mercoledì 16 aprile 2014

Le Chat Gourmand a Vinitaly 2014: viaggio lungo la Penisola tra le emozioni del vino

dalla Valtellina alla Calabria passando per Franciacorta, Langhe e Toscana: dalla nostra inviata a Verona



Cari amici,
lo so questo post si è fatto attendere, ma ho lasciato alla mamma un po' di tempo per mettere ordine nell'overload di profumi, sensazioni, emozioni che la visita a Vinitaly 2014 le ha regalato.
Ed ecco quindi il racconto di una giornata davvero speciale che l'ha portata a fare un vero e proprio viaggio da Nord a Sud nella nostra meravigliosa Italia del vino!

Tutto vero Merlino!
E' ormai passata una settimana ed ora sono pronta a raccontarvi il mio viaggio.
Solo una giornata da poter dedicare a Vinitaly ma è stata ricca, intensa e per buona parte con una guida d'eccezione, la mia amica Paola Longo, cuore pulsante dell'Enoteca Longo di Legnano nonchè consigliere dell'Associazione Nazionale "Donne del Vino".
Siete pronti a seguirmi da Nord a Sud nell'Italia del vino? 
Si parte! Mettetevi comodi, sarà un lungo viaggio...


Prima tappa: il Consorzio Tutela Vini di Valtellina

Perchè iniziare proprio dalla Valtellina? 
Perchè la Valtellina per me è un po' casa, avendo i suoceri Valtellinesi DOC originari di Bormio, e andandoci a volte in vacanza.
E quindi tappa per andare a salutare il cugino Davide in spedizione a Vinitaly 2014 con i suoi compagni dell'Istituto Alberghiero "Zappa" di Bormio, che sotto la guida dello Chef Daniele Pennati dell’Hotel Roseg di Primolo hanno preparato un menù a base di finger food da offrire agli ospiti delle singole cantine presenti.

Molto ricco e variegato il banco assaggi dei vini del Consorzio, di cui conoscevo già diverse etichette, una su tutte lo Sforzato 5 Stelle della Cantina Nino Negri di Chiuro. 

...J'adore...

Ne approfitto quindi per avvicinarmi ad una piccola cantina giovane che ancora non conoscevo, vincitrice del premio Next in Wine 2011.
Scelgo infatti di assaggiare il Valtellina Superiore DOCG della Cantina Dirupi di Ponte in Valtellina. 
Nebbiolo in purezza maturato sulle vigne a terrazzamenti, vendemmia a fine Ottobre, macerazione di 15 giorni, 18 mesi di affinamento in botti grandi di rovere e altri 6 mesi in bottiglia, all'assaggio l'ho trovato molto intenso e tannico, mi ha dato la sensazione e l'immagine dell'altezza e dell'asprezza del territorio; abbinamento ideale ça va sans dire un bel piatto di pizzoccheri fumanti. 

Seconda Tappa: il Progetto Langa Style



Raggiunta Paola al suo stand Longo & Sincini, partiamo alla volta del Piemonte alla scoperta di un progetto giovane e interessante.
Parliamo di Langa Style.
Langa Style è un consorzio nato nel 2007 e formato da 5 giovani produttori, 5 compagni di scuola, 5 vignaioli indipendenti ognuno con la propria cantina e la propria personalità, ma che hanno scelto la strada de "l'unione fa la forza" per presentarsi sul mercato.
E questa senza dubbio è una scelta vincente.

L'accoglienza è calorosa e molto cordiale, ci accomodiamo al tavolo insieme ai produttori e si parte con gli assaggi; un vino per ognuna delle 5 aziende.


Questi i vini assaggiati:
- "Dadà" Langhe DOC Chardonnay 2012 dell'azienda agricola Negretti.
- "Mirus" Langhe Rosso DOC 2010 dell'azienda agricola Mustela.
-  Barbaresco DOCG 2009 dell'azienda agricola La Ganghjia.
- "NonnOrlando" Barbaresco DOCG 2010 dell'azienda agricola Vigin.
- "Bricco Rocca" Barolo DOCG 2009 dell'azienda agricola Olivero Mario.

Per me che non sono professionista del settore ma semplice appassionata di vino, ogni degustazione è come un gioco, cerco di scoprire e individuare i profumi e i sapori, e costruisco la mia personalissima mappa mentale di cosa amo in un vino e cosa no.
Ad esempio non amo particolarmente il gusto troppo aggressivo e astringente, le note di pepe e spezie, oppure la "vaniglia" del passaggio in barrique quando sovrasta l'aroma naturale e caratteristico dell'uva (vi darò un'idea di quello che intendo nel prossimo post dedicato ad una recente degustazione di un paio di giorni fa) 
Mi perdoneranno dunque gli esperti se incapperò in qualche errore tecnico... 

Si parte con lo Chardonnay e subito mi trovo di fronte ad un vino importante.
Il colore paglierino delicato trae in inganno. Il bouquet è molto intenso, fruttato, dolce di pesca, mela e acacia. E anche al palato si conferma molto strutturato e intenso.
Passiamo ai rossi e si prosegue con il Langhe Rosso, uvaggio composto per il 50% da Barbera, per il 25% da Nebbiolo e per il restante 25% da Pinot Nero, dal bel colore rosso rubino, che sprigiona aromi intensi di frutti di bosco, confettura e prugna che si ritrovano anche al gusto. 
Il confronto tra i 2 Barbaresco è una bella lotta. 
Il Barbaresco 2009 presenta aromi di frutti di bosco, marasca, ma anche pepe e note speziate; al gusto è austero e asciutto.
Il Barbaresco 2010 al naso mi ha ricordato ancora la confettura, la marasca ma anche la viola; e al gusto l'ho trovato più morbido e rotondo rispetto al primo.
Chiude il nostro viaggio nelle Langhe sua maestà il Barolo, con il suo colore rosso granato, e di nuovo gli aromi intensi di marasca e viola mammola che caratterizzano il vitigno Nebbiolo.

Che dire... una carrellata di vini importanti da abbinare a piatti altrettanto corposi e impagnativi.
I miei preferiti? Sicuramente il Langhe Chardonnay "Dadà" e il Barbaresco "NonnOrlando"; ma mi riservo di fare una visita alle cantine... e magari assaggiare anche gli altri vini, ad esempio il Dolcetto di Oliveto Mario mi incuriosisce per la fase di affinamento in barrique.


Terza Tappa: il Ristorante delle Donne del Vino e la Franciacorta



E tra un bicchiere e l'altro arriva l'ora di pranzo.
E questa è l'occasione per fare tappa al quartier generale dell'Associazione Nazionale delle Donne del Vino e sempre grazie a Paola avere il piacere e l'onore di conoscerne la Presidente Elena Martusciello.
L'Associazione Nazionale Donne del Vino ha firmato le selezioni della carta vini dei diversi ristoranti all'interno della manifestazione.


Pranzo quindi alla cittadella della gastronomia gestita dall'Associazione, con un menù sfizioso che prevede:

- delle piccole entrées
- pasta asparagi e speck 
- roast-beef
- piccola pasticceria

... e una carta vini praticamente infinita dalla quale, su consiglio di Paola che ben conosce la mia forte dipendenza da bollicine rosé, ho scelto un Franciacorta Brut Rosé millesimato 2009 di Fratelli Berlucchi (Chardonnay e Pinot Nero in parte vinificato in rosato e in parte vinificato in bianco); molto particolare, fruttato ma nello stesso tempo secco al gusto.

Non so come mai ma qualcosa mi dice che per Cantine Aperte 2014 farò un salto in Franciacorta.

Quarta Tappa: il Consorzio del Brunello di Montalcino

Paola ha ancora un po' di tempo prima di scappare per andare a prepararsi per la serata di gala che la attende, ci spostiamo in toscana, Consorzio del Brunello di Montalcino, da uno dei produttori TOP.




Sto parlando di Cupano, unico Brunello di Montalcino insieme a Biondi Santi e Case Basse ad essere annoverato tra i migliori 111 vini d'Italia.
Allo stand ci accolgono Lionel Cousin, produttore vinicolo ma anche produttore cinematografico, e Ornella Tondini.

...et voilà ci offrono una verticale del loro Brunello, con le annate 2009, 2007, 2004 e 2003
Spezie, cuoio e cioccolato si fondono con note di frutti rossi, più morbide e rotonde le annate 2009 e 2004, più asciutti il 2007 e il 2003.
E per finire anche un assaggio di Ombrone Sant'Antimo 2009.
Sono senza parole...

Saluto Paola e rimango a gironzolare tra gli stand del Consorzio per fare una visita a Fossacolle, piccola azienda a conduzione familiare confinante con i poderi di Castello Banfi, dove nel lontano 2005 in occasione di Cantine Aperte avevo visitato la cantina ed acquistato diverse bottiglie del Brunello di Montalcino annata 2000
Ne ho appena aperta una poche settimane fa.
14 anni di vita, di cui 9 passati a riposare nella mia cantinetta, ed è ancora perfetto, colore ancora rosso rubino intenso, importanti gli aromi di frutta matura, morbido e rotondo al gusto.
Decisamente un vino molto longevo e... decisamente un ottimo investimento!

Ultima tappa prima di lasciare Montalcino è l'azienda San Lorenzo, anch'essa azienda giovane (prima vendemmia nel 2003) che attira la mia curiosità perchè si presenta molto orientata ai nuovi mezzi di comunicazione e ai social network; è presente su Facebook, su Twitter e ha un blog.
A Vinitaly 2014 presenta il Brunello "Bramante" 2009 e il Rosso di Montalcino 2011, entrambi freschi, spontanei e nello stesso tempo eleganti. 


Quinta Tappa: il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

Lascio Montalcino ma rimango in Toscana per andare a salutare Thomas, Silvia e gli amici del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, che hanno praticamente "adottato" me ma soprattutto "Le Chat Gourmand"... e non mi lasciano mai tornare a casa a mani vuote.
Grazie al concorso "A Tavola con il Nobile" e all'evento dell'Anteprima 2014 conosco già diverse cantine.
La stanchezza e la giornata di degustazione cominciano a presentare il conto... ma come si fa a dire di no?


E qui la "verticale" di Vino Nobile di Montepulciano diventa "trasversale", perchè assaggio diverse annate di diverse aziende ovvero:
- Croce di Febo 2010 (azienda Bio): bouquet speziato, gusto fresco e acidulo.
- Il Conventino 2010: aromi di frutta rossa matura, gusto più caldo e rotondo
- La Braccesca 2007: che esprime una delle migliori vendemmie degli ultimi anni 
- Carpineto "Poggio S. Enrico" 2004 (l'unico Sangiovese in purezza): che esprime grande forza sia negli aromi di mora e vaniglia, sia nel gusto.

la giornata volge quasi al termine, il tempo è tiranno e quindi decido di avviarmi verso la...


Sesta e Ultima Tappa: la Calabria

...e passo da Marc de Grazia Selections che ospita la new entry Cataldo Calabretta, piccolo e interessante produttore Bio di Cirò Marina che ho consciuto qualche settimana fa ad una degustazione all'enoteca La Cieca.




Recuperando e ristrutturando la vecchia cantina di famiglia, con le vasche in cemento che utilizza per l'affinamento del Cirò Rosso, e rinnovando i vigneti, ha deciso di valorizzare i vitigni autoctoni e i risultati sono di tutto rispetto:

- Ansonica IGT Calabria Bianco 2013: colore paglierino limpido, con bouquet sottile e fruttato. Aromi di pesca e ananas. Al palato fresco, equilibrato e decisamente sapido, fa subito pensare al mare.
Breve persistenza aromatica, retrogusto salato.

- Alicante IGT Calabria Rosato 2013: colore cerasuolo limpido, bouquet leggero, fruttato, fragrante, netto. Aromi di fragola e ciliegia. Al palato fresco e schietto, buona persistenza aromatica.

- Cirò Rosso Classico DOC 2012: vitigno Gaglioppo 100%, limpido, granato scarico, con bouquet intenso.
Aromi di marasca, liquirizia, viola mammola.
Al palato persistente, tannini morbidi.
Buona persistenza aromatica.
Affinamento di 10 mesi in vasche di cemento.

...e così si conclude la mia lunga giornata a Vinitaly, intensa ma appena sufficiente per farsi un'idea dell'immensità del mondo del vino.
Sperando di poterci tornare anche il prossimo anno, con più calma e più tempo a disposizione.