalle fruste a filo a quelle a gancio.
Aggiungere infine i mirtilli rossi e la frutta secca tritata molto grossolanamente e mescolare ottenendo un impasto compatto.


Trasferire l'impasto in una teglia rivestita di carta forno. Per queste dosi la teglia ideale è quella bassa rettangolare per pizza, dimensioni 30x40.
Formare con l'impasto un filone lungo 40cm e largo circa 8cm.
Cuocere in forno a 180° per circa 30'-35', fino ad ottenere un filone dorato e leggermente incrinato in superficie, dopodichè togliere dal forno e lasciare raffreddare qualche minuto.
Con un coltello seghettato tagliare il filone in diagonale formando delle fette spesse circa 1.5cm e adagiandole man mano e molto delicatamente (l'impasto all'interno sarà ancora un po' morbido) nella stessa teglia utilizzata per la cottura del filone.
Rimettere in forno i biscotti a 180° per circa 15', girando la teglia a metà cottura.

Una volta raffreddati i "cantucci" avranno una consistenza fragrante e croccante esaltata dalla presenza della frutta secca ed equilibrata dalla componente morbida dei mirtilli rossi, e si sposeranno alla perfezione con il Vin Santo di Montepulciano!



Bene amici, con questa terza e ultima ricetta si conclude il menù che Le Chat Gourmand ha preparato per il concorso "A Tavola con il Nobile".
Che dire... è un gioco e comunque andrà io e la mamma ci siamo divertiti a ragionare, provare, cucinare e abbinare e sarà stata un'occasione per rendere omaggio alla Toscana e ai prodotti del suo territorio.

Ora è il Vostro momento. Andate sulla pagina Facebook "A Tavola con il Nobile", cercate le ricette di Le Chat Gourmand e... VOTATE VOTATE VOTATE!














martedì 9 luglio 2013

A Tavola con il Nobile: "Peposo dell'Impruneta - nella Slow Cooker"

Miao a tutti, e bentornati in cucina.

E' il momento del secondo appuntamento con il concorso "A Tavola con il Nobile", per il quale mi sto dando...

"Merlino!?..."

...ehm... la mamma si sta dando un gran da fare tra pentole e fornelli.

Ma oggi amici miei si parla anche di storia. E che storia!

Il grande protagonista dell'abbinamento di oggi è il Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. "Tre Rose" di Tenimenti Angelini, per il quale la mamma ha scelto un vero e proprio piatto storico della tradizione Toscana.
Per questa idea a onor del vero dobbiamo ringraziare Simone, allievo della mamma nel corso di nuoto serale e "Toscanaccio DOC", che ci ha suggerito di provare il "Peposo dell'Impruneta".

E' un piatto forse poco conosciuto, ma geniale nella sua semplicità; un piatto che parla di storia, e che ci riporta con un salto indietro nel tempo all'epoca del Brunelleschi.
Come dice il nome, il piatto è tipico di Impruneta, paese dalle parti di Firenze noto per la "Terra d'Impruneta", una particolare argilla ricca di galestro, detta anche "Terracotta antigelo"; un particolare tipo di argilla che conferisce alla terracotta particolari caratteristiche di resistenza, e soprattutto la rende inalterabile al freddo.
Per questo motivo Filippo Brunelleschi nel 1419 scelse proprio la terracotta di Impruneta per costruire la cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, per le caratteristiche di solidità e leggerezza che solo questa terracotta sa dare.
E sono state proprio le maestranze addette alla cottura dei mattoni nelle fornaci (i Fornacini) ad inventare questo piatto partendo da ingredienti semplici.
In un angolo della fornace mettevano un tegame di coccio con tagli "poco pregiati", per modo di dire, di manzo (muscolo sì, ma... attenzione sempre di muscolo di Chianina si trattava), aglio, erbe aromatiche, pepe in abbondanza e vino rosso. Il tutto veniva lasciato cuocere per 5 ore molto lentamente.
Last but not least... Il Peposo è anche un piatto dietetico! Completamente privo di grassi (...escluso quelli della carne, ovvio...)

E la cottura lenta che caratterizza questa pietanza è una ghiotta occasione per sperimentare ancora una cottura alternativa ed utilizzare un'altra delle "caccavelle" preferite della mamma: la Slow Cooker.
Per tutto ciò che riguarda il funzionamento di questo elettrodomestico, che altro non è se non una pentola per cotture lente che riproduce la cottura delle cucine economiche di una volta, vi rimando a questo post di un po' di tempo fa.

Per la cottura della carne ho scelto in questo caso di ripettare la tradizione e di utilizzare quindi un buon Chianti.

"Peposo dell'Impruneta - nella Slow Cooker"




Tipo di portata: Secondo piatto
Tempo di preparazione: 15'
Tempo di cottura: 8 ore su LOW (MEDIUM se si possiede una Morphy-Richards)

Vino in Abbinamento: Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. Tre Rose Tenimenti Angelini (2009)

INGREDIENTI (per 4 persone):

Le dosi indicate sono adeguate per una Slow Cooker da 3.5lt.

- 1 kg di muscolo di Chianina 
- 5 spicchi di aglio in camicia
- salvia, alloro, rosmarino
- 1 cucchiaio di pepe nero macinato
- 400ml circa di vino rosso (Chianti)
- sale

PREPARAZIONE:

Tagliare il muscolo in dadi non troppo piccoli e disporlo nel recipiente della Slow Cooker avendo cura di salare la carne e cospargerla con il pepe macinato.
Aggiungere gli spicchi di aglio in camicia, le erbe aromatiche e il vino rosso.
Coprire e cuocere su LOW (MEDIUM ne caso delle Slow Cooker Morphy Richards) per 8-9 ore.

NOTA: Per quanto riguarda la quantità di vino (o di liquidi in generale) per la cottura nella Slow Cooker, dobbiamo tener conto del fatto che nella Slow Cooker l'evaporazione è estremamente ridotta, per cui  nel riadattare una ricetta dalla cottura tradizionale dobbiamo diminuire di 1/4 o addirittura a volte 1/2 le quantità di liquido consigliate nella ricetta tradizionale.
Con un po' di esperienza poi si va "a occhio"; per esempio per gli spezzatini una quantità di liquido che copre i 3/4 della carne è adeguata.

...et voilà. La storia è servita!




Il Peposo può essere servito accompagnato da fette di pane toscano abbrustolito oppure come nel nostro caso da fagioli cannellini cotti (possibilmente nel coccio a fuoco bassissimo) con acqua, aglio, abbondante salvia, salati a fine cottura e conditi con pepe nero e un filo di olio EVO.

Bene amici per oggi è tutto e... alla prossima con il terzo e ultimo abbinamento!
Vi ricordo di tenere d'occhio la pagina Facebook ufficiale del concorso, QUI, per votare la mia ricetta!







sabato 6 luglio 2013

A Tavola con il Nobile: "Risotto con le verze al sugo d'anatra - nella Rice Cooker"

Bentornati cari amici,
il post di oggi è dedicato alla prima delle ricette che ho realizzato (o meglio, che la mia mamma a 2 zampe ha realizzato) per partecipare al contest "A Tavola con il Nobile".

Per la prima prova di abbinamento la mamma ha scelto il Rosso di Montepulciano D.O.C. Tenuta Valdipiatta e un primo piatto dai sapori decisi ma equilibrati, ovvero un risotto con verza e anatra.

E non si è fatta mancare l'occasione di sfoderare una delle sue "caccavelle" preferite per una cottura alternativa: la Rice Cooker, magico aggeggio di cui abbiamo già parlato ampiamente in alcuni post precedenti, in particolare QUI.


"Risotto con le verze al sugo d'anatra - nella Rice Cooker"




Tipo di portata: Primo piatto
Tempo di preparazione: 20'
Tempo di cottura: 40' + qualche minuto di riposo

Vino in Abbinamento: Rosso di Montepulciano D.O.C. Tenuta Valdipiatta (2010)

INGREDIENTI (per 2 persone):

- 20g scalogno
- 20g sedano
- 50g carota
- 25g pancetta 
- 125g petto d'anatra senza pelle
- 50ml vino Rosso di Montepulciano
- 75g verza + 2 foglie larghe per servire
- 2 cups e 1/2 (circa 650ml) brodo di pollo
- 1 cup (circa 250ml) Riso Carnaroli 
- 20g Parmigiano Reggiano grattugiato

PREPARAZIONE con la Rice Cooker:

Le istruzioni che seguono sono riferite ai modelli di Rice Cooker dei tipo "set-and-serve", come questa, che usa la mia mamma a 2 zampe.

Mondare scalogno sedano e carota e tritarli fini. 
Ridurre la pancetta a piccoli pezzettini.
Tagliare a piccoli tocchetti il petto d'anatra. 
Mondare e tagliare la verza a listarelle, eliminando la costa centrale.

Inserire la spina della Rice Cooker e iniziare a scaldarla (funzione WARM).
Mettere nel recipiente estraibile ("pot") una noce di burro e un cucchiaino di olio EVO.
Posizionare l'interruttore sulla funzione COOK, coprire per un paio di minuti.
Aggiungere scalogno, carota, sedano e pancetta e soffriggere per 2', a recipiente coperto.
Aggiungere il petto d'anatra a tocchetti e cuocere per altri 5' a recipiente coperto, mescolando di tanto in tanto.
Sfumare con il vino.
Aggiungere la verza a listarelle e 1/2 cup (circa 125ml) di brodo, aggiustare di sale e pepe e cuocere per 15' a recipiente coperto.
Aggiungere il riso e il brodo rimasto (2 cups - circa 500ml), cuocere per 16'.

Posizionare di nuovo l'interruttore sulla funzione WARM, mantecare con il Parmigiano e poco burro e lasciare riposare un paio di minuti.
Servire su una foglia di verza precedentemente scottata in acqua bollente salata.

NOTA: Ovviamente il risotto può essere preparato con una cottura classica in casseruola, aumentando di conseguenza la quantità di brodo da utilizzare.

Ed ecco, in una foto che non rende giustizia al piatto,  il risultato finale.



Bene cari amici, per oggi è tutto, vi ricordo di tenere d'occhio la pagina Facebook ufficiale del concorso, QUI, per votare la mia ricetta!

Alla prossima!



mercoledì 3 luglio 2013

A Tavola con il Nobile Food Blogger Contest - Le Chat Gourmand in azione!

Cari amici eccoci.
E' giunto il momento di svelare il segreto; vi avevo detto che avevo in mente qualcosa di importante e adesso che i campioni di vino sono arrivati... il dado è tratto!

Le Chat Gourmand ha l'onore di partecipare alla prima edizione di "A Tavola con il Nobile - Food Blogger Contest" organizzato dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano.

In cosa consiste?
Si tratta di realizzare un menù di tre portate cercando l'abbinamento ideale con ciascuno dei 3 vini del consorzio ovvero:

  • - Il Rosso di Montepulciano
  • - Il Vino Nobile di Montepulciano
  • - Il Vinsanto di Montepulciano
Le ricette pubblicate sul blog e partecipanti al concorso appariranno sulla pagina Facebook ufficiale del contest "A Tavola con il Nobile".

Ed è qui che entrate in gioco Voi cari amici, seguendo gli aggiornamenti del mio blog e della pagina FB del concorso e... votando le mie ricette!
Sarete tutti parte di una grande giuria popolare che contribuirà a stabilire il vincitore del concorso attribuendo  i "LIKE" alle ricette che vi piacciono di più!

Ovviamente alla giuria popolare si affiancherà una giuria di esperti che valuterà la qualità delle ricette proposte e soprattutto degli abbinamenti con i vini.

Pronti...? Cuochi... VIA!






giovedì 20 giugno 2013

Le Chat Gourmand in trasferta a Rimini Wellness: Shirataki di Konjac saltati con verdure

Bentornati amici,
riprendo in mano le redini del blog e oggi ho deciso di raccontarvi la prima uscita vacanziera dell'anno (eh sì, siamo felini viaggiatori noi), e i suoi inaspettati risvolti gastronomici.

Il periodo: metà maggio
La meta: Rimini.
Non certo per una settimana di relax in spiaggia bensì per partecipare alla Convention Rimini Wellness.
L'idea tanto per cambiare è stata della mamma, l'ha messa sul piano della "formazione e lavoro", ma a me non la racconta giusta.

Comunque... noi felini ce la siamo spassata in hotel, tra balconcino vista mare e cuccia a due piazze.
La mamma invece si è buttata a capofitto nel mondo del fitness sperimentando di tutto di più.

Zumba, Macumba, Bokwa, Military Fitness, Step Hip Hop e chi più ne ha più ne metta; non si è fatta mancare niente, nemmeno il pilates e lo yoga a testa in giù.

...bah... roba da dilettanti. Cosa non si inventano questi stupidi umani, e pensare che la mamma avrebbe a disposizione tutti i giorni ben due professionisti del settore! Lo stretching, il risveglio muscolare e le tecniche di meditazione le abbiamo inventate noi felini! Sapevatelo!
Nessuno può vantare un fisico così agile scattante e flessuoso in barba a qualsiasi dieta!

E a proposito di dieta ecco cosa ha scoperto la mamma gironzolando tra gli stand di Rimini Welleness...

Miracle Noodles ovvero...

"Shirataki di Konjac" (in giapponese白滝

Cosa sono?
Quando la mamma li ha assaggiati allo stand mentre ascoltava la spiegazione sulle caratteristiche nutrizionali non ci voleva credere e pensava di essere su scherzi a parte...
Fettuccine e spaghetti di consistenza molto simile ai noodles di soia ma... con ZERO carboidrati netti e sole 5 Kcal per 100g e con un alto potere saziante.
Praticamente il sogno ad occhi aperti di chiunque stia seguendo una dieta o semplicemente cerchi di ridurre un po' l'apporto giornaliero di carboidrati.

Ma come è possibile questa meraviglia?
Shirataki è un tipo di "pasta" tradizionale giapponese ricavata dalla radice di konjac; è composta per il 97% di acqua e per il 3% di glucomannano, fibra idrosolubile che dà questa sensazione di sazietà.
Cioè a dire, sostituire un pasto al giorno (per esempio il classico piatto di pasta a prazo) con una porzione di Shirataki Noodles significa automaticamente aumentare l'apporto di fibre naturali e diminuire l'apporto calorico.

Come si preparano?
Sono rapidissimi, si vendono in confezioni monoporzione, è sufficiente scolarli dal liquido di conservazione (non fatevi spaventare dalla puzza di mercato del pesce che emana il liquido), sciacquarli per 2' sotto acqua fredda corrente, bollirli per 1' in acqua salata, scolarli di nuovo e saltarli in padella con il condimento.

Ma di cosa sanno?
Di niente. Assolutamente insapori, per cui assumono il sapore del condimento che li accompagna.
Si adattano bene a tutte le ricette di sapore orientale che prevedono l'utilizzo di spaghetti di soia, ma possono diventare tranquillamente protagonisti di una carbonara "alternativa".

La mamma da quando siamo tornati da Rimini si è sbizzarrita in diversi abbinamenti, ve ne propongo uno dei più azzeccati.

"Shirataki Noodles saltati con verdure"

Tipo di Portata: Primo Piatto
Tempo di Preparazione: 15'
Tempo di Cottura: 5'

INGREDIENTI (Per 1 persona):

- 1 porzione di fettuccine o spaghetti Shirataki
- 1 cipollotto
- 1 carota piccola
- 1 zucchina piccola
- 1 cucchiaio di olio EVO
- salsa di soia scura q.b.
- sale

PREPARAZIONE:

Pulite i cipollotti, la carota, la zucchina, lavateli e asciugateli; tagliate la carota e la zucchina a bastoncini sottilissimi, affettate il cipollotto.
Scolate e sciacquate gli shirataki noodles sotto acqua fredda corrente. 
Mettete sul fuoco una pentola con acqua e portate a ebollizione.
Appena l'acqua bolle salatela, e iniziate a scaldare l'olio in un wok (va bene anche una padella inaderente).
Quando l'olio sarà caldo aggiungete le verdure, contemporaneamente bollite i noodles per 1' nell'acqua precedentemente salata.
Aggiungere i noodles BEN SCOLATI alle verdure nel wok, saltare per pochi minuti mescolando con 2 forchette (le verdure devono rimanere croccanti).
Spruzzare con qualche goccia di salsa di soia e servire.

...e guardate che spettacolo.
Sembra o non sembra un "vero" piatto di pasta? Buonappetito!














mercoledì 19 giugno 2013

Metti una sera a Brera: le Chat Gourmand lascia la parola alla mamma!

Bentornati cari amici,

L'estate è finalmente arrivata, il Kitty's Lounge Bar con i suoi morbidosissimi cuscini è definitivamente operativo sul terrazzo di casa e di notte è una meraviglia dormire ai piedi della cuccia dei miei amici umani con l'arietta fresca che entra dalla finestra aperta.

Ebbene sì oggi ho deciso di godermi più del solito le gioie della "felinitudine" e di lasciare la parola o meglio la tastiera alla mia mamma a 2 zampe, che vi darà una buona idea per trascorrere una serata piacevole in uno dei quartieri più "in" di Milano.

Have a purrrr...fect time. E mettetevi comodi...

Grazie Merlino...

Bene, eccomi a raccontarvi in mostruoso ritardo una piacevolissima serata trascorsa in uno dei quartieri più caratteristici di Milano, il quartiere Brera. 
E' il quartiere degli artisti.
Qui l'atmosfera è bohémienne e siamo lontani dalla frenesia, dalla fretta, dalla puntualità maniacale della Milano che lavora e che corre.
Qui ci si lascia un po' andare, ci si attarda per un aperitivo o sia va alla scoperta del lusso discreto di una bottega, oppure ancora si gioca col destino facendosi leggere la mano dalla cartomante.

Il pretesto per questa serata da turista nella città in cui ho studiato per 9 anni e lavorato per 10 è stato un evento organizzato dalla giornalista e scrittrice Federica Brunini, mia compagna di scuola alle elementari nonché figlia della mia mitica maestra!


"AperiLibro con La Matematica delle Bionde". 
Il romanzo è una commedia leggera ma ricca di spunti di riflessione e perle di saggezza femminile; un ritratto leggero ma arguto di una generazione di donne in bilico tra essere sè stesse e approssimarsi ad un'icona; una lezione di stile ma soprattutto di amor proprio per prendere ogni giorno la vita con un tocco di "bionditudine" e un bicchiere di champagne.

Al ristorante Carminio quindi innanzitutto una piacevolissima serata di chiacchiere che si è conclusa con una frizzante bollicina, avremmo potuto fermarci a cena ma abbiamo preferito fare una passeggiata approfittando finalmente di una delle prime vere sere d'estate.

Gironzolando qua e là per il quartiere ci si rende subito conto che a Brera di sicuro non muori di fame, ma se cadi nel posto sbagliato rischi di trovarti nel classico specchietto per allodole-turisti.
Un rapido sopralluogo e l'occhio allenato da "Chat Gourmand" si sofferma su un ampio dehors, le tovaglie a quadretti e soprattutto la scritta "Birre Artigianali".

Ci troviamo alla Taverna del Borgo Antico, in via Madonnina 27.
L'ambiente è accogliente, all'interno caratteristico con travi e mattoni a vista, e all'esterno il più ampio dehors di tutta Brera.
Il menù prevede una ricca scelta di piatti tipici della cucina meneghina come il "Risòtt Giald" oppure l'"Oss büs", ma anche sfizi, paste fresche, brace e pizze.
Di tutto rispetto la carta vini e... la lista delle birre artigianali in bottiglia, italiane ed estere.
Volendo fare sì girare l'economia ma tenendo ben presente il mio spirito Routard, mi oriento sulla classica pizza e birra alla spina, ordinando una dignitosa Poretti 4 Luppoli e una Romana. 
Perchè una Romana? Solitamente il mio benchmark per la pizza è la Napoletana, che la pizzeria quadratica media farcisce con pomodoro, mozzarella, acciughe, capperi. Ma dato che qui la fanno senza mozzarella (amici napoletani illuminatemi, cosa dice la tradizione?), ho dovuto trovare un'alternativa.
Il servizio è rapido e cortese. 


La pizza già dal primo assaggio balza ai primi posti della classifica personale di Le Chat Gourmand, sui livelli della Montegrigna by Tric Trac (Legnano) o della Piccola Amalfi (Castellanza).
Impasto fragrante con un bel cornicione ben alveolato, farcitura abbondante e di ottima qualità, cottura nel forno a legna perfetta.
In conclusione, questo posto ci è piaciuto molto. Unica nota dolente ahimè il conto; non tanto per il prezzo di pizza e birra media, che potrebbe anche essere adeguato tenendo conto della qualità e della location, ma per i costi "accessori".
Se 2,50€ per un ottimo caffè espresso possono essere perdonati, i 3€ di coperto sono a mio parere fuori luogo, oltre che fuori moda. 

Bene amici, ringrazio "Chef Merlino" per avermi lasciato uno spazio nel suo blog e... alla prossima!











lunedì 10 giugno 2013

Il blog cambia nome e si rifà il look!


Cari amici,
grandi novità per il blog del gatto-chef!

Come potete vedere è cambiato il look ma soprattutto è cambiato il nome!
Ebbene sì, come già avevo avuto occasione di spiegare, il blog "Tre Code in Affitto" era nato in origine con l'idea di raccontare la vita quotidiana dal "nostro" punto di vista, ovvero dal punto di vista dei 3 felini che davano un senso alla casa: Kalle (R.I.P.), Ville e il sottoscritto Merlino.

Ma i casi della vita e soprattutto la mia passione per pentole e fornelli hanno voluto che piano piano quello che doveva essere un diario di vita vissuta diventasse a tutti gli effetti un Foodblog.

Da qui la scelta di dare una svolta e chiamare le cose con il loro nome. 
L'idea del nome "Chat Gourmand" viene da una targhetta in metallo che la mamma aveva comprato in una bancarella a Parigi, e aveva portato a casa come regalino per quell'incorreggibile golosone del mio fratellone Kalle, e che ha fatto bella mostra di sè per tanto tempo sopra la sua cuccia...

...per me è anche un bel modo per ricordarlo. 
Spero che piaccia anche a voi.